Gran parte del mistero riguardante le condizioni di salute di Kim Jong Un è stata risolta. Sappiamo che il presidente nordcoreano, nonostante le indiscrezioni riportate dalla Cnn e da molti altri media internazionali, non è morto né si trova in stato vegetativo. Kim è infatti riapparso lo scorso primo maggio a Suncheon, una città situata a una cinquantina di chilometri a nord di Pyongyang, per inaugurare una nuova fabbrica di fertilizzanti.

Nelle tre settimane in cui il leader era sparito dalla scena, molti esperti, ipotizzando la sua possibile morte, hanno provato a rispondere a una domanda lecita ma forse prematura: in quel caso chi sarebbe salito al potere? I riflettori hanno subito illuminato la sorella del presidente, Kim Yo Jong. Altri analisti non ritenevano invece plausibile l’eventualità che una donna, in un sistema culturale come quello nordcoreano, tutt’ora pervaso da una certa etica confuciana, avesse potuto guidare il Paese. E questo non tanto per incapacità politica quanto per motivi culturali.

Tornando al mistero di Kim, quello che non sappiamo è cosa sia successo nei giorni di vuoto. Il presidente si è isolato perché il Covid-19 ha fatto breccia anche in Corea del Nord? Kim ha subito un’operazione chirurgica e aveva bisogno di qualche giorno di riposo? Su questo fronte non ci sono certezze di alcun tipo.

Il Juche si tinge di rosa

L’assenza di Kim ha tuttavia contribuito a creare un certo hype nei confronti della sorella del leader, Kim Yo Jong. Fin qui, durante i più importanti appuntamenti internazionali del fratello, la donna è sempre stata immortalata dalle telecamere. Nel febbraio 2018, in occasione dei Giochi Olimpici invernali di Pyeongchan, in Corea del Sud, miss Kim fu addirittura spedita oltre il 38esimo parallelo a rappresentare Kim Jong Un al cospetto del vicepresidente americano Mike Pence e del presidente sudcoreano Moon Jae In.

Dopo un’infanzia passata a stretto contatto con Kim, Yo Jong ha progressivamente scalato posizioni su posizioni all’interno del sistema politico nordcoreano, fino a ricoprire il ruolo di Direttore del dipartimento per l’agitazione e la propaganda del Partito del Lavoro di Corea. Si pensa, inoltre, che la donna sia l’artefice della strategia comunicativa di Kim Jong Un, tanto in patria quanto all’estero.

Il primo maggio, a Suncheon, la presenza di miss Kim non poteva mancare. La sorella minore di Kim è apparsa truccata e al fianco del fratello, intento a tagliare un nastro rosso per inaugurare la fabbrica di fertilizzanti. L’importanza di Yo Jong nel sistema politico nordcoreano è ormai evidente, anche se, con il ritorno di Kim Jong Un, evaporano come neve al sole tutte le ipotesi di una sua possibile salita al potere.

La moglie di Kim e l’ex artista

Ma a ben vedere, attorno a Kim Jong Un ci sono altre due figure femminili di tutto rispetto. A Suncheon era presente anche Hyon Song Wol, cantante del gruppo musicale nordcoreano Moranbong Band e, secondo fonti sudcoreane, presunta ex fidanzata del presidente. Dalle immagini riprese dalla televisione di Stato nordcoreana è possibile osservare un particolare molto interessante. Prima che Kim si sedesse per parlare di fronte al pubblico, si vede Song Wol aiutare il presidente a sedersi al suo posto.

Pare infatti che miss Wol faccia parte del Dipartimento di propaganda, lavori a stretto contatto con Yo Jong e che il suo compito principale sia quello di allestire eventi. Piccola parentesi: l’ex cantante, che nel 2018 aveva preso parte ai colloqui con la Corea del Sud in vista della partecipazione della Corea del Nord alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang, era stata data per morta dai media di Seul. Il 29 agosto 2013 il Chonsun Ilbo scriveva che Hyon era stata giustiziata assieme ad altri undici artisti per aver realizzato video pornografici illegali; il 16 maggio 2014 la ragazza è apparsa in televisione smentendo le ricostruzioni riguardo la sua presunta morte.

Un’altra donna che avrebbe una certa influenza su Kim sarebbe Ri Sol Ju, moglie del presidente. ”Non credo che la moglie di Kim abbia alcuna ambizione di essere una vera giocatrice politica – ha dichiarato Bruce Bechtol, analista nordcoreana ed ex membro della Defense Intelligence Agency – ma ha rispetto da parte dell’élite”. E questo a Pyongyang significa tantissimo.

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