È in arrivo una criptomoneta anche dall’Estonia. Dopo il lancio di “el Petro” da parte del governo venezuelano di Nicolas Maduro potrebbe essere arrivata l’ora dell’Estcoin. Così si chiama il progetto di criptomoneta che vorrebbe lanciare il governo estone. Per comprendere al meglio di cosa si tratta occorre fare un piccolo passo indietro.

Residenza digitale e criptomoneta, questi i piani dell’Estonia

Introduciamo dunque la figura di Kaspar Korjus, direttore responsabile del programma governativo e-Residency. Lanciato nel 2014 l’e-Residency aveva, e ha, lo scopo di creare una sorta di “cittadinanza digitale”. Si tratta nello specifico di dare la possibilità a persone, anche non residenti in Estonia, di ottenere il permesso, rigorosamente online, di avviare un impresa sul territorio estone. Anche i conti bancari e i pagamenti relativi all’attività possono così essere gestiti sempre sulla stessa piattaforma senza la presenza fisica della persona. Un’identità digitale funzionale per attrarre investitori.

La novità è però un’altra. Sempre all’interno dello stesso programma, Korjus avrebbe avuto l’idea di lanciare una criptomoneta, l’Estcoin, che possa avere diverse funzioni all’interno della piattaforma digitale. Tutto è basato sulla fiducia. Fin dalla possibile emissione, denominata ICO (Initial Coin Offering), la criptomoneta dovrebbe essere “accettata” a livello fiduciario dai potenziali investitori. Se infatti gli investitori decidono di “credere” nella potenzialità della criptomoneta allora inizieranno a comprarla. I soldi investiti nell’Estcoin servirebbero così per finanziare lo stesso progetto e-Residency.

C’è solo la fiducia alla base degli Estcoin

Una volta superato il primo step di fiducia il solo possesso di Estcoin diventerebbe a quel punto una garanzia fiduciaria per gli utenti della piattaforma. Proviamo a immaginare due imprenditori di e-Residency che devono firmare un contratto sulla stessa piattaforma. Se tutti e due i soggetti sono possessori di Estcoin vuol dire che ci sarà maggiore impegno da parte di entrambi nel rimanere all’interno dei confini, digitali, della piattaforma e quindi rispettare il contratto sottoscritto. Ancora una volta tutto si basa sulla fiducia.

C’è poi la possibilità che questa criptomoneta venga agganciata al valore dell’euro, mantenendo così un tasso di cambio fisso senza senza le oscillazioni del mercato. Questo renderebbe gli Estcoin completamente diversi dal più conosciuto bitcoin. Quest’ultimo infatti ha potuto quintuplicare il proprio valore rispetto alle monete circolanti senza restrizione alcuna.

Il timore da parte della Banca Centrale europea

Immediata è stata però la levata di scudi da parte della Banca centrale europea e di Mario Draghi. “Nessun Paese può introdurre una propria moneta: la moneta dell’eurozona è l’euro”, ha dichiarato l’ex governatore della Banca d’Italia. Le due parti vanno così muro contro muro, ove Mario Draghi sostiene la violazione dei trattati europei, mentre da parte estone si dichiara completa innocenza. Diventa di difficile comprensione legislativa questa materia delle criptomonete. È infatti imprecis parlare di “propria moneta” nel caso dell’Estcoin, giacché il valore di quest’ultimo è identico all’euro e la stessa criptomoneta non può essere impiegata come mezzo di scambio nell’economia reale.

Si tratterebbe quindi di un semplice cambio di nome che però nulla toglierebbe al monopolio dell’euro e della Banca Centrale europea enll’economia. Da dove arriva dunque la preoccupazione di Mario Draghi? Sono due gli aspetti da tenere in considerazione. Da una parte il lancio dell’Estcoin sarebbe un segnale positivo per tutti i sostenitori della criptomoneta e del sistema blockchain. La decisione estone potrebbe essere seguita da altri Stati con alcuni rischi. E se uno Stato decidesse di lasciare fluttuare il valore della criptomoneta? E se un altro Stato decidesse di autorizzare il pagamento di beni reali con la criptomoneta? Sarebbe un duro colpo per il sistema di emissione retto dalle banche centrali come abbiamo finora conosciuto e dunque un duro colpo per Mario Draghi e la Bce.

In gioco le sorti dell’intero sistema economico mondiale

C’è poi un altro aspetto, più sottile, che sicuramente ha allarmato Mario Draghi. Il fenomeno della criptomoneta potrebbe far crollare l’intero meccanismo fiduciario su cui si sta progressivamente basando il denaro in generale. La smaterializzazione della moneta e lo scollamento tra essa e i beni reali hanno trasformato le economie contemporanee in semplici “aspettative” sul futuro. Alcune delle più devastanti crisi economiche recenti non sono state causate da guerre o carestie, ma da repentini crolli della fiducia rispetto a un determinato valore di mercato e quindi della moneta. L’idea che da semplici algoritmi si possa creare ricchezza potrebbe così far traballare un già fragile sistema economico, basato più sulla fiducia che su beni reali. L’Estcoin è dunque il bivio per il futuro dell’economia contemporanea. 

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