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La Grecia continua a muovere i suoi fili per cercare di frenare l’avanzata della Turchia. Un complesso gioco diplomatico in cui Kyriakos Mitsotakis, premier conservatore ellenico, cerca di rafforzare le relazioni di Atene con il mondo, a partire da quello europeo e mediorientale.

La mossa di firmare un’alleanza specifica con la Francia è stato solo il primo grande segnale del meccanismo messo in atto dal governo greco. L’accordo, siglato a Parigi insieme al presidente francese Emmanuel Macron, segna infatti un ulteriore passaggio di livello nelle relazioni tra i due Paesi, già rafforzate nel periodo di massima tensione tra la Grecia e la Turchia nel 2020. L’accordo, di mutua difesa ma anche di vendita di unità navali e aree alle forze elleniche, ha scatenato l’ira di Recep Tayyip Erdogan, ma ha soprattutto svelato il primo episodio – sicuramente il più cristallino – di un nuovo sistema di alleanza che si sta formando sulle rive del Mediterraneo orientale.

Dopo l’accordo con la Francia arrivano però altri segnali, non meno importanti. Il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, ha firmato un memorandum d’intesa con l’omologa britannica Elizabeth Truss per intensificare la cooperazione bilaterale tra Atene e Londra. “La Grecia e il Regno Unito aprono un nuovo capitolo nella loro partnership post Brexit approfondendo la loro cooperazione in un’ampia quota di settori, incluse la politica estera e di difesa”, ha detto il ministro ellenico, definendo il patto siglato tra i due Paesi come un “accordo-quadro” che coprirà diversi settori delle relazioni bilaterali. Questioni strategiche in cui rientra soprattutto Cipro, di cui il Regno Unito è garante dello status quo insieme a Grecia e Turchia. Da Ankara non sono arrivati ancora segnali di particolare tensione, anche se il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, commentando il patto tra Francia e Grecia, ha sentenziato che questi accordi bilaterali interno all’Alleanza atlantica rischiano di “danneggiare sia la Nato che le relazioni bilaterali e minare la fiducia”. Per il governo greco, si tratta di aggiungere un tassello importante: la Gran Bretagna non è solo un tradizionale alleato ellenico, ma anche un partner Nato, un membro del Consiglio di Sicurezza Onu e un interlocutore fondamentale con la Turchia e per Cipro. L’accordo tra Atene e Londra è quindi un segnale del mosaico greco nel Mediterraneo orientale e nel blocco occidentale.

Mitsotakis però non si limita all’Europa e guarda anche al Medio Oriente. Nei giorni scorsi, il triangolo tra Grecia, Cipro ed Egitto si è arricchito di un ulteriore tassello, con accordi tra le cancellerie di Atene, il Cairo e Nicosia per costruire un’infrastruttura che renda possibile l’interconnessione energetica tra i tre Paesi attraverso cavi sottomarini che portino l’energia elettrica prodotta in Nord Africa fino alle coste cipriote e greche. Il ministro dell’Energia greco Kostas Skrekas ha espresso l’auspicio che questi accordi rendano possibile la cristallizzazione di un corridoio energetico del Mediterraneo orientale che renda più sicuro l’approvvigionamento nella regione. Ma è chiaro che tutto questo non possa che riguardare anche la Turchia, che da questi accordi si sente tagliata fuori. Come avvenuto per il progetto EastMed, cioè quel gasdotto che dovrebbe collegare i giacimenti di Israele ai terminali greci, così anche adesso con questo cavo tra Egitto e Grecia la Turchia è esclusa da progetti di fondamentale importanza per le dinamiche regionali. L’energia può essere un “game changer” fondamentale nella geopolitica del Levante: ed è chiaro che Erdogan veda queste mosse come un messaggio di isolamento rispetto alla partita più importante del Mediterraneo orientale.

Per confermare la nuova strategia mediorientale della Grecia, Mitsotakis è infine sbarcato in Arabia Saudita per una visita di due giorni. L’ultimo viaggio a Riad era stato nel febbraio del 2020 e conferma quindi una certa tradizione del premier conservatore greco a visitare la monarchia wahabita. Il viaggio del primo ministro formalmente nasce per il summit vedere del Medio Oriente, un vertice internazionale sulla transizione ecologica in un’area del mondo che legata a doppio filo a gas e petrolio. Tuttavia, Mitsotakis è lì anche per altro: vedere il principe Mohammed bin Salman e confermare l’asse che si è consolidato in questi anni tra Arabia Saudita e Grecia. Da diverso tempo, Atene e Riad vivono un’era idilliaca nelle relazioni diplomatiche simboleggiata dall’esercitazione congiunta a Creta ma soprattutto dall’arrivo del sistema antiaereo Patriot in territorio saudita fornito proprio dalla forze armate greche. Segnali di sinergia che servono in particolare alla Grecia per dimostrare di avere relazioni stabili e anche dal punto di vista strategico con tutti gli attori mediorientali, in particolare con quelli che provano a frenare le ambizioni turche nell’area del Mediterraneo allargato.