La geopolitica della corsa allo spazio
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Non si fermano i combattimenti nella valle della Bekaa, al confine tra Libano e Siria. L’esercito libanese ha bombardato con l’artiglieria pesante la zona di Jurd di Ersal, nell’area della città di Arsal. Le forze armate hanno riferito che l’attacco ha colpito alcune postazioni dei terroristi del Fronte al Nusra, ramo siriano di al Qaeda. Nei giorni scorsi, sempre l’esercito libanese, con l’aiuto delle milizie di Hezbollah – il movimento di resistenza sciita del Paese dei Cedri che da tempo combatte in prima linea i terroristi in Siria e lungo il proprio confine – nella stessa zona ha respinto un tentativo di infiltrazione da parte dei jihadisti.

Nella regione montuosa lungo il confine nord-orientale del Libano la situazione è molto tesa anche tra i due principali gruppi di terroristi che stanno cercando di insediarsi nella zona. Da più di due anni, infatti, i combattenti dello Stato islamico e del Fronte al Nusra cercano di prendere il controllo di questi territori. Due giorni fa gli uomini neri del Califfo hanno occupato una postazione del Fronte al Nusra situata nella regione di Wadi el Khayl. Secondo il quotidiano libanese The Daily Star, l’attacco dello Stato Islamico contro il ramo siriano di al Qaeda, sarebbe una controffensiva in risposta ad una serie di operazione lanciate dal Fronte al Nusra all’inizio della settimana passata. Lo scopo della battaglia era quello di impadronirsi dei punti strategici sulle colline di Qalamoun, che dalla Siria arrivano fino alla periferia della città libanese di Arsal. Sempre il quotidiano libanese riferisce che Mustafa Hujairi, sceicco di Arsal considerato molto vicino al Fronte al Nusra, avrebbe cercato – senza riuscirci – di mediare una tregua per mettere fine ai combattimenti tra i due gruppi.

Questa striscia di terra lunga 140 chilometri sulla cima delle montagne libanesi, che a nord della valle della Bekaa segnano il confine con la Siria, è strategicamente importante. Proprio per questo, nel novembre del 2013 Hezbollah, appoggiato dall’artiglieria e dall’aviazione siriana, ha riconquistato la città di Qara e i villaggi di Deir Attivili e Nabk. Nel febbraio successivo è iniziato l’attacco a Yabroud terminato a metà di marzo con la vittoria dei miliziani sciiti e delle forze armate siriane. La vittoria di Yabroud ha costituito un passaggio chiave per la sicurezza del confine libanese perché ha interrotto il flusso di combattenti fondamentalisti che entravano nel Paese dei Cedri e che ad Arsal godevano delle simpatie della popolazione locale a maggioranza sunnita.

“Per certi aspetti possiamo dire che il destino della guerra in Siria è anche legato a questa parte di territorio libanese, dove la presenza di Hezbollah è importante”, spiega a Gli occhi della guerra il giornalista Alessandro Aramu, direttore della rivista di geopolitica Sponda Sud e responsabile esteri della Federazione Assadakah Italia. “Si può affermare, senza timore di essere smentiti, che se oggi il governo di Damasco controlla ancora una porzione significativa della Siria è anche grazie al fatto che la Bekaa non sia caduta nelle mani dei gruppi jihadisti”. Anche perché “se i gruppi armati fondamentalisti – continua Aramu – dovessero conquistare questa parte del Libano, il contagio della guerra siriana nel Paese dei Cedri sarebbe inevitabile, con conseguenze catastrofiche per l’intera regione”. Non solo significherebbe destabilizzare il Libano, ma sarebbe una via sicura per contrabbandare armi e soldi verso i gruppi che combattono contro Assad. Proprio la scorsa settimana, gli agenti dell’intelligence libanese, hanno arrestato un uomo mentre stava tentando di portare una grossa quantità di fondi oltre il confine.

La valle della Bekaa è anche il luogo dove il Partito di Dio ha avuto origine. Proprio per questo motivo, questa zona viene considerata dai miliziani sciiti un luogo sacro e un posto da difendere a qualsiasi costo. In questi anni Hezbollah, infatti, ha garantito la sicurezza dei villaggi, non solo sciiti, rintuzzando tutti gli attacchi dei gruppi jihadisti che quotidianamente prendevano di mira questa parte del territorio. Lo ha fatto perdendo molti uomini, considerati dalle comunità locali, anche cristiane, dei veri e propri martiri. «La Bekaa – spiega il direttore di Sponda Sud – è anche un luogo dove vivono molti rifugiati siriani e dove, seppure con difficoltà, c’è un economia che ha consentito al Libano di non sprofondare in una grave crisi sociale».Ora esercito libanese ed Hezbollah da un lato ed esercito siriano dall’altro, sono impegnati in una battaglia decisiva, attraverso un’azione militare detta «a tenaglia», per sradicare il terrorismo da questa parte del Paese. Una battaglia importantissima per il futuro del Libano e della Siria.

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