Di recente, la rivista americana the National Interest si è chiesta se la pandemia da covid-19, oltre a provocare un’emergenza sanitaria in molti paesi europei – Italia in testa – e una grave crisi economica peggiore di quella del 2008, possa anche rappresentare la pietra tombale dell’Unione europea. L’Italia è rimasta sola ad affrontare questa crisi, scrive Doug Bandow, e lo sono anche gli altri paesi europei. È la stessa domanda che si pone Bloomberg, che arriva a una conclusione che non piacerà agli ultras europeisti: ogni volta che l’Europa viene messa alla prova, fallisce. E tutto – solidarietà, fedeltà, processo decisionale – torna in capo alle nazioni.

In questo senso, sottolinea Bloomberg, l’emergenza covid-19  “è una versione più estrema della crisi dei rifugiati del 2015-16. Anche allora, l’Unione europea non è riuscita a trovare una risposta unitaria sui migranti”. E a meno che i leader dell’Ue non si dimostrino di essere in grado di affrontare questa pandemia, “la conclusione per i cittadini sarà che solo le rispettive nazioni possono agire abbastanza rapidamente e con coraggio da meritare la loro fiducia”. In ogni momento di crisi, infatti, si riscopre il bisogno di nazione, accantonando il sentimento cosmopolita transnazionale tipico delle élite.

La crisi dell’Unione europea mostra l’inadeguatezza delle élite

In nettissimo ritardo, questa mattina la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, annunciando il piano di acquisto di titoli da 750 miliardi di euro per l’emergenza coronavirus, ha sottolineato che questi sono “tempi straordinari che richiedono azioni straordinarie. Non ci sono limiti al nostro impegno per l’euro. Siamo determinati a usare l’intero potenziale dei nostri strumenti, nei limiti del nostro mandato”. Prima che la situazione precipitasse, Lagarde ha sfoderato il suo Whatever It Takes. Benissimo il bazooka della Bce, “che è l’ambulanza di pronto soccorso” ma sul lungo periodo “la guarigione passa nelle mani di milioni di micro-decisioni d’impresa e di consumatori che decideranno che cosa fare. Intanto, comunque, il paziente è stato salvato” spiega Giorgio Arfaras, direttore di Lettera Economica del Centro Einaudi, interpellato dall’Agi.

Meglio tardi che mai, dunque, ma nessuno potrà cancellare ciò che è accaduto giovedì scorso e che mette a nudo tutta l’inadeguatezza delle élite europee. Impossibile cancellare dalla memoria l’esordio semplicemente disastroso per Christine Lagarde alla guida della Banca centrale europea. L’ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, al suo primo vero test, ha fallito su tutti i fronti e ha rilasciato dichiarazioni semplicemente inadeguate e sconcertanti nel corso di una conferenza stampa a dir poco surreale. “Non siamo qui per ridurre gli spread, non è compito nostro”, ha affermato. Risultato? Milano ha perso il 16,92%, bruciando 68 miliardi di euro di capitalizzazione.

Non solo Lagarde: in Ue scarseggia la capacità di leadership

Ma l’inadeguatezza dell’élite europee non si manifesta solamente attraverso le dichiarazioni di Christine Lagarde. In Italia c’è persino qualche politico di sinistra che tifa per la firma del Mes, che ci metterebbe in ginocchio.Uno di questi, scrive Italia Oggi, è l’ex premier Enrico Letta, che domenica 15 marzo, alla vigilia dell’Eurogruppo che a Bruxelles aveva ancora all’ordine del giorno la ratifica della riforma del Mes nonostante il coronavirus, ha scritto su Twitter: “Ora è il momento di usare il Fondo salva Stati. Il Mes proprio per situazioni come queste è stato creato. Rinviare discussione sul suo futuro, eliminare clausole condizionalità e usare la sua dotazione finanziaria come pilastro della risposta europea a crisi che è peggio del 2008”.

Un invito semplicemente folle, come ha ben spiegato il professor Giulio Sapelli in un’intervista rilasciata sempre a Italia Oggi: “Se lo faremo [firmare il Mes], sarà la catastrofe, saremo tenuti alla ristrutturazione del debito pubblico e faremo la stessa fine della Grecia”.Per ora il pericolo è scampato, ma il futuro è incerto. “La BCE ha ceduto prima che giuseppi riuscisse a venderci con il MES o con i virusbond.  Niente MES e la BCE comprerà direttamente i titoli di stato. Non si abbassa però la guardia!!! Ritorneranno alla carica!!! Per ora però VITTORIA, grazie a tutti” ha commentato sui social il deputato leghista Claudio Borghi, già presidente della Commissione Bilancio.

La verità è che o l’Unione europea cambia drasticamente marcia e mette nel cassetto i vecchi dogmi oppure difficilmente supererà la prova del coronavirus. Secondo Foreign Policy una delle vittime del covid-19 potrebbe essere l’eredità politica di Angela Merkel e il suo modello europeo. “Per più di 10 anni, quattro governi tedeschi guidati dalla Merkel hanno predicato le virtù dell’austerità nella zona euro” scrive la rivista statunitense. Ora però l’Unione europea è un “castello di carte”, che la pandemia potrebbe far crollare. Politici in declino, burocrati inadeguati in affanno: per l’Ue saranno tempi durissimi.

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