Prosegue la battaglia di Derna, considerata dal generale Khalifa Haftar come l’ultimo vero grande scoglio prima della definitiva sconfitta dei gruppi terroristici operanti in Cirenaica. L’uomo forte dell’est della Libia, dopo aver smentito il proprio decesso annunciato il 13 aprile scorso, una volta rientrato da Parigi dove era stato ricoverato per non meglio specificati problemi di salute, ha da subito annunciato il via delle operazioni contro Derna. In questa città, una delle più storiche e più importanti della Cirenaica, dominano i gruppi jihadisti legati al gruppo dell’ex  Consiglio della Shura. Qui gli islamiti hanno piantato importanti ramificazioni territoriali già immediatamente dopo la fine di Gheddafi.

L’esercito di Haftar avanza

Le forze in campo sono nettamente a vantaggio di Haftar: il suo esercito, autoproclamatosi esercito nazionale libico, dispone di mezzi molto più avanzati oltre che di un’aviazione che, pur se modesta, è in grado comunque di bersagliare gli obiettivi strategici degli avversari. La battaglia per la conquista di Derna ha visto l’impiego sia di forze di terra che dell’aviazione (soprattutto nelle ultime settimane) e ora pare che gli uomini di Haftar siano vicini all’obiettivo finale. Abdel Salam al Hasi, fedelissimo di Haftar e uomo posto al comando della cosiddetta “Operazione dignità”, nelle scorse ore ha fatto il resoconto della battaglia di Derna parlando all’emittente locale Al Libya.

“Abbiamo preso gran parte dei quartieri della città – ha affermato Al Hasi – Ci sono ancora sacche di resistenza nel centro di Derna. La situazione a livello militare è però tale che, nel giro di pochi giorni, credo che riusciremo a spazzare via ogni traccia di terrorismo da questo territorio”. Preoccupa comunque la situazione umanitaria: diversi civili sono riusciti a lasciare la città, molti però sono rimasti intrappolati nei quartieri dove ancora si combatte casa per casa.

Già nei giorni scorsi era stato lanciato l’allarme da parte delle Nazioni Unite, visto che a Derna risultava mancante di tutto: dal cibo ai farmaci, fino anche alle scorte di benzina con cittadini costretti a non potersi spostare. La situazione forse potrebbe sbloccarsi soltanto quando le forze di Haftar riusciranno a conquistare per intero Derna permettendo l’arrivo di aiuti umanitari.

L’importanza strategica di Derna

Era il 7 maggio quando Haftar, da poco rientrato in Cirenaica, annunciava l’avvio delle operazioni su Derna. In un discorso televisivo, il generale confermava di essere ancora lui al timone dell’esercito che, dal 2014, prosegue con la cosiddetta “operazione dignità”. Allo stesso tempo, il generale ricorda l’importanza di Derna, ultima roccaforte islamista in Cirenaica.

Per Haftar, dopo Bengasi, quello di Derna è uno scoglio molto importante: già da mesi si rincorrono voci che l’operazione in caso di successo  farebbe propendere il generale verso le dimissioni dall’esercito da lui stesso costituito, per orientare la propria attività verso il binario esclusivamente politico. L’obiettivo, oramai non più tanto nascosto, è quello delle presidenziali: le Nazioni Unite sono fiduciose sulla possibilità di organizzare le consultazioni nel 2019 e, in tal senso, Haftar vorrebbe correre per divenire ufficialmente il numero uno di una Libia che vorrebbe correre verso la riunificazione.

Prendere Derna, dunque, sarebbe per Haftar sia un congedo trionfale dalla vita militare sia un nuovo argomento a suo favore in caso di elezioni: potrebbe apparire, tanto in Cirenaica quanto in Tripolitania, come l’unico uomo in grado di riunificare la Libia e ridare stabilità al Paese.

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