Le milizie sciite contro gli Usa: “Adesso dovete lasciare l’Iraq”

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“Sconfitto l’Isis, gli Usa se ne devono andare dall’Iraq“. Ad affermalo è uno dei comandanti più autorevoli delle Forze di mobilitazione popolare irachene (Hashd al-Sha’abi), le milizie sciite che combattono contro l’Isis. Le parole di Qais al-Khaz’ali, Segretario della Lega dei giusti, sono state riportate da PressTv. “Mi appello al Segretario di Stato degli Stati Uniti – scrive su Twitter – Le vostre forze militari devono prepararsi a uscire dalla nostra patria, l’Iraq, immediatamente e senza indugi non appena Daesh verrà sconfitto”.

La dichiarazione giunge a seguito della presa di posizione del Segretario di Stato americano Rex Tillerson il quale, in una conferenza stampa tenutasi domenica a Riyad con la controparte saudita Adel al-Jubeir, ha affermato che l’Iran e tutti gli altri paesi che attualmente aiutano l’Iraq nella lotta contro lo Stato Islamico devono lasciare l’Iraq ora che la vittoria è vicina. 



Tillerson: “Le milizie iraniane devono lasciare l’Iraq”

“Certamente le milizie iraniane che sono in Iraq, ora che la lotta contro Daesh si sta avviando verso la conclusione, devono tornare a casa”, ha affermato il Segretario di Stato. “I combattenti stranieri devono lasciare l’Iraq e permettere al popolo iracheno di ricostruire la propria vita con l’aiuto dei propri vicini”. Un commento che non è affatto piaciuto al Primo ministro iracheno: “Nessuno ha il diritto di interferire nelle questioni interne irachene”, ha sottolineato Haider al-Abadi. Ora che lo Stato Islamico sta per essere sconfitto in Iraq, le potenze rivali si preparano al futuro: l’obiettivo, ambizioso, di Washington è quello strappare Baghdad dalla sfera d’influenza iraniana. 

Non a caso lo scorso fine settimana, durante il suo viaggio in Medio Oriente, il Segretario di Stato americano Rex Tillerson ha presieduto quello che potrebbe risultare un incontro assai rilevante fra i leader iracheni e sauditi – evento che segna un timido ravvicinamento tra due avversari di lunga data. Benché i risultati del meeting siano stati minimi, era dal 1990 che un Ministro degli esteri saudita non visitava l’Iraq.  

Sale la tensione tra Usa e Iran

Hashd al-Sha’abi, conosciuta anche come Unità di mobilitazione popolare (PMU), è l’ organizzazione militare sponsorizzata da Baghdad, formata da circa 40 milizie e 100 mila combattenti, prevalentemente sciiti, benché vi sia anche un cospicuo numero di sunniti, Yazidi e cristiani. Le milizie sciite hanno svolto un ruolo cruciale nella liberazione del paese a sud, nord-est e nord della capitale irachena, sin da quando i terroristi di Daesh hanno lanciato l’offensiva nel 2014. E ora queste chiedono agli Stati Uniti di abbandonare l’iraq, contesto nel quale si consuma la rivalità tra gli stessi Usa e la Repubblica Islamica dell’Iran. Le parole di Tillerson, infatti, sono state aspramente criticate anche dal ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, secondo il quale il Segretario di Stato americano “era sotto l’influenza dei petrodollari”. 

Daesh sconfitto entro la fine dell’anno” 

Il primo ministro iracheno Haider al-Abadi ha annunciato che lo Stato Islamico verrà sconfitto entro la fine dell’anno. La dichiarazione è arrivata martedì, cinque giorni dopo che le forze armate irachene, sostenute da combattenti alleati delle unità di mobilitazione popolare, hanno liberato dai terroristi dell’Isis la città strategica di Hawijah dopo più di due settimane di feroce battaglia. Una vittoria che ha messo fine alla presenza di Daesh nell’Iraq settentrionale. Ora lo Stato Islamico tiene sotto il suo controllo un territorio limitato che arriva al confine occidentale con la Siria – e comprende la città di al-Qaim. Abadi ha descritto questo evento come una “vittoria non solo dell’Iraq, ma di tutto il mondo”. Gli Stati Uniti vogliono contenere l’influenza iraniana nella regione e l’Iraq risulterà cruciale in questa delicata partita a scacchi.