Se vi è un Paese con il quale l’affinità elettiva ha spesso anche superato le logiche della politica e delle relazioni internazionali, quello è la Russia. Roma e Mosca, in un certo qual modo, si sono sempre cercate in maniera insistente, anche in quei momenti in cui il panorama globale e il sistema delle alleanze cercasse di minare un percorso comune ed un animus di intesa reciproca. 

Mosca è definita la “Terza Roma”, dopo l’Urbe e Costantinopoli, immortale. Il termine “Zar” era la derivazione del termine latino “Caesar”, condottiero. Due mondi che hanno sempre dialogato, per reciproca affinità, e che probabilmente mai smetteranno di farlo, nonostante la politica internazionale spesso ponga degli ostacoli, mai rivelatisi insormontabili.

Già la Russia imperiale del 1700 era stata “terra di conquista” per l’arte italiana. Alcune delle torri del Cremlino e le più belle e famose chiese di San Pietroburgo sono state progettate e realizzate da architetti italiani, e la musica e la letteratura italiane sono sempre state largamente apprezzate nel grande Paese del Nord.

Nonostante i difficili periodi attraversati, le relazioni politiche tra Italia e Russia, intermezzate dalla lunga parentesi sovietica, sono sempre rimaste buone, in alcuni momenti addirittura ottime. 

Dopo il riconoscimento del Regno d’Italia nel 1862, lo Zar e il Re d’Italia trasformarono le missioni diplomatiche a Roma e San Pietroburgo in vere e proprie ambasciate. Nel 1924, in controtendenza rispetto al resto d’Europa, Mussolini concesse per primo il riconoscimento all’Unione Sovietica, e l’ambasciata venne trasferita nell’attuale sede di Villa Berg, una delle più belle sedi diplomatiche nella capitale russa.

Successivamente, per tutta la durata della guerra fredda, i rapporti tra i due Paesi sono stati decisamente migliori rispetto al resto degli Stati del blocco occidentale. L’Italia è stato il Paese con il Partito Comunista più grande di tutta l’Europa occidentale, con oltre 2 milioni di tesserati. I rapporti, in quel periodo, specialmente in chiave economica, furono intensificati grazie a due figure di spicco della politica e dell’economia italiana, che favorirono l’insorgere di relazioni commerciali di portata pionieristica, specialmente nell’industria pesante e quella degli idrocarburi.

Enrico Mattei, capo dell’Eni, stipulò importanti contratti commerciali con l’Urss, con l’acquisto di petrolio e gas naturale a prezzi vantaggiosi, in cambio della fornitura di tubi per gasdotti e gomma prodotta da Anic. Pochi anni più tardi, anche la Fiat sbarcò in Unione Sovietica, costruendo lo stabilimento di Stavropol-na-Volge, poi ribattezzata Togliatti, in onore del maggiore esponente del Partito Comunista Italiano – morto a Yalta e sepolto al Verano a Roma -, dove fu prodotta la Lada 2101, in versione berlina e station wagon, sul modello della Fiat 124

Pochi anni più tardi, nonostante il boicottaggio dei Giochi Olimpici di Mosca del 1980 da parte del blocco occidentale, il Coni, in ottemperanza alle regole del Cio, fece partecipare la propria delegazione sportiva alla manifestazione, con la soddisfazione di vedere Pietro Mennea sul gradino più alto del podio dei 200 metri piani.

Dopo il crollo dell’Urss, gli assetti politici e istituzionali mutarono nuovamente, con il conseguente adeguamento dei rapporti tra il Cremlino e Palazzo Chigi. Subito, alla fine del 1991, l’Italia riconobbe la sovranità dello Stato russo e la sua continuazione naturale dalle spoglie dello stato socialista, garantendo così a Mosca il suo seggio permanente nel Consigli di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nel 1994 fu istituita la linea diretta tra Roma e Mosca, e seguirono due importanti trattati di amicizia che intensificarono i contatti commerciali tra Italia e Russia. 

Con l’avvento di Vladimir Putin e Silvio Berlusconi come, rispettivamente, presidente della Russia e capo del governo italiano, vi fu una sensibile svolta politica nelle relazioni tra i due Stati. La “personal diplomacy” come strategia di governo, fece di Roma uno dei principali partner politici del Cremlino, e si dette il via ad una serie di processi politici chiave anche sul piano internazionale. 

Il famoso “spirito di Pratica di Mare”, più volte anche menzionato negli ultimi tempi, si deve proprio ai buoni rapporti tra i due leader summenzionati. Grazie all’intervento di Berlusconi, i rapporti tra la Russia e l’Occidente divennero migliori che mai, favorendo l’istituzione della partnership Nato-Russia, il 28 maggio del 2002. Da allora, i rapporti, soprattutto a livello commerciale, vissero un crescendo, fino al 2014, anno in cui l’Italia divenne il quarto partner commerciale di Mosca, con un interscambio complessivo del valore di oltre 30 miliardi di euro.

Con l’avvicendamento dei vertici istituzionali in Italia, e lo scoppio della crisi in Ucraina, la frattura tra l’Occidente e la Russia sembrerebbe essere diventata insanabile. Le sanzioni reciprocamente imposte su persone fisiche e settori economici hanno tagliato le gambe a numerose aziende, che negli ultimi quattro anni hanno perso circa 10 miliardi in valore di merci non scambiate.

A livello politico, il raffreddamento delle relazioni è stato forse meno tangibile, anche se un nuovo culmine si è raggiunto a causa dell’affare Skripal, che ha portato all’espulsione reciproca di due funzionari coperti da immunità diplomatica personale, due su suolo russo, e due su suolo italiano. Nonostante queste crisi passeggere, i rapporti istituzionali si sono mantenuti sempre cordiali, indipendentemente dal colore politico dell’inquilino di Palazzo Chigi, e il flusso di turisti russi che giungono in Italia si è mantenuto sempre su buoni livelli, come supportato dai dati della Farnesina sull’emissione di visti dai consolati generali di Mosca e San Pietroburgo. 

Dal 2016, inoltre, è in vigore un memorandum d’intesa tra i due governi, atto al reciproco riconoscimento dei titoli di studio accademici (la “laurea specialistica” italiana, e la “magisterskaya” russa), tali da consentire l’esercizio dei diritti e dei doveri anche in ambito professionale.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME