Le richieste di Putin per la pace: Ucraina via dal Donbass e fuori dalla Nato

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Secondo un recente rapporto di Reuters, il presidente russo Vladimir Putin avrebbe delineato una serie di condizioni per raggiungere un accordo di pace in Ucraina, mostrando una certa flessibilità rispetto alle richieste iniziali, ma mantenendo fermi alcuni punti chiave. Le richieste di Mosca includono il ritiro delle forze ucraine dal Donbass, una garanzia legalmente vincolante che l’Ucraina non aderirà alla Nato e l’esclusione di truppe occidentali dal territorio ucraino. Fonti russe citate da Reuters hanno rivelato che Putin ha rivisto le sue condizioni originarie, che prevedevano il ritiro ucraino anche dalle regioni meridionali di Kherson e Zaporizhzhia.

“Russia pronta a congelare le linee del fronte”

Nella proposta attuale, la Russia sarebbe disposta a congelare le linee del fronte in queste aree e a restituire piccole porzioni di territorio sotto il suo controllo nelle regioni di Khar’kiv, Sumy e Dnipro. Tuttavia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha categoricamente respinto l’idea di cedere i territori del Donbas ancora sotto controllo ucraino, una posizione sostenuta anche dai leader europei. Sul fronte Nato, Mosca insiste su un impegno formale dell’Alleanza a non espandersi ulteriormente verso Est. La neutralità dell’Ucraina rispetto alla Nato era una delle principali richieste russe prima dell’invasione, ma l’amministrazione Biden si era rifiutata di discuterne.

Sebbene l’amministrazione Trump abbia escluso l’adesione dell’Ucraina alla Nato come parte di un possibile accordo di pace, in queste ore si sta parlando delle “garanzie di sicurezza”: come riportato da InsideOver, l’obiettivo sembra essere quello di creare una situazione in cui Kiev goda di una protezione simile a quella di un membro Nato (richiamando l’articolo 5), pur senza un’adesione formale. Su questo fronte, la “Coalizione dei volenterosi” spinge per un accordo che preveda il dispiegamento di truppe europee in Ucraina, supportate dalla potenza aerea statunitense. Secondo Bloomberg, i leader europei stanno discutendo una proposta promossa del presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, che impegnerebbe gli alleati di Kiev a decidere – entro un limite di tempo ancora da definire – se fornire supporto militare al Paese in caso di un nuovo attacco da parte della Russia.

Negoziato in salita

Tuttavia, Mosca ha già fatto sapere che lo scenario di truppe europee (dunque Nato) in Ucraina è “completamente inaccettabile” e potrebbe far deragliare il processo di pace. Come alternativa, fonti citate da Reuters hanno suggerito un possibile accordo trilaterale tra Stati Uniti, Russia e Ucraina sulle garanzie di sicurezza, oppure il rilancio di un’idea emersa durante i negoziati di pace del 2022, che prevedeva il coinvolgimento dei cinque membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per fornire tali garanzie, un’ipotesi menzionata anche dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov mercoledì scorso.

Nonostante l’apertura al dialogo, la Russia ha chiarito che è pronta a proseguire il conflitto se le sue condizioni non saranno soddisfatte. “Ci sono due scelte: guerra o pace, e se non c’è pace, ci sarà più guerra”, ha dichiarato una fonte russa a Reuters, sottolineando la determinazione di Mosca a non cedere sui punti fondamentali.

Il negoziato rimane in salita. Come nota su Substack Stephen Bryen, l’amministrazione Trump ha commesso un grave errore politico organizzando un incontro virtuale della Nato il 20 agosto scorso per discutere delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, senza consultare preventivamente la Russia.

Mosca ha respinto categoricamente la partecipazione di forze straniere, in particolare della Nato, considerandola inaccettabile. Bryen evidenzia che l’idea di coinvolgere truppe Nato o aerei da combattimento americani, come suggerito da Trump, rischia seriamente di complicare i già complessi negoziati per un accordo di pace. Negli Usa, infatti, il tycoon deve fare i conti con una forte opposizione bipartisan a un accordo con la Federazione russa da parte di neocon e internazionalisti liberali. Esempio? Il conservatore Washington Times sostiene che la cessione del Donbass a Mosca “potrebbe rafforzare immediatamente l’esercito russo”, garantendo “una vittoria importante a uno dei principali avversari degli Stati Uniti in un’epoca di competizione tra grandi potenze”.

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