Diventa fotoreporter IMPARA DAI PROFESSIONISTI

Il nome di Gheddafi in Libia continua ad essere quello più gettonato, specialmente durante l’attuale periodo contrassegnato dagli scontri di Tripoli e nonostante siano passati sette anni dalla morte del rais. Si parla di Gheddafi per via delle velleità del figlio, Saif Al Islam Gheddafi, il quale vorrebbe candidarsi alle presidenziali. Ma si parla di Gheddafi anche perché una parte della diplomazia americana vorrebbe riabilitare le forze d’élite un tempo fedeli al colonnello per ristabilire la sicurezza. Ma in Libia adesso si parla anche di Gheddafi per via della nascita di un nuovo movimento politico composto da soggetti che vorrebbero ricomporre il quadro politico esistente nei 42 anni di governo del rais. È il Libyan National Ghatering, movimento che ha già tenuto ad agosto alcune riunioni e che vuole adesso lanciare la sfida verso le elezioni. 

Chi sono i “nuovi” gheddafiani

Hanno combattuto tra i “lealisti” nel 2011, adesso provano nuovamente ad uscire allo scoperto. Ad agosto il gruppo che si rifà a Muhammar Gheddafi ha tenuto anche i suoi primi congressi. Una delle più importanti riunioni del gruppo si è svolta, come annota il quotidiano LibyaObserver, Tripoli nella settimana di ferragosto. Al momento non emerge una figura di leader, bensì un’unione di soggetti legati al passato governo sia perchè interni alla leadership gheddafiana e sia perchè simpatizzanti delle idee del colonnello. Non emerge, come detto, una figura su tutte ma, da una Tripoli dove ancora ad agosto gli scontri non facevano da sottofondo nella quotidianità, i membri del Libyan National Ghatering non mancano di lanciare proposte per il futuro del paese. 

In primis, si chiede un ripristino di stabili condizioni di sicurezza ed una normalizzazione della vita dei libici. Per farlo, i gheddafiani chiedono alle banche di tornare ad erogare contante, così come viene chiesto al governo di tornare a puntare su sanità ed istruzione. Quale governo però, tra quello di Tripoli e quello di Tobruck, non viene specificato. I membri del Libyan National Ghatering si limitano per il momento ad invitare tutti coloro che possano avere una certa responsabilità ad attuare primi interventi volti quanto meno al ripristino della normalità. Una chimera, a dire il vero, specialmente in Tripolitania e nell’isolato Fezzan. 

Sul futuro assetto della Libia, i nuovi gheddafiani chiedono un dialogo tra tutte le parti in causa nel conflitto che coinvolge il paese. A Tripoli, in particolare, i rappresentanti del movimento ipotizzano l’idea di una conferenza sulla Libia nella quale integrare il percorso ipotizzato dalla missione Onu che porti l’ex colonia italiana alle elezioni. Proprio le consultazioni, previste entro l’anno ma che probabilmente si terranno soltanto nel 2019, sono nel mirino dei gheddafiani. L’intenzione infatti del Libyan National Ghatering è proprio quella di presentare proprie liste sia per il parlamento che per le presidenziali. I nuovi gheddafiani quindi, vorrebbero partecipare al futuro processo politico della Libia. Su questo punto sembrerebbero, all’interno del movimento, tutti d’accordo. 

Le particolarità del Libyan National Ghatering

Per la verità un movimento politico vicino alle posizioni del rais è noto in Libia già dal 2016, ma soltanto adesso è di fatto uscito pienamente allo scoperto. Non mancano, all’interno del Libyan National Ghatering, alcune importanti particolarità e peculiarità. In primis, fatto molto raro specialmente nella Libia frammentata di oggi, esso non rappresenta alcuna tribù in particolare. L’appartenenza al movimento sembrerebbe infatti puramente ideologica e non legata ad appartenenze tribali. In poche parole, chi fa pare del Libyan National Ghatering non è necessariamente un membro della tribù Qadhādhfa, a cui appartiene la famiglia del rais. Si tratta più che altro, come detto in precedenza, di uomini legati al passato governo e di simpatizzanti dell’operato di Muhammar Gheddafi.

L’altro particolarità appare curiosa: nei congressi del Libyan National Ghatering, non si fa mai menzione di Saif Al Islam Gheddafi. Il secondogenito del rais, indicato già durante gli anni della Jammahirya quale possibile successore del padre, non sembra attirare le simpatie dei gheddafiani. Sembra un paradosso, ma fino ad un certo punto. Negli ultimi anni di governo del rais, già prima dello scoppio della guerra del 2011, la figura del figlio non appare ben vista da tutti coloro che sono legati alla passata nomenclatura libica. Saif viene visto come un politico più distante dal padre sotto diversi aspetti sia caratteriali che ideologici. Dunque, nonostante le velleità mostrate dal figlio di Gheddafi e più o meno direttamente confermate nei mesi scorsi, dove in più di un’occasione è emersa la volontà di Saif di correre per le elezioni, i membri del Libyan National Ghatering non lo vedono come un punto di riferimento. 

Dal movimento invece non escono fuori al momento opinioni su Haftar. Il generale, che potrebbe a breve essere l’uomo forte dell’intera Libia, non compare né tra i nemici e né tra gli alleati dei nuovi gheddafiani. Un implicito riconoscimento forse del fatto che, volenti o nolenti, in futuro è con lui e con le sue forze che bisognerà inevitabilmente fare i conti. 

.
Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY