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Il presidente iraniano Hassan Rouhani si è recato in visita ufficiale in Giappone dove ha incontrato, nella giornata di venerdì, il premier Shinzo Abe. Si è trattato della prima visita di un Capo di Stato iraniano nel Paese del Sol Levante nel corso degli ultimi diciannove anni e ciò contribuirà di certo a rinsaldare i rapporti, che sono tradizionalmente buoni, tra Tokyo e Teheran. Il Giappone soddisfa l’80 per cento del suo fabbisogno petrolifero grazie agli scambi commerciali con il Medio Oriente e nel corso di un colloquio privato Rouhani ed Abe hanno avuto modo di discutere di una serie di questioni economiche su cui, però, hanno rifiutato di fornire dettagli pubblici. Tokyo ha acquistato per lungo tempo il petrolio iraniano ma ha poi dovuto interrompere questo genere di scambi commerciali a causa delle sanzioni americane messe in atto contro Teheran. Il presidente Trump, dopo aver portato gli Stati Uniti fuori dall’accordo sul nucleare iraniano (JCPOA), ha infatti deciso di imporre dure misure contro chiunque acquisti combustibili fossili da Teheran.

Un’occasione di dialogo

Rouhani ha criticato il ritiro irrazionale degli Stati Uniti dall’accordo mentre il premier Abe ha chiesto all’Iran di adeguarsi a quanto previsto dall’intesa e di giocare un ruolo costruttivo per favorire la pace e la stabilità nella regione. Il meeting ha anche rappresentato un’occasione per il premier Shinzo Abe di informare Rouhani in merito alle intenzioni nipponiche di inviare forze navali in difesa dei convogli marittimi nell’area del Golfo dell’Oman, del Golfo di Aden e del Mar Arabico settentrionale. La decisione è stata probabilmente influenzata da una serie di attacchi navali che hanno avuto luogo, nei mesi di maggio e giugno, nelle acque del Golfo e che Washington ha ricondotto a Teheran che, però, ha negato di aver avuto ruoli nella vicenda. Rouhani ha reagito con pacatezza alle affermazioni di Abe ed ha affermato di comprendere le intenzioni giapponesi in merito alla volontà di garantire una navigazione sicura nella regione.

Le prospettive

Le relazioni internazionali del Giappone sono influenzate, in maniera considerevole, dal peso che gli Stati Uniti hanno giocato e continuano a giocare sulle dinamiche politiche del Sol Levante. Sin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, infatti, Washington ha intrattenuto rapporti molto stretti con Tokyo che, priva di un vero e proprio esercito, deve contare sulla protezione fornitagli dalla superpotenza americana per far fronte alle proprie esigenze difensive. Il rapporto con l’Iran è un valido esempio di questa dinamica: il Giappone non può spingersi troppo in avanti nell’ambito del suo avvicinamento a Teheran, testimoniato anche dalla visita di Abe nella capitale iraniana nel mese di giugno (la prima visita di un premier giapponese negli ultimi quarant’anni), per non irritare eccessivamente Washington e rischiare di causare danni più gravi. In definitiva la politica estera di Tokyo continua ad essere influenzata dal fattore americano e gli Stati Uniti, in questo modo, possono evitare che l’Iran abbia un nuovo amico.

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