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Le sanzioni Usa contro la Repubblica islamica dell’Iran spingono il Paese verso Cina e India. L’Iran, infatti, può vantare di svolgere un ruolo centrale nelle strategie regionali delle due grandi potenze rivali. Entrambe, infatti, vogliono espandere la propria influenza su un Paese strategico ricco di risorse che fa da ponte tra Asia Centrale, Caucaso e Medio Oriente. Ma a differenza della tradizionale competizione strategica, la sfida tra Cina e India in un Iran sotto sanzioni probabilmente si evolverà in una convivenza a lungo termine.

Come riporta il giornale malese The Star, che cita l’agenzia di stampa iraniana, il gruppo cinese China National Petroleum Corp (Cnpc), di proprietà statale, sarebbe pronto a prendere il comando di un progetto da 5 miliardi di dollari per sviluppare il più grande giacimento di gas al mondo, subentrando alla Total francese, ritiratasi dopo l’introduzione delle sanzioni americane. Il gruppo cinese aveva già aderito al consorzio che coinvolgeva la Total e Petropars Ltd nel 2016 e che riguarda il giacimento di South Parrs Gas nel Golfo Persico: il ritiro della Total ha spinto i cinesi a guidare l’iniziativa.

Iran, Paese strategico sulla Via della seta

Per Pechino, Teheran ha un peso geo-strategico di fondamentale importanza. Innanzitutto l’Iran è un grande produttore di materie prime ed è in una posizione geografica che è crocevia del progetto della Nuova via della seta. La Cina rappresenta il principale partner commerciale dell’Iran e il più grande importatore di petrolio, e i continui investimenti di Pechino nei settori dei trasporti e dell’energia iraniani offrono a Teheran un’ancora di salvezza cruciale mentre altri investitori, soprattutto occidentali, abbandonano il Paese sotto la “massima pressione” degli Stati Uniti.

Le rotte della Nuova via della Seta (Alberto Bellotto)
Le rotte della Nuova via della Seta (Alberto Bellotto)

Nei giorni scorsi, come riporta il South China Morning Post, il ministro degli Esteri cinese ha difeso le relazioni tra i due Paesi: “Per molto tempo, la Cina e l’Iran hanno avuto una cooperazione commerciale aperta, trasparente e normale nei settori degli affari, del commercio e dell’energia, il che è ragionevole, equo e legale”, ha affermato. “Questo non viola le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o gli impegni internazionali promessi dalla Cina, né nuoce agli interessi di nessun altro Paese, e dovrebbe essere rispettato e protetto”, ha aggiunto il ministro. “Solo il dialogo e i negoziati possono risolvere i problemi”.

Teheran al centro delle strategia dell’India

La strategia di Nuova Delhi in Iran è incentrata sulla volontà di migliorare la connettività regionale, rafforzare la sicurezza energetica e accedere ai mercati europei. Come spiega The National Interest, l’elemento chiave della strategia di Nuova Delhi è il Corridoio Nord-Sud (International North-South Transport Corridor, Instc). L’ambizioso progetto punta a costruire una fitta rete di collegamenti navali, ferroviari e stradali lunga 7,200 km, che collegherà l’India e il Sud-est asiatico alla Russia-Lettonia, attraverso Iran e Azerbaigian.

“Una volta completato – spiega The National Interest – consentirà un facile accesso alle risorse energetiche nell’Asia centrale – molto più veloce dell’attuale rotta attraverso il Canale di Suez – e creerà corridoi commerciali che collegano l’India ai Paesi europei attraverso la Russia, aggirando completamente e strategicamente il Pakistan”. A tal fine, l’investimento dell’India in Iran si basa sulla modernizzazione e l’espansione del porto di Chabahar, pronto a sfidare il porto pakistano di Gwadar, appoggiato invece dalla Cina, situato a sole novanta miglia di distanza.

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