I contagi provocati dal Covid-19 hanno raggiunto nuovi picchi in India. Nella giornata di domenica sono stati registrate 78,761 nuove infezioni: si tratta dell’aumento più consistente avvenuto a livello mondiale dall’inizio della pandemia e maggiore anche dei 77,299 casi dichiarati dagli Stati Uniti il 16 luglio. La seconda nazione più popolosa del mondo, con oltre tre milioni e mezzo di casi totali, è al terzo posto tra i più colpiti al mondo ed è preceduta da Stati Uniti e Brasile. L’esecutivo del primo ministro Narendra Modi sembra aver deciso, malgrado i numeri poco incoraggianti, di favorire un ritorno alla normalità per mitigare le ricadute economiche della pandemia. La metropolitana della capitale Nuova Delhi, dove vivono oltre 20 milioni di persone, tornerà in attività a partire dal 7 settembre seppur con alcune restrizioni.

Una complessa via di fuga

Gli effetti delle misure di contenimento del virus, imposte in seguito al lockdown deciso il 24 marzo scorso, sono stati devastanti. Disoccupazione di massa, fughe di intere famiglie, costrette a camminare a piedi e per giorni, dalle città alle campagne ed i cadaveri dei pazienti deceduti a causa del Covid-19, in alcuni casi, gettati nella spazzatura. Una circostanza, quest’ultima, che ha costretto la Corte Suprema ad intervenire e ad attaccare pesantemente il governo di Delhi. A partire dall’8 giugno, dopo oltre due mesi di lockdown, il governo ha deciso di dare inizio alla prima fase di riaperture che, al momento, hanno raggiunto il quarto stadio. In questa fase saranno consentiti, senza bisogno di alcuna autorizzazione, gli spostamenti di persone e beni tra gli Stati ed i Territori ( L’India è un’unione federale composta da 28 Stati ed 8 Territori) e potranno avere luogo, a partire dal 21 settembre, funzioni religiose, culturali, eventi politici, sportivi ed accademici con un limite massimo di 100 partecipanti. Gli Stati ed i Territori non potranno imporre nuovi lockdown locali senza l’autorizzazione del governo centrale e proseguiranno quelli già in essere nelle zone di contenimento. Sarà mantenuto il distanziamento sociale nelle attività commerciali ed alcuni studenti, previa autorizzazione dei genitori, potranno tornare a scuola per incontrare i professori.

Le difficoltà economiche

La contrazione dell’economia indiana, colpita da un lockdown molto severo che ha portato alla chiusura di attività commerciali e ad una caduta della domanda dei consumatori, potrebbe essere una delle peggiori tra gli Stati membri del G-20. L’Ufficio Nazionale di Statistica (NSO) diffonderà i dati sul Prodotto Interno Lordo nella giornata di lunedì e ci si aspetta che siano i peggiori dal 1996 ad oggi. Aprile e maggio sono stati mesi persi per le attività commerciali mentre i consumi sono tornati a crescere a giugno, sebbene molto al di sotto dei livelli pre-covid. Secondo Abheek, Barua, impiegato presso la HDFC Bank e sentito da LiveMint,  il quadrimestre di giugno potrebbe chiudersi con un -21% e con l’unico stimolo proveniente dal settore dell’agricoltura, relativamente poco colpito dal virus. Per Harikrat Singh, direttore di Aero Club e sentito da TheNational, ” Le cose non sono ancora tornate alla normalità. Le vendite sono in media al 30 per cento dei livelli abituali”. Il futuro appare dunque condizionato dalla complessa congiuntura in corso e potrebbe passare ancora molto tempo prima che il sole possa tornare a splendere su Nuova Delhi.