L’ennesima grana per The Donald: tensioni fra Corea del Sud e Giappone

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I budget per la difesa 2019 lo confermano: nel nord-est asiatico la corsa agli armamenti, complici soprattutto le crescenti tensioni non solo tra gli Stati Uniti e la Cina ma anche tra i due partner di Washington, Corea del Sud e Giappone, è realtà. Come riporta Asia Times, nel 2019 il Giappone ha messo a bilancio ben 47 miliardi di dollari per la difesa, il budget più alto di sempre. Una cifra che segna un aumento dell’1,3% rispetto all’anno precedente, in crescita per il settimo anno consecutivo. Inoltre, Tokyo ha dato il via a un piano quinquennale per ciò che riguarda il budget per la difesa di 250 miliardi di dollari.

La Corea del Sud è subito dietro. Nel 2019 Seul investirà ben 42 miliardi di dollari in spese militari, registrando un +8,2% rispetto all’anno scorso e il più alto aumento dal 2008. Budget particolarmente significativi visti i progressi diplomatici dello scorso anno tra Washington e la Corea del Nord e la promessa di denuclearizzazione della penisola coreana. Segnale, tuttavia, che la competizione sulla sicurezza nel nord-est asiatico c’è, ed è realtà con cui bisogna fare i conti.



La corsa agli armamenti nel nord-est asiatico

“Penso che ciò che stiamo vedendo in questo momento sia un caso in cui entrambi i Paesi sperano che accada qualcosa di buono, ma si preparano al peggio”, ha affermato Craig Caffrey, principale analista Ihs Markit intervistato da Asia Times. “Gli sviluppi diplomatici possono verificarsi da un giorno all’altro, ma la capacità militare impiega anni per svilupparsi, quindi ha senso avere una visione a lungo termine dei requisiti militari”.

“I livelli più alti di spesa per la difesa saranno certamente notizie positive per il presidente Trump, ma non penso che abbiano molto a che fare con lui”, ha detto Caffrey. “Entrambi i Paesi stanno rispondendo alle preoccupazioni emergenti in materia di sicurezza e la loro risposta a tali fattori è precedente alle recenti richieste statunitensi di maggiori spese”.

Nel frattempo, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha osservato che ci sono “buone probabilità” di raggiungere un accordo con la Corea del Nord sulla denuclearizzazione, mentre alti funzionari statunitensi e sudcoreani si sono incontrati per discutere di un secondo summit imminente tra il presidente degli Stati Uniti e il leader nordcoreano Kim Jong Un.

In un’intervista rilasciata domenica al programma Face the Nation della Cbs, Trump ha dichiarato che la data e la sede del prossimo summit sono state concordate e che probabilmente saranno annunciate prima o durante il suo discorso sullo stato dell’Unione di martedì.

Cresce la tensione tra Giappone e Corea del Sud

In attesa del secondo vertice tra Donald Trump e Kim Jong Un, l’amministrazione americana deve fare i conti con il riaccendersi di vecchie rivalità nel nord-est asiatico che riguardano proprio Corea del Sud e Giappone – due dei più vicini partner nell’ambito della sicurezza degli Stati Uniti nella regione. Ci sono segnali sempre più evidenti che la faida, alimentata da disaccordi sulla colonizzazione giapponese della penisola coreana del secolo scorso, stia cominciando a danneggiare le relazioni economiche e militari tra i vicini.

Durante le precedenti fiammate nazionalistiche, le amministrazioni statunitensi sono normalmente intervenute per assicurarsi che tali rancori non sfuggissero al controllo. Ad oggi l’amministrazione Trump tace. Sebbene i legami fra i due Paesi siano profondi – la Corea del Sud è il terzo partner commerciale del Giappone e viceversa – i coreani credono che Tokyo non abbia pagato abbastanza per la colonizzazione della penisola tra il 1910 e il 1945. Una disputa che si è riaccesa con la vittoria di Moon Jae-In alle elezioni del 2017.

La Corte Suprema della Corea del Sud si è pronunciata a favore dei querelanti sudcoreani chiedendo un risarcimento alle imprese giapponesi per il lavoro forzato durante il periodo di occupazione della penisola. Tokyo sostiene che tale sentenza sia una violazione del diritto internazionale e che non rispetti gli accordi bilaterali stipulati nel 1965.

Controversia militare

Forse la conseguenza più significativa per gli Stati Uniti di queste tensioni è il deterioramento dei legami tra le forze armate giapponesi e sudcoreane – fattore che potrebbe seriamente mettere in difficoltà gli Stati Uniti nella sua sfida alla Cina. Come riporta Sicurezza Nazionale, lo scorso dicembre il ministro della difesa giapponese, Takeshi Iwaya, “ha fortemente protestato” contro la Corea del Sud dopo che un cacciatorpediniere della Corea del Sud avrebbe bloccato il suo radar di mira su un aereo di sorveglianza giapponese. Iwaya, in conferenza stampa nel suo Ministero venerdì 21 dicembre, ha descritto l’azione come “estremamente pericolosa” e che potrebbe causare “una situazione inaspettata”.

Il ministro ha poi affermato che l’incidente è avvenuto in un momento in cui è stato richiesto un maggiore coordinamento tra i due vicini asiatici per affrontare questioni quali il programma nucleare e missilistico della Corea del Nord, la sicurezza marittima e le catastrofi naturali. Iwaya ha poi aggiunto che il Giappone “esorterà la Corea del Sud a prevenire di ripetersi”.