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Con l’avvio dei negoziati per la Brexit, anche l’Irlanda potrebbe essere oggetto di scontro fra Regno Unito e Unione Europea. Da quello che si evince dalle riunioni di Bruxelles negli ultimi mesi, infatti, potrebbe essere aggiunta una clausola per cui, in caso di referendum secessionista in Irlanda del Nord per diventare parte della Repubblica d’Irlanda, Belfast entrerebbe subito e di diritto nell’Unione Europea. L’esempio sarebbe quello della Germania dell’Est quando vene inglobata dalla Germania federale.Così, dopo Gibilterra e dopo i diritti dei cittadini europei nel Regno Unito, l’Unione Europea sembra aver trovato un nuovo elemento di discussione con Londra per le trattative sulla sua uscita dall’Unione. La richiesta è stata avanzata dallo stesso primo ministro irlandese, il Taoiseach Enda Kenny, che da tempo ha iniziato una battaglia all’interno dell’Unione Europea per farsi riconoscere questa postilla ai negoziati del Brexit che avrebbe un’importanza fondamentale per gli equilibri politici in Irlanda e in Gran Bretagna.Il progetto di Kenny, che è appunto quello di proporre quanto già avvenuto in Germania con la riunificazione tedesca, potrebbe avere tuttavia forti ostacoli sia da parte europea sia da parte inglese. Per parte del Regno Unito, chiaramente, vi sarà la netta contrarietà ad aggiungere una clausola che voglia quantomeno potenzialmente minare la sua unità nel lungo termine. L’aggiunta di questa clausola equivarrebbe a una sorta di minaccia costante e potrebbe essere utilizzata in chiave elettorale da tutte le sigle contrarie a Brexit o da quelle nordirlandesi nazionaliste come il Sinn Fein. Quest’ultimo partito in special modo non ha mai nascosto le sue velleità di indire un referendum sull’unificazione dell’Irlanda, ed una possibilità di entrare direttamente nell’UE di nuovo potrebbe essere un’importante arma propagandistica.L’Unione Europea è divisa fra chi sostiene una linea che preveda l’aggiunta di questa clausola e chi, invece, tende a ritenere eccessivo o pericoloso l’inserimento di questa nuova postilla. C’è una parte dell’UE che ha deciso di far pagare caro al Regno Unito questo referendum sul Brexit, e, per farlo, potrebbe approvare senza indugio una clausola che metta a repentaglio la stabilità del Regno. Come avvenuto per Gibilterra, che è stata vincolata al veto spagnolo per ogni altro nuovo trattato con l’Europa, l’idea che l’Irlanda del Nord sia menzionata specificamente nelle linee guida di Brexit potrebbe essere visto come un ennesimo colpo contro la “perfida Albione” che ha tradito i valori dell’Europa.Dall’altro lato, c’è anche chi teme un inserimento di clausola che diano opportunità ad altri movimenti secessionisti di chiedere l’autonomia. Soprattutto la Spagna, che da anni vive il fenomeno secessionista catalano e che faticosamente sta tentando di bloccare qualsiasi tentativo di voto per il distacco di Barcellona. Già con la Scozia, la Spagna fu chiara, affermando che non ci sarebbero stati sconti e che sarebbe entrata, in caso d’indipendenza, dopo molti anni e dopo tutti gli Stati che avevano fatto domanda. Ora, la specificazione di un referendum per l’unità dell’Irlanda in testi ufficiali dell’Unione Europea, sarebbe visto come un voler far risorgere velleità indipendentiste che si volevano sopire.Referendum che gli stessi accordi del Venerdì Santo prevedono, e che quindi non sarebbe una novità della Brexit. Ma che per ora non era mai stato deciso di menzionare. Gli Accordi prevedono, infatti, la possibilità di riunificazione dell’Irlanda in caso di referendum positivo da parte di tutta l’isola, quindi con il consenso sia dei cittadini di Eire che di quelli di Ulster. Negli ultimi anni, i desideri di riunificazione sembrano essere diminuiti notevolmente. Sondaggi recenti dicono che solo il 22% della popolazione nordirlandese voterebbe a favore di una riunificazione, e questo già fa comprendere come sia difficile pensare nel breve termine a un voto per l’unità dell’Irlanda. Tuttavia, è anche vero che lo shock economico e culturale causato dalla Brexit, unito alla paralisi politica degli ultimi mesi e all’ascesa del Sinn Fein, non lasciano tranquilla Londra. L’Irlanda del Nord è ancora un tema molto caldo per il governo May, e questa specifica menzione dell’Irlanda nelle trattative sulla Brexit non depone a favore di un negoziato sereno. Come del resto già si era ampiamente annunciato.

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