Trump ha twittato: “Great!#Dow20K”. Il tycoon così festeggia il boom economico sui mercati finanziari americani. In barba a tutte le previsioni catastrofiste sembra che l’economia abbia dato la sua benedizione all’amministrazione Trump. Il The Guardian si chiedeva incredulo “Donald Trump sarà un bene o un male per i mercati?”. Et voilà la risposta. Il Dow Jones, il più noto indice azionario della borsa di New York, ha messo il turbo. Il titolo ha raggiunto la scorsa notte la cifra record di 20.061 punti. Mai nella storia l’indice principale di Wall Street aveva tagliato il traguardo dei 20.000. C’è anche un altro record. Come segnala la Reuters se l’indice dovesse mantenere la quotazione per ancora 42 sessioni, rappresenterebbe il secondo rialzo più veloce della storia. Il più alto finora avvenne tra lo scorso 29 marzo e il 3 maggio. Allora il Dow Jones conquistò mille punti.Le scelte di Trump e la borsaLa cavalcata della borsa americana sembra però avvenire proprio in concomitanza con l’insediamento di Donald Trump. Se infatti a fine novembre, poco dopo l’esito delle presidenziali, il Dow Jones subì la prima impennata arrivando fino a 19.000 punti, è solo dopo l’insediamento del tycoon che il titolo ha soppiantato ogni previsione. Quali possono essere i motivi di un simile exploit? C’è un indubbia fiducia nella politica di Trump, considerando poi che Wall Street è sempre stata storicamente alleata dei democratici.Nel concreto ciò che ha reso gli investitori più fiduciosi sono stati i dati economici trimestrali degli Stati Uniti. Tutti più che positivi. La stessa Reuters riporta poi che da giovedì scorso il nuovo Presidente americano avrebbe già preso delle decisioni “business-firendly”. Ovvero scelte favorevoli agli investitori. Tra cui l’ordine esecutivo per ridurre il carico dei regolamenti sulla manifattura interna e l’autorizzazione all’avanzamento della costruzione di due oleodotti. Due segnali forti che sommati alla promessa della riduzione delle tasse  mandano in visibilio i mercati. Inoltre vi è una certa fiducia sulla velocità con cui Trump potrà prendere decisioni incisive.Il tycoon conosce bene i mercatiCome dice Mark Spellman, portfolio manager di Alpine Funds, “Trump ha la maggioranza al Congresso e al Senato, così la probabilità che le cose vengano decise più in fretta di prima è molto alta”. In effetti i mercati, instabili per natura, hanno bisogno di questo per ottenere un minimo di equilibrio. Una politica chiara e rapida. Un concetto che trova conferma nelle parole di Terry Smith, proprietario del fondo Funsmith: “Per fare delle previsioni utili, tu non dovresti solo fare previsioni corrette, ma dovresti cercare di valutare cosa i mercati si aspettano che accada per predire come reagiranno. Buona fortuna con questo”.È tutta questione di aspettative. E Trump, che con l’economia e la finanza ha avuto ben a che fare, conosce molto bene questi meccanismi. Sa bene ciò che vogliono i mercati e l’impennata coincidente con la sua vittoria e il suo insediamento non è casuale. Tutto il mondo sente i benefici dell’effetto Trump, non solo Wall Street. Un grande balzo in avanti è stato infatti registrato sia sulla Borsa di Tokyo che su quelle cinesi.Qualcuno aveva previsto la catastrofeSe da una parte c’è chi festeggia, dall’altra c’è un esercito di dissidenti in lacrime. La lista del necrologio degli analisti economici che hanno predetto il fallimento di Trump è corposa. Il primo posto lo guadagna la rivista Internazionale che il 9 novembre, poco dopo la vittoria di Trump, titolava così un pezzo del giornalista Bernard Guetta: “Con la vittoria di Trump comincia un’epoca di instabilità”. Nel pezzo l’autore sostiene che: “Il mondo sembra avviato a un ritorno del protezionismo, i cui pericoli però sono ancora più grandi di quelli legati al libero scambio”.La risposta del Dow Jones al protezionismo dichiarato di Trump è abbastanza eloquente. Un altro patito di previsioni catastrofiche, spesso errate, è sicuramente George Soros. Il magnate ungherese, leader spirituale del fronte anti Trump, aveva detto con certezza che il “tycoon fallirà perché le sue idee si contraddicono da sole…la performance dei mercati non sarà molto positiva”. Chissà la faccia di Soros quando ha visto il Dow Jones schizzare alle stelle.Un altro vate del catastrofismo è stato sicuramente Giuseppe Severgnini che il 9 novembre, intervistato dal Corriere, sosteneva con assoluta certezza che “Trump alla Casa Bianca è un disastro, se l’uomo fa la metà delle stupidaggini che ha annunciato siamo nei guai”. Se questi sono i guai annunciati ne siamo tutti molto felici. Ad ogni modo non si può sapere se l’effetto boom sulle borse durerà ancora a lungo oppure no. Certo è che Donald Trump ha già dimostrato di non essere quell’imprenditore sempliciotto, pieno di boria, incapace di comprendere le infinite variabili che una presidenza porta con sé.

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