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Per la terza volta consecutiva, la Corea del Nord ha tenuto una parata militare dopo il tramonto. L’ultimo evento, in occasione del 73esimo anniversario della fondazione del Paese, è andato in scena addirittura a mezzanotte, ripreso e riproposto in “differita” dalla Korean Central Television. In linea di massima, una manifestazione del genere dovrebbe offrire al governo nordcoreano l’occasione di mostrare la propria forza al resto del mondo o ai propri cittadini. Magari facendo sfilare una nuova arma o un missile intercontinentale, oppure un’unità speciale pronta a scendere in guerra non appena ve ne fosse bisogno.

Insomma, se questi sono gli scopi di una parata, perché tenerla a notte fonda e non alla luce del giorno? Se diamo uno sguardo al recente passato, nessun sistema politico comunista – né quello sovietico, né quello cinese, tanto per fare un esempio – ha mai programmato manifestazioni così importanti a mezzanotte. “Quando si tratta di sfilate notturne, c’era l’idea che queste fossero fondamentalmente idee romantiche occidentali, e che avessero cattive associazioni politiche, con i nazisti”, ha spiegato Andrei Lankov, un osservatore nordcoreano alla Kukmin University di Seul. In Corea del Nord, al contrario, nell’ultimo periodo si sono tenute marce notturne e perfino sfilate con torce risalenti agli anni ’80, come avvenuto lo scorso ottobre (l’altra parata notturna si è invece svolta a gennaio).

Un motivo estetico

Proviamo a rispondere alla domanda attorno alla quale ruota l’intero articolo. Secondo quanto riportato da Asia Times, gli esperti sostengono che l’apparente fissazione di Kim Jong Un per le parate notturne sarebbe da collegare a una motivazione prettamente estetica. Dal momento che le sfilate passano in rassegna nella piazza principale di Pyongyang, la Kim Il Sung Square, e che questa è stata rimodellata e fornita di una nuova illuminazione, le autorità nordcoreane sembrerebbero intenzionate a evidenziare uno dei simboli più importanti del loro Paese.

Non a caso, la Pyongyang moderna è stata costruita sulle rovine della città rasa al suolo al termine della Guerra di Corea. Tra il 1950 e il 1953, la capitale nordcoreana, riportano varie fonti, è stata travolta da una pioggia di bombe. Firmato l’armistizio con americani e sudcoreani, i nordcoreani hanno intrapreso la ricostruzione della nazione contando sul supporto di Unione Sovietica e, in parte, Repubblica Popolare Cinese. Il crollo dell’Urss (anni ’90) e l’avvento delle sanzioni hanno congelato l’economia della Corea del Nord, rendendo il Paese isolato e in balia di una mezza tempesta.

Prima Kim Il Sung, poi Kim Jong Il, hanno provato a superare il doppio impasse affidandosi al principio dell’autosufficienza. Eppure, senza il supporto di Pechino, decisivo dal Duemila in poi, Pyongyang avrebbe molto probabilmente già alzato bandiera bianca. Così non è stato. E, nonostante inevitabili difficoltà economiche, la Corea del Nord è riuscita a tirare a lucido Pyongyang, trasformando la vecchia città stalinista in un’apparente, moderna metropoli asiatica.

Pyongyang 2.0

Il governo nordcoreano ha continuato a migliorare lo skyline della capitale, costruendo quartieri dalle forme futuristiche, appartamenti di lusso, hotel bizzarri e tanto altri ancora. “(Le autorità ndr) hanno investito nella riqualificazione della Kim Il Sung Square e installato sistemi di illuminazione poco prima della parata di mezzanotte dello scorso ottobre”, ha detto, ad Asia Times, Chad O’Carroll, fondatore del sito NKNews.

“Esteticamente, (l’atmosfera ndr) sembra migliore. Le luci hanno una qualità simile a quelle che si possono trovare in uno stadio e sono eccellenti per la propaganda“, ha aggiunto l’esperto. La spiegazione di O’Carroll è convincente, visto e considerata l’importanza dell’impatto visivo per il governo guidato da Kim.

A quanto pare, nessuna trasmissione televisiva avrebbe mandato in onda la parata militare “live”, la quale sarebbe invece stata proposta alla popolazione soltanto il giorno seguente. I filmati, a differenza del passato, potrebbero essere spettacolari, visto che il governo ha aggiornato i protocolli di ripresa per manifestazioni d’alto livello. Oltre a droni telecomandati, capaci di filmare i soldati in marcia e la parte inferiore dei corazzati, durante il 73esimo anniversario della Corea del Nord spiccavano particolari telecamere UAV in volo sulla piazza. Tutte queste innovazioni si basano sulle stesse tecniche usate dalla Cina per filmare le proprie parate. Kim ha semplicemente aggiunto “l’effetto notte” per rendere il contesto ancora più impressionante.

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