Pak Da, acronimo russo che sta per Perspektivnyi Aviatsionnyi Kompleks Dalney Aviatsyi che potremmo tradurre letteralmente come Complesso Aereo Futuro per le Forze Aeree Strategiche o più semplicemente bombardiere strategico a lungo raggio. 

Il progetto del nuovo bombardiere di Mosca è cominciato nel 2009 e rientra nel più grande piano di rinnovamento della linea di volo dell’aviazione russa (Pak) che ha dato la luce, per ora, soltanto al Pak Fa: il cacciabombardiere di quinta generazione del bureau Sukhoi che ha preso il nome di Su-57.

Facenti parte dello stesso ambizioso progetto sono il Pak Dp (Dal’ney Perekhvat) per un caccia intercettore che dovrebbe sostituire il vetusto Mikoyan Gurevich Mig-31 ed il Pak Ta (Transportnyy Aviatsii) per un aereo da trasporto in sostituzione di tutta la linea medio/pesante composta principalmente da Ilyushin Il-76 e Antonov An-124.  Entrambi i progetti attualmente sono praticamente in alto mare: il Pak Dp vedrebbe lo sviluppo iniziale il prossimo anno mentre del Pak Ta esistono soltanto impressioni artistiche basate sui requisiti preliminari, tanto che la Russia farà affidamento sull’ultima versione di casa Ilyushin, l’Il-76MD-90A visto l’anno scorso al Maks, il salone internazionale dell’aeronautica di Mosca. 

Le ultime dichiarazioni sul Pak Da

Il nuovo bombardiere di quinta generazione del bureau Tupolev avrà una serie di funzioni tra le quali anche quelle di centro comando e velivolo da ricognizione. A riportarlo è stata la Tass che cita un promemoria compilato per una riunione del  consiglio per il supporto legislativo per il complesso industriale della Difesa e la cooperazione tecnico-militare della Federazione Russa.

Nel testo si legge anche che “i velivoli di nuova generazione dell’aviazione frontale (Su-57) sono stati creati per rispondere ad una vasta gamma di compiti. Allo stesso modo i Pak Da sono centri di comando volanti a livello strategico/operativo e velivoli da ricognizione”. 

Viktor Bondarev, capo del Consiglio della Difesa e della Commissione per la Sicurezza della Federazione Russa, ha aggiunto che la ricerca e sviluppo del nuovo velivolo sono giunte quasi a compimento e che il Pak Da andrà a sostituire la linea da bombardamento composta da Tupolev Tu-22M3, Tu-95MS e Tu-160. Sempre secondo Bondarev, che, lo ricordiamo, è stato comandante delle Forze Aerospaziali Russe sino al 26 settembre del 2017, il bombardiere ad ala volante di quinta generazione dovrebbe entrare in servizio tra il 2025 ed il 2030 dopo gli opportuni test. 

Il Vice Ministro della Difesa è stato più preciso rivelando un certo ottimismo: secondo Yuri Borisov, infatti, il Pak Da potrebbe essere presentato al pubblico nel corso di quest’anno ed effettuare il primo volo nel biennio 2025/26 per poi essere prodotto in serie nel 2028/29.

Quello che sappiamo sul Pak Da 

Quello che sappiamo sul bombardiere stealth russo è molto poco: le specifiche operative definitive sono ancora coperte da segreto ma inizialmente, nel 2016, era stato rivelato che il Pak Da dovesse essere in grado di portare un carico bellico di 30 tonnellate composto da munizionamento a caduta libera e missili da crociera di vario tipo. Tra di essi anche l’ultimo modello di missile antinave russo, il Kh-32. 

Non sappiamo se il Pak Da sarà anche in grado di alloggiare il nuovo missile ipersonico Kh-47 “Kinzhal”. La velocità di crociera del bombardiere inferiore a quella del suono comporterebbe che il “Kinzhal” necessiti di essere lanciato con un booster di spinta in modo da accelerarlo ad una velocità tale da permettere l’accensione del particolare motore ipersonico con tecnologia “scramjet”. 

Sempre nel 2016 Mosca ha fatto sapere che il Pak Da avrebbe avuto un raggio d’azione di 12 mila chilometri, ma anche questo dato non è mai stato successivamente confermato. 

Quello che risulta ad oggi essere confermato è che il bureau Tupolev ha costruito il primo modello – in legno – a grandezza naturale del nuovo velivolo e diversi mock up a scala minore in materiale composito per studiare le differenti soluzioni per quanto riguarda l’aerodinamica e le caratteristiche stealth. 

Sappiamo anche che la Kret, sussidiaria della Rostec, sta lavorando ad un nuovo sistema elettronico per il Pak Da che risulta essere il medesimo che andrà ad equipaggiare i nuovi bombardieri Tupolev Tu-160 nella versione M2, di cui è stato effettuato il roll out recentemente.

Una storia fatta di ritardi 

Ben nota, invece, è la storia dei ritardi del bombardiere, che risulta essere una costante di tutto il programma Pak. Nel 2016 era previsto il primo volo del velivolo quest’anno con l’ingresso in servizio entro il 2023, l’anno scorso invece, come riporta il Diplomat, questi venivano posticipati rispettivamente al 2019/20 e 2025. Ora invece Mosca si da un quinquennio di tempo per parlare del suo ingresso in servizio con scadenza al 2030. 

Del resto la tecnologia stealth ad ala volante, sebbene quest’ultima già sperimentata ai tempi dell’Unione Sovietica con il Tu-202, richiede ingenti investimenti nel campo della ricerca, e, come sappiamo, le sanzioni internazionali e l’andamento altalenante del prezzo degli idrocarburi (da cui dipende per la maggior parte l’economia russa) si sono abbattuti come una scure sui programmi della Difesa. Fattore confermato dalla decisione di optare per il prolungamento della vita operativa del Tupolev Tu-160 con la nuova versione M2. 

Il rischio che una tale dilatazione dei tempi di sviluppo comporta, è che al momento dell’ingresso in servizio del nuovo bombardiere (e di qualsiasi velivolo) questi si trovi ad essere già obsoleto rispetto ai concorrenti ma soprattutto rispetto alle nuove difese aeree. Ricordiamo, a titolo d’esempio, che lo sviluppo del caccia americano di quinta generazione F-22 – il progetto Atf – altrettanto lento, si concluse nel 1991 con la vittoria del Lockheed YF-22 con motori Pratt & Whitney rispetto al suo concorrente YF-23 della Northrop. Lo stesso F-35 ha avuto una lunga storia travagliata cominciata nel 1993 con i primi studi che portarono ai contratti di sviluppo nel 1996 assegnati alla Lockheed-Martin e alla Boeing, Lockheed che vinse successivamente la gara nel 2001. Sempre l’americano B-21 “Raider” ha avuto una storia simile e quest’anno rappresenta il giro di boa del progetto supersegreto per il nuovo bombardiere strategico americano.

La Russia pertanto rischia davvero di arrivare troppo tardi sulla scena quando già saranno partiti i progetti di sviluppo per caccia e bombardieri di sesta generazione. A tal proposito ci sembra alquanto sciagurata l’idea di Francia e Germania di consorziarsi per produrre un cacciabombardiere di quinta generazione che dovrebbe vedere la luce addirittura nel 2040, ovvero 20 anni dopo che l’F-35 è entrato in servizio.