Lungo l’asse Roma-Tripoli è un mercoledì pomeriggio caldo, nonostante le temperature invernali sia in Italia che in Libia. In lizza c’è il possibile incontro di giovedì 13 a Bruxelles tra Haftar ed Al Sarraj, come anticipato nelle scorse ore ma, mentre l’attenzione appare concentrata sul nuovo ipotetico vertice a tre, da Roma arriva la notizia della nomina del nuovo ambasciatore a Tripoli, come racconta una nota di Agenzia Nova del primo pomeriggio. Una novità importante, di non poco conto. La nomina del nostro nuovo rappresentante in Libia è uno degli elementi di cui si è maggiormente discusso nelle ultime settimane. Sia a Palermo, durante il vertice, che nei successivi incontri diplomatici inerenti il dossier libico, il rientro di Perrone o la nomina di un nuovo ambasciatore italiano appare sempre all’ordine del giorno. Alla fine il governo, nell’ultimo consiglio dei ministri utile prima della partenza di Conte per Bruxelles, opta sì per un rientro ma non quello di Perrone. Al suo posto a Tripoli va Giuseppe Buccino Grimaldi, che ambasciatore in Libia lo è stato già nella fase più dura del conflitto.

Chi è Giuseppe Buccino Grimaldi

Nato a Napoli nel 1960, il rientrante ambasciatore inizia la sua carriera diplomatica nel 1988, quando viene destinato agli Affari Economici. Da allora gira diverse nostre rappresentanze diplomatiche importanti: è a Beirut nel 1991, a guerra civile libanese terminata da poco, poi lavora a Bruxelles presso la nostra rappresentanza permanente presso l’Unione Europea. Un’esperienza quella che gli permette poi, rientrato alla Farnesina, di lavorare all’interno dell’ufficio Coordinamento Unione Europea della direzione generale degli affari economici. Nel 2004 torna all’estero e risulta all’interno dell’ambasciata italiana di Doha. In Qatar resta per quattro anni, quando poi rientra a Roma e diventa nel 2009 consigliere diplomatico aggiunto del presidente della Repubblica. La nomina più delicata e quindi prestigiosa, Buccino la ottiene nel settembre 2011: in quel mese diventa nuovo ambasciatore italiano in Libia. 

Vive il momento più delicato della storia recente del paese nordafricano. Dopo nemmeno un mese dalla sua nomina, Gheddafi viene catturato ed ucciso a Sirte. È lui quindi a gestire la fase di ripresa dei rapporti con le nuove autorità, ma vive anche il periodo buio dell’inizio della frammentazione libica e delle due elezioni, quelle del 2012 e del 2014, che culminano poi con ulteriore caos. Assiste quindi da Tripoli alla prima ascesa di Haftar ed alla scalata degli islamisti di “Alba libica” nella capitale. Chiusa poi l’ambasciata italiana per motivi di sicurezza, nel maggio 2015 torna a lavorare a Roma. Quando, nel gennaio 2017, la nostra sede diplomatica a Tripoli riapre, l’allora governo Gentiloni nomina Giuseppe Perrone. 

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Il resto è storia degli ultimi mesi. Ad agosto, a seguito di un’intervista mal digerita in Cirenaica ed in parte anche a Tripoli, Perrone viene richiamato in Italia. L’ambasciata rimane formalmente aperta, ma l’esecutivo gialloverde non trova subito la quadra per prendere una decisione sul futuro dell’ambasciatore. Anche durante il vertice di Palermo l’Italia, da padrona di casa, si presenta senza un rappresentante in Libia pienamente operativo. Adesso la svolta. Buccino ritorna a Tripoli, nel medesimo consiglio dei ministri il suo predecessore Giuseppe Perrone viene nominato, secondo l’AdnKronos, ambasciatore in Iran. 

L’importanza di avere un nuovo ambasciatore

Per l’Italia quello dell’ambasciata di Tripoli è in questi mesi un autentico “buco nero”. Con i tasselli del puzzle libico in via di ricomposizione e con un vertice, quello di Palermo, dove Roma preme per essere a capo della cabina di regia sulla Libia, non avere rappresentanti diplomatici sull’altra sponda del Mediterraneo appare una grave anomalia. Ecco perchè nelle ultime settimane arrivano sollecitazioni interne ed esterne alla Farnesina per trovare una soluzione e prendere una decisione.

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Il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, nei giorni scorsi annuncia l’imminenza di una decisione. La ratifica della nomina di Buccino Grimaldi arriva nell’ultimo consiglio dei ministri utile prima della partenza di Conte verso Bruxelles. Una coincidenza oppure un segnale che, nella giornata di giovedì, si terrà realmente un vertice con Al Sarraj ed Haftar? 

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