Nello scacchiere libico non manca oramai nessuno, con la guerra che assume sempre più gli identici connotati del conflitto siriano: sono presenti tutti gli attori mediorientali, adesso secondo il portavoce di Haftar in mezzo vi è anche l’Iran. Almeno questo viene asserito da Ahmed Al Mismari, che si occupa dei rapporti del generale con la stampa sia libica che internazionale.

le dichiarazioni di al mismari

Intervistato su Sky News Arabia, il portavoce del generale uomo forte della Cirenaica punta il dito contro Teheran: “Abbiamo prove – afferma Al Mismari – Che l’Iran fornisce armi alle milizie vicine ad Al Sarraj. Le nostre forze hanno osservato l’arrivo di armi dall’Iran verso la parte ovest della Libia”. Il riferimento è forse soprattutto alle notizie trapelate ad aprile, secondo cui una nave battente bandiera iraniana attracca al porto di Misurata anche se il carico trasportato rimane ignoto.

In quei giorni il governo di Tripoli afferma di seguire la vicenda, con la procura generale della capitale che mette sotto sequestro l’imbarcazione. Ma da allora si sa poco o nulla. Secondo alcuni uomini di Haftar, sarebbe quella una prova del coinvolgimento iraniano in Libia. Ma Al Mismari non fa cenno all’episodio sopra accennato che riguarda la nave approdata a Misurata, il portavoce del generale sembra riferirsi genericamente a prove raccolte dall’inizio del mese di aprile a sostegno della tesi della vicinanza politica e militare tra Tripoli e Teheran. Dichiarazioni dure, che arrivano in un momento molto difficile per la diplomazia regionale, alle prese con il braccio di ferro tra Usa ed Iran sul nucleare e con l’inasprimento delle sanzioni americane ai danni del governo di Teheran.

la posizione dell’iran

Formalmente però, il paese asiatico non ha mai espresso alcun rapporto di vicinanza né con Tripoli e né con l’est della Libia. Al contrario, Teheran ufficialmente sembra fuori dal pantano libico essendo, tra le altre cose, già alle prese con le crisi in Siria ed Iraq, paesi molto più vicini e dove i governi locali appaiono politicamente molto più vicini all’Iran essendo espressione della componente sciita. La Libia, vista dall’ottica iraniana, appare meno interessante: non ci sono sciiti, il paese è lontano dai propri confini ed investire denaro e mezzi lungo le sponde del Mediterraneo a prima vista sembrerebbe dispendioso specie in un periodo del genere.

Se il coinvolgimento iraniano viene confermato, lo si dovrebbe imputare più che altro al sopra accennato “scenario siriano” che coinvolge la Libia: qui si sta combattendo una guerra per procura che trasforma il dossier libico in un confronto tra le principali potenze della regione. Essendo Haftar molto vicino ad emiratini e sauditi, rivali dell’Iran in medio oriente sotto il profilo religioso (sunniti i primi e sciiti gli iraniani) e nella lotta per l’egemonia nella regione, Teheran avrebbe deciso quindi di sostenere Al Sarraj. Al momento però, alle dichiarazioni di Al Mismari non fanno seguito né conferme e né smentite.