Per commemorare il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, il presidente francese Emmanuel Macron ha visitato i campi di battaglia nella Francia orientale e settentrionale. Il suo viaggio termina proprio oggi a Parigi, dove si tiene l’incontro internazionale con i capi di stato mondiali per i 100 anni dalla fine della Grande Guerra. E mentre in tutta Europa si celebra una ricorrenza così importante e significativa, le parole del presidente francese di qualche giorno fa pongono un importante interrogativo sul futuro della difesa europea.

“Dobbiamo proteggerci rispetto a Cina, Russia e persino Stati Uniti”, ha detto Macron nei giorni scorsi ai microfoni della radio francese Europe 1. “Voglio costruire un vero dialogo sulla sicurezza con la Russia, che è un Paese che rispetto, un Paese europeo, ma dobbiamo avere un’Europa in grado di difendersi da sola, senza dipendere esclusivamente dagli Stati Uniti”, ha aggiunto Macron, mettendo volutamente nella stessa frase gli Stati Uniti e le due potenze rivali individuate dal Pentagono (Cina e Russia). 

Visitando l’ex fronte occidentale a Verdun, il presidente francese ha detto che Mosca ha dimostrato di potere esser una minaccia e l’Europa deve essere capace di “difendersi meglio da sola”. Durissima la replica di Trump su twitter: “Il presidente Macron ha suggerito che l’Europa costruisca un suo esercito per proteggersi da Stati Uniti, Cina e Russia – ha scritto Trump proprio mentre atterrava a Parigi – molto offensivo ma forse l’Europa dovrebbe prima pagare la sua quota alla Nato che è finanziata in gran parte dagli Stati Uniti”.

Macron ha subito ritrattato il contenuto dell’intervista, sottolineando di non aver mai detto di voler costituire un “esercito contro gli Stati Uniti”, mentre Donald Tusk, presidente del consiglio europeo, ha risposto a muso duro alle dichiarazioni del presidente americano: “Per la prima volta nella storia abbiamo un’amministrazione americana che è, per usare un eufemismo, non entusiasta di un’Europa unita e forte. 

Il piano di Macron 

Le richieste di Macron per un esercito europeo sono state accolte con scetticismo in tutta Europa questa settimana, ma non per le stesse ragioni di Trump. In Europa, infatti, le costituzioni nazionali differiscono in maniera sostanziale quando si parla di difesa. La costituzione tedesca ad esempio, limita fortemente le operazioni militari molto più di quanto non avvenga nella Gran Bretagna o Francia contemporanea, Paesi che hanno partecipato al raid degli Stati Uniti contro la Siria di quest’anno.

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Anche se avessero voluto, le forze tedesche non avrebbero potuto intervenire per motivi costituzionali. Questo perché, a differenza della Francia, sulla sicurezza la Germania dipende dagli Stati Uniti e dalla Nato e la strategia di Macron non può essere accolta da Berlino.

La presenza Usa in Europa

I numeri, come illustra il Washington Post, parlano chiaro. Attualmente in Europa stazionano 62.000 militari americani, di cui 34.562 in Germania, 12.099 in Italia, 8.380 in Gran Bretagna e soltanto 56 in Francia. Secondo Carlo Pelanda, in un’analisi pubblicata su La Verità, è interesse comune di Roma e Berlino quello di isolare Macron nelle sue ambizioni francocentriche.  “Ora Macron deve proseguire il suo progetto di sovranità europea e centralità militare con l’ America di traverso, la Germania riluttante e l’Italia, pur debole e penetrata, capace di resistere al tentativo di conquista. O lo molla, ma sarebbe la sua fine politica – osserva – oppure tenta un’ opzione disperata, ma non del tutto infattibile: schierarsi apertamente contro l’ America in nome di un’ autonomia europea e di un’ Europa che difende il multilateralismo, cioè un ordine mondiale fatto da tanti poteri regionali che sostituisca l’impero americano”.

E in questo contesto, se Roma non vuole essere ulteriormente indebolita da Parigi e dalle sue ambizioni egemoniche non può fare altro che cercare sponde a Berlino e a Washington. D’altro canto per quale motivo il nostro governo dovrebbe supportare l’azione di Parigi, quest’ultima costantemente impegnata a “sabotare” le nostre azioni diplomatiche (vedi Libia, ma non solo), rischiando di mettere in crisi il nostro rapporto con Washington – ad oggi l’unica nostra “leva” per tentare di contare in Europa? 

Sulla sicurezza europea gli esperti si dividono

Secondo molti studiosi, tuttavia, gli Stati Uniti ridurranno inevitabilmente il proprio impegno in Europa per concentrarsi sulla vera potenza rivale in Asia: la Cina. Come osserva Stephen M. Walt su Foreign Policy, “da una prospettiva strategica più ampia, portare l’Europa a sopportare di più l’onere della propria difesa è significativo solo se consente agli Stati Uniti di ridurre le risorse che dedica alla sicurezza europea in modo che possa concentrare maggiormente l’attenzione su altri teatri, come l’Asia”. 

“E dato l’enorme squilibrio tra il potenziale militare europeo e quelli dei suoi potenziali nemici – spiega – quella formula dovrebbe essere relativamente facile da negoziare. Come John Mearsheimer e io abbiamo spiegato la scorsa estate finché non ci sarà alcun potere egemone in Europa – e la Russia non lo è  – non è necessario che gli Stati Uniti prendano il comando nella sua difesa”. Macron è consapevole di questa volontà degli Stati Uniti di concentrare le proprie forze nel Pacifico a discapito dell’Europa e molto probabilmente ne vuole approfittare. Roma non può permettersi di stare a guardare. 

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