(Dal nostro inviato a Palermo) Mancano oramai poche ore all’inizio del vertice di Palermo. Sta per terminare un conto alla rovescia che, tra Farnesina e Palazzo Chigi, ha voluto significare una corsa sfrenata volta ad intavolare al meglio le trattative per il summit siciliano. Sia il presidente del consiglio Giuseppe Conte che il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, hanno tenuto per tutto l’ultimo mese in cima alle proprie agende gli appuntamenti volti a definire il vertice di Palermo. A prescindere dal suo esito e dalle presenze che ne caratterizzeranno o meno il successo e, inoltre, al netto anche dell’azzardo forse troppo tempestivo di tenere a novembre l’incontro in Sicilia, da Roma si sottolinea che lo sforzo diplomatico è stato notevole. Anche le ultime visite all’estero degli stessi Conte e Moavero, appaiono esplicitamente orientate alla buona riuscita del vertice di Palermo. C’è poi chi ha agito in queste settimane apparentemente più in sordina, ma con nei fatti dei ruoli di primo piano. È il caso di Emanuela Del Re, vice ministro degli Esteri e deputata Cinque Stelle, alla quale è stato affidato il compito di effettuare una vera e propria spola con la Libia in vista del summit.
Chi è Emanuela Del Re
Il nome ai più non dice nulla. Prima del 2018 non appaiono nel curriculum importanti esperienze politiche, il suo è un nome pescato dal Movimento Cinque Stelle tra i “tecnici”. Emanuela Del Re infatti, proprio come il premier Conte, appare alla ribalta per la prima volta quando Luigi Di Maio stila la lista di ministri di un ipotetico esecutivo monocolore grillino in caso di vittoria elettorale. Emanuela Del Re è designata in quella occasione come ministro degli Esteri. Su Limes, la rivista di geopolitica in cui siede nel comitato di redazione, la Del Re viene descritta come esperta di Balcani, medio oriente e Caucaso. Compare inoltre nel curriculum una vecchia collaborazione con l’università Link Campus e l’attuale ruolo di ricercatrice presso l’Unicusano. Inoltre Emanuela Del Re è fondatrice di Epos, un’agenzia di mediazione internazionale.
La trattativa tra Movimenti Cinque Stelle e Lega pone poi alla Farnesina Enzo Moavero Milanesi, ma la Del Re, che nel frattempo a Roma conquista a marzo un seggio uninominale, viene comunque nominata vice ministro degli Esteri. Ad ottobre riceve quindi il più importante incarico da quando ha messo piede alla Farnesina. Viene inviata in Libia più volte nell’ottica dell’organizzazione del vertice di Palermo. A lei insomma vengono consegnate alcune delle chiavi più importanti del summit voluto fortemente dal governo. Nelle ultime settimane risulta tra gli attori più attivi ed impegnati nell’organizzazione dell’appuntamento siciliano. È lei che porta gli inviti ufficiali in Libia ai principali attori del paese nordafricano per il vertice di Palermo. Il 15 ottobre, pochi giorni dopo l’annuncio del via libera per il summit, è a Tripoli per invitare ufficialmente Al Serraj. Il vice – ministro degli Esteri viene inoltre dato più di una volta a Bengasi per porgere l’invito ad Haftar. 
“Necessaria la cooperazione”
Intervistata da Cristiana Mangani de Il Messaggero, il vice ministro Del Re chiarisce quella che appare come la propria linea sulla Libia: “Bisogna in primo luogo promuovere la cooperazione – afferma nell’intervista – La popolazione libica è in cima alle preoccupazioni di tutti e necessita di una risposta di urgenza”. Il piglio appare in linea con quella che risulta essere l’orientamento professionale, prima ancora che politico, di Emanuela Del Re. Con la sua Epos si occupa di progetti di cooperazione volti a dirimere controversie di natura internazionale. Promozione e sviluppo della cooperazione sono dunque alla base del suo operato prima di scendere in politico. È dunque forse per questo che Emanuela Del Re pone anche sul dossier libico l’importanza dello sviluppo al primo posto, prima anche degli aspetti militari e di sicurezza.
La Libia è fondamentale per la sicurezza dell’Italia.
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“La Libia è un paese in grave difficoltà dal punto di vista infrastrutturale – ripete nell’intervista – Le risorse ci sono, il potenziale pure”. Nei giorni scorsi lo stesso vice – ministro ha promosso una raccolta di fondi che ha portato nella disponibilità per la popolazione libica dodici milioni di euro. La somma sarà destinata all’acquisto di cibo e medicine in molte delle zone più disastrate della Libia, dove a mancare a volte è anche l’acqua. Anche a Palermo Emanuela Del Re punterà sulla cooperazione. Intanto però bisognerà capire chi andrà in Sicilia e chi ha risposto all’invito portato dallo stesso vice – ministro, il quale sembra ostentare sicurezza: “Abbiamo stabilito un proficuo rapporto con il premier del governo riconosciuto dall’ Onu, Fayez al Serraj, Khalifa Haftar, il presidente della Camera dei rappresentanti Aguila Salah Issa e quello del Consiglio di Stato Khaled al Mishri”, dichiara infatti nell’intervista la Del Re. Tutti e quattro, come già confermato nei giorni scorsi, dovrebbero essere della partita. Ma adesso, dopo la fine del conto alla rovescia, l’andamento del vertice si potrà capire soltanto quando il premier Conte riceverà le delegazioni libiche ed internazionali.



