Le contromisure della Cina per evitare altri dazi potrebbero spingere Trump a trovare un accordo commerciale con Xi Jinping. Pechino ha infatti deciso di aumentare l’import di alcuni prodotti americani, tra cui riso e gas naturale. L’apertura – seppur minima – del governo cinese potrebbe convincere gli Stati Uniti a stoppare la guerra dei dazi ed evitare tutti i guai connessi. La prossima settimana le due super potenze si incontreranno per un faccia a faccia decisivo. Dalla fumata bianca o nera dipenderà il futuro economico dei due Paesi.

Il piatto avvelenato

Per capire meglio cosa sta succedendo immaginiamoci questa scena. Trump è seduto al tavolo di un ristorante e aspetta con ansia qualcosa con cui sfamarsi. Il tempo passa ma nessuno si cura del suo bisogno. Tutto sembra perduto. Ma ecco che Xi Jinping capisce la debolezza del Presidente americano e gli confeziona una cenetta sfiziosa al momento giusto. Il piatto non è salutare ma, nelle condizioni in cui si trova, Trump non intende fare lo schizzinoso. Fuori di metafora, Xi ha capito come invogliare il collega statunitense a scendere a patti. La Cina fa un piccolo passo in avanti, aprendo a minime concessioni. Gli Stati Uniti ingoiano il boccone e, credendo di averci guadagnato, cadono nell’astuta trappola cinese. Intanto però la fame è solo un lontano ricordo.

La mossa di Xi Jinping

La mossa della Cina è spiazzante e allo stesso tempo intelligente. Il Pil del Dragone è sempre in crescita ma l’economia sta subendo i contraccolpi dei dazi trumpiani. Cosa fare per arginare una possibile caduta senza fine? Dare quello che l’avversario chiede. Ma in piccole dosi. Da qui nasce il via libera di Pechino all’importazione di merce americana. Le quantità saranno minime, dato il costo ingente per spostarle da Washington all’altra parte del mondo. Eppure con questo gesto Xi Jinping potrebbe fare scacco matto agli Stati Uniti. Pechino aumenterà l’import di prodotti Yankee: né più né meno. Riso e gas, in aggiunta a soia, mais ogm e zampe di pollo. La promessa è di un triliardo di nuove importazioni, utili a ridurre la bilancia degli scambi commerciali tra i due Paesi da qui al 2024.

Trump il vanitoso

Xi Jinping potrebbe sfruttare la vanità di Trump. Già, perché facendo credere a The Donald di essersi inchinato di fronte alla guerra commerciale, il Presidente cinese eviterà ulteriori dazi. I Falchi di Washington vorrebbero andare avanti, fino a distruggere completamente il pericolo cinese. Ma Trump ragiona in modo diverso. Una forte base elettorale del Presidente americano è rappresentato proprio da quegli agricoltori che esporteranno i loro cereali in Cina. E dagli allevatori di polli e tanti altri lavoratori che riuscirebbero così a respirare dopo un periodo complicato. Se Trump accettasse il regalo cinese, poi, potrebbe fare il bullo e vantarsi di esser riuscito a vendere riso ai cinesi. Un bella vittoria da sbandierare in campagna elettorale.

Una vittoria di Pirro?

La vittoria, per Trump, rischia però di essere di Pirro. A poco serve che Xi Jinping aggiunga al menù sopra descritto altri contorni. Ovvero l’apertura del mercato interno per il settore auto. Una nuova legge sulla proprietà intellettuale, con ammenda per le aziende che la violeranno. Una riforma tiepida sugli investimenti esteri, con il divieto di portare tecnologie straniere in mani cinesi. Tutto fantastico, ma gli Stati Uniti dovrebbero prima chiedersi se potranno verificare una a una le promesse cinesi. Altrimenti per Pechino sarà un gioco da ragazzi farsene beffe affidandosi alla burocrazia. Alla fine la vera guerra tra Cina e States non è tanto sullo squilibrio commerciale ma sul dominio mondiale in vista del futuro. Il Dragone controlla tecnologie capaci di raggranellare un bel vantaggio sui rivali. Trump aveva trovato il modo di inceppare l’ingranaggio cinese con i dazi. Ma se accetta di mangiare il piatto velenoso offerto dalla Cina, rischia di vanificare i suoi sforzi.

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