Anche l’Immigration and Customs Enforcement (Ice), la discussa e controversa agenzia americana per il controllo dell’immigrazione, avrà la “sua” agenzia d’intelligence. A rivelarlo è Daniel Boguslaw, il noto giornalista investigativo, in un’inchiesta pubblicata su Substack basata su un documento federale reso recentemente pubblico.
Il progetto si chiama Ero One, acronimo che richiama l’Enforcement and Removal Operations, la divisione dell’ICE responsabile delle espulsioni. Come illustra Boguslaw nella sua inchiesta, ad oggi l’attività di intelligence legata all’immigrazione faceva capo all’Office of Intelligence and Analysis del Dipartimento della Sicurezza interna (Dhs) e all’Homeland Security Investigations (Hsi), il braccio investigativo dell’agenzia. Ma ora c’è una grossa novità: la divisione che si occupa delle deportazioni avrà dei “suoi” analisti, forniti da contractor privati e dislocati nei centri di targeting e negli uffici sul territorio.
Che cos’è ERO ONE
L”unità d’intelligence avrà il compito di supportare la raccolta, la valutazione, l’analisi e la diffusione di informazioni utili alle attività dell’Ice, in ambiti che vanno dalla sicurezza nazionale alla sicurezza pubblica, fino alla protezione degli agenti e alla gestione dei centri di detenzione.
Gli analisti dovranno individuare tendenze, schemi, relazioni, anomalie e reti, esaminando fattori geografici, politici, economici e organizzativi. Nove di loro saranno assegnati al Pacific Enforcement Response Center in California, mentre due dozzine lavoreranno al Law Enforcement Support Center e al National Criminal Analysis and Targeting Center di Williston, in Vermont. Questi centri si occupano, tra i vari compiti, delle richieste formali da inviare alle autorità locali al fine di di trattenere una persona già in custodia oltre il momento del rilascio previsto, per consentire all’Ice di assumerne la custodia. Oltre a questo, si occupano di esaminare i database federali, statali e locali, le informazioni biometriche e le analisi criminali per verificare identità, status migratorio, precedenti penali di individui segnalati da altre agenzie.
Il nodo della “sicurezza nazionale”
Il punto più delicato, come sottolinea Boguslaw, sta nel riferimento alla «sicurezza nazionale». Se è vero che le operazioni di rimpatrio hanno sempre più spesso un legame con quest’ultima, dopo la designazione di diversi cartelli stranieri come organizzazioni terroristiche, il giornalista ricorda anche il memorandum presidenziale NSPM-7, emanato lo scorso anno.
Tale documento amplia i criteri con cui l’amministrazione Usa individua le minacce, includendovi posizioni come l’anticapitalismo, l’antiamericanismo, l’opposizione ai «valori familiari tradizionali»” e la contrarietà alle operazioni di Ice e della polizia di frontiera (Cbp). Posizioni politiche, pienamente legittime, tutelate dalla Costituzione americana (come in ogni democrazia che si rispetti, dopotutto). Da qui il fondato dubbio che questi analisti dell’Ice possano monitorare, in realtà, il dissenso politico verso il governo federale e la Casa Bianca.
Un’agenzia controversa
L’agenzia, soprattutto nel corso del 2025, era finita al centro di furenti polemiche negli Stati Uniti per i metodi delle sue operazioni, tra episodi di violenza e persone morte durante o dopo l’intervento degli agenti. Ma non è l’unico motivo. Secondo un rapporto della Georgetown Law, l’amministrazione Usa, attraverso l’Ice, sta sfruttando le proprie politiche migratorie per raccogliere materiale genetico su una scala senza precedenti, riversandolo poi nello stesso archivio che le forze dell’ordine consultano nelle indagini penali. Basti pensare che nel 2020 il database genetico della polizia statunitense era quasi vuoto: oggi, grazie all’attività dell’Ice, contiene il Dna di 3,3 milioni di persone.
Nelle scorse settimane, Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump, ha proposto di schierare gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) ai seggi elettorali in vista delle elezioni di midterm. Una prospettiva – smentita dalla stessa Ice e dalla Casa Bianca – estremamente impopolare tra gli elettori.
Secondo un nuovo sondaggio di Numbers/Verasight, quasi la metà degli americani, in un campione bipartisan, si dice fortemente contraria alla presenza dell’agenzia nei seggi. Nell’indagine, condotta su 1.528 adulti, il 39% si oppone con decisione anche alla presenza della Guardia Nazionale ai seggi, mentre il 44% è fermamente contrario all’idea che i militari sequestrino urne o macchine per il voto.
Fonti:
Dan Boguslaw, “ICE Is Building A New Intelligence Component To Monitor Dissent,” Deeper States (blog), 29 settembre 2026, https://danboguslaw.substack.com/p/ice-is-building-a-new-intelligence.
Roberto Vivaldelli, “Dopo l’omicidio di Kirk, Trump designa ‘Antifa’ come ‘organizzazione terroristica’,” InsideOver, 18 settembre 2025, https://it.insideover.com/politica/dopo-lomicidio-di-kirk-trump-designa-antifa-come-organizzazione-terroristica.html.
Natalie Hausmann, «Nearly Half of Americans Don’t Want ICE at Polls, Survey Shows», Democracy Docket, 29 settembre 2026, https://www.democracydocket.com/news-alerts/nearly-half-of-americans-dont-want-ice-at-polls-survey-shows/.
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