Skip to content
Politica

L’Fbi accusa Pechino: ”La Cina vuole rubarci il vaccino”

Cina, Russia, Regno Unito, Israele, Stati Uniti: i laboratori di mezzo mondo sono al lavoro per trovare un vaccino capace di neutralizzare Covid-19. La corsa all’antidoto che potrebbe improvvisamente liberare il mondo dalla morsa d’angoscia in cui era sprofondato è...

Cina, Russia, Regno Unito, Israele, Stati Uniti: i laboratori di mezzo mondo sono al lavoro per trovare un vaccino capace di neutralizzare Covid-19. La corsa all’antidoto che potrebbe improvvisamente liberare il mondo dalla morsa d’angoscia in cui era sprofondato è partita a febbraio. Adesso lo sprint sta per entrare nella fase più delicata: quella dei primi test. C’è chi sta effettuando i primi test sugli animali e chi sui pazienti sani, chi è convinto di essere vicino alla svolta e chi intende bruciare la concorrenza.

Anche se il vaccino anti Sars-CoV2 riguarda gli abitanti di tutto il pianeta è impossibile non inserire la ricerca alla cura del secolo nell’ottica di una battaglia geopolitica. Il Paese che per primo riuscirà a piantare la ”bandierina” sul vaccino giusto acquisterà automaticamente un’aura salvifica agli occhi dell’intera comunità. Facile intuire chi siano i due governi maggiormente in competizione: Stati Uniti e Cina. Non a caso, scrive il New York Times, Pechino starebbe tentando di rubare a Washington i risultati delle ricerche su un potenziale vaccino contro il coronavirus.

L’accusa di Washington

La pesante accusa è stata rilanciata a gran voce da Fbi e dipartimento di Sicurezza Usa. Entrambi sarebbero pronti a formulare una ”nota di avvertimento” ufficiale nei confronti della Cina. Scendendo nel dettaglio, un gruppo di hacker e agenti cinesi, ”non solo a livello cybernetico ma materialmente”, starebbero cercando di impossessarsi dei risultati delle ricerche avviate nei laboratori federali e nei centri universitari americani.

La decisione di formulare accuse specifiche contro la Cina, secondo il quotidiano di New York, rientrerebbe in un più largo piano di contrasto allo spionaggio di Pechino e che vede impegnati da due anni il Cyber Command degli Stati Uniti e la National Security Agency, su richiesta del presidente Donald Trump. Il dossier impacchettato dagli americani sui ladri di virus comprenderebbe ladri di virus di una decina di Paesi, fra cui Cina, Iran, l’alleato Corea del Sud e il Vietnam, una nazione non solita effettuare azioni del genere. La bozza del documento parla chiaro: c’è una vera e propria ”caccia a dati relativi a vaccini, trattamenti e test” portata avanti da ”attori non tradizionali”.

La replica di Pechino

I primi sospettati sono i ricercatori e gli studenti cinesi attivi negli Stati Uniti, alcuni dei quali sarebbero stati istruiti dal Dragone per sottrarre preziose informazioni direttamente dai laboratori in cui vengono svolte le principali ricerche. E così, mentre gli Stati Uniti sarebbero pronti a emanare un ”public warning” per mettere tutti sull’attenti di fronte a una possibile offensiva della Cina, Pechino ha scelto di replicare alla Casa Bianca.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, non le ha mandate a dire: ”La Cina è una convinta sostenitrice della sicurezza informatica ed è una vittima di attacchi informatici. Stiamo guidando il mondo nella ricerca su trattamento e vaccini. È immorale colpire la Cina con voci e calunnie in assenza di prove”. Quest’ultima scintilla si aggiunge a uno scenario già abbastanza movimentato. I rapporti tra Pechino e Washington, infatti, non sono certo dei migliori. Sono due i fronti aperti: la guerra commerciale e l’accusa statunitense sulla presunta fuoriuscita del virus da un laboratorio di Wuhan. Ora il mosaico si arricchisce di un un nuovo tassello: quello sul furto del vaccino anti-Covid.





Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.