L’alleanza tra l’Egitto e l’esercito guidato da Khalifa Haftar fino ad oggi è stato uno dei punti fermi dell’intricata matassa libica. Tuttavia, secondo alcune fonti di stampa, questa circostanza potrebbe adesso essere stata messa in discussione dallo stesso governo egiziano. Il presidente Al Sisi, in particolare, sarebbe rimasto turbato dal comportamento del generale uomo forte della Cirenaica, nonché dai tanti mesi di battaglia attorno a Tripoli.

“Livello di comunicazione tra Bengasi ed Il Cairo notevolmente deteriorato”

A rilanciare questa indiscrezione, è stato nei giorni scorsi il sito “Middle East Eye“, un quotidiano con sede a Londra ma ben ramificato nella regione mediorientale. Fonti governative egiziane, hanno riferito di un importante indietreggiamento nei rapporti bilaterali tra Il Cairo e l’esercito che ha il quartier generale a Bengasi: “I livelli di comunicazione tra le due parti – ha ammesso la fonte interpellata da Middle East Eye – nelle ultime settimane è notevolmente deteriorato”. E questo sia a livello politico che militare, con il presidente Al Sisi che già da tempo non seguirebbe più in prima persona i rapporti con i vertici del Libyan National Army.

Ad ulteriore riprova di questa ipotesi, anche un viaggio ad Il Cairo che Haftar avrebbe dovuto compiere nei giorni scorsi e che poi è stato improvvisamente annullato. Una circostanza quest’ultima, che sarebbe stata confermata anche da fonti diplomatiche algerine. Dunque, tra Al Sisi ed il generale non scorrerebbe più buon sangue. L’alleanza al momento rimane, tuttavia il quotidiano sopra citato non ha escluso un “ripensamento” da parte egiziana sulla posizione del paese arabo all’interno dello scacchiere libico.

Pesa lo stallo nella battaglia per Tripoli

Sotto accusa da parte del governo egiziano, sarebbe soprattutto l’andamento della guerra attorno la capitale libica. In particolare, da Il Cairo emergerebbe, sempre secondo il Middel East Eye, una certa insofferenza per la gestione della battaglia da parte del generale Haftar. Un conflitto giudicato adesso troppo lungo, che sotto il profilo politico sta rischiando di mettere in ancora più netta contrapposizione l’Egitto con la Turchia: “Le massime autorità egiziane – si legge ancora sul quotidiano londinese – sono infastidite da quello che considerano come un fallimento militare”, con esplicito riferimento proprio alla battaglia di Tripoli.

Difficile comunque prevedere come evolverà questa situazione in futuro. Di certo, l’Egitto non scaricherà di punto in bianco il generale Haftar, sostenuto già dal 2014 e la cui funzione è stata importante per mantenere sotto controllo le zone di confine tra i due paesi. Ma un “raffreddamento” dei rapporti a lungo termine non è da escludere. Proprio per questo motivo, l’uomo forte della Cirenaica si sarebbe sempre più rivolto nelle ultime settimane ad altri alleati, in primis la Russia.

C’è però da aggiungere come, da Il Cairo, al momento smentiscano questa ricostruzione dei fatti. Una fonte giornalistica egiziana sentita da InsideOver, ha sottolineato come al momento non emergano nel paese nordafricano elementi in grado di dare per certo un ridimensionamento dell’alleanza tra Haftar ed Al Sisi.

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