Difendersi dai missili nordcoreani, respingere l’avanzata cinese nel continente asiatico e, più in generale, riuscire a camminare sulle proprie gambe, smarcandosi – perché no? – dagli Stati Uniti. È questo l’obiettivo del Giappone, pronto a stringere i muscoli con l’intenzione di riprendersi il posto che gli spetta nel continente asiatico.

La pandemia di Covid-19 non ha fermato Abe Shinzo, da sempre desideroso di abrogare, o quanto meno modificare, l’articolo 9 della costituzione nipponica, ovvero quello che vieta al Paese di possedere ”forze di terra, del mare e dell’aria”. Il mese scorso Abe ha dichiarato che l’emergenza coronavirus è stata la più grande crisi nazionale dalla Seconda Guerra mondiale. Poche settimane prima, il suo governo ha messo sul tavolo il più grande budget di difesa della nazione dalla fine di quel conflitto.

Come sottolinea Asia Times, lo scorso 27 marzo la Dieta giapponese ha dato il via libera allo stanziamento di 46,3 miliardi di dollari da impiegare per l’acquisto di nuovi missili anti-nave ipersonici e potenziare i porta-elicotteri in grado di trasportare caccia stealgh Lockheed Martin F-35B.

Aumenta il budget per la difesa

Perché mai, nel bel mezzo di una pandemia, il Giappone ha incrementato il suo budget per la difesa? No, il problema principale di Tokyo non è rappresentato dalla minaccia nucleare della Corea del Nord. Ovviamente i missili di Kim Jong Un destano sempre apprensione e infastidiscono il governo nipponico. Ma la preoccupazione principale di Abe è la Cina, a detta di esperti militari giapponesi, sempre più assertiva ed espansionista. ”È la Cina, non la Corea del Nord, la principale preoccupazione”, ripetono all’unisono i funzionari nipponici.

Il Giappone ha fatto i suoi calcoli. Già, perché nel caso in cui scoppiasse una guerra tra Stati Uniti e Cina – i presupposti non mancano, visto il pretesto Covid-19 – la bilancia asiatica potrebbe iniziare a pendere in favore di Pechino. In quel caso Tokyo rischierebbe di perdere tutto, anche l’influenza marittima nell’area del Pacifico: ecco perché Abe ha accelerato.

Da questo punto di vista il missile anti-nave ipersonico è stato progettato per spaventare le portaerei cinesi nei mari della Cina orientale e meridionale. Il missile, ha spiegato la Difesa giapponese, può planare ad alta velocità ”seguendo schemi complessi” e rendendo complicata la sua intercettazione.

La Marina di Tokyo

Non è finita qui, perché il Giappone ha dato una spolveratina anche alla sua Marina. Le nuove capacità navali consentiranno a Tokyo di monitorare la situazione nelle isole periferiche e impedire, all’occorrenza, alle forze cinesi di creare un potenziale conflitto nel Mar Giallo. A detta di molti esperti, la Marina giapponese sarebbe già superiore a qualsiasi forza nel Pacifico, inclusa la Cina.

Nel frattempo il bilancio della difesa aumenterà a 48,4 miliardi nel 2021 e a 56,7 miliardi entro il 2024. Certo, la costituzione giapponese del 1947 è ancora pacifista e, per via di una regola imposta alla fine degli anni ’50 per impedire al Giappone di diventare una superpotenza, il bilancio della difesa nipponica deve essere mantenuto all’1% del pil. Ma i tempi sono cambiati e oggi l’ombra cinese spaventa Abe. A tal punto che quel limite appare sempre più in bilico.

La silenziosa ascesa dell’esercito giapponese

Eppure, dal 1954, anno della sua formazione, a oggi, l’esercito giapponese è diventato silenziosamente uno dei più forti. Basti pensare che il Giappone, pur con tutti i limiti pacifisti elencati, possiede l’ottavo budget militare più grande del mondo, dietro a Usa, Cina, India, Russia, Arabia Saudita, Francia, Germania e Regno Unito. La SDF conta quasi 250mila dipendenti attivi ma, soprattutto, può contare su armi e tecnologie di tutto rispetto, per lo più acquistate dagli Stati Uniti; stiamo parlando di missili di ogni tipo, aerei ed elicotteri da combattimento, carri armati e sottomarini avanzatissimi. Il Giappone può inoltre contare anche su una base navale permanente a Gibuti.

Considerando che Donald Trump è stanco di fornire protezione gratuita agli alleati americani in giro per il mondo, il presidente Usa ha più volte fatto pressioni su Tokyo affinché il governo giapponese aumentasse il proprio budget così da assumersi maggiori responsabilità in materia difensiva. E così, sotto Abe, Tokyo ha aumentato sempre di più le spese per la difesa. Per quanto riguarda l’articolo 9 della costituzione, questo è stato reinterpretato per consentire al Paese di partecipare alle operazioni militari oltre i propri confini sotto l’ombrello delle Nazioni Unite.

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