La portaerei Theodore Roosevelt insieme al suo gruppo da battaglia (in inglese Carrier Strike Group o CSG) ha terminato il periodo di addestramento denominato “COMPUTEX” (Composite Training Unit Exercise) lo scorso 31 agosto e presto, dopo una sosta nella base navale di S. Diego, farà rotta verso il Pacifico Occidentale, come si legge dal sito dalla US Navy. Il dispiegamento in quell’area del globo del CSG composto dalla Roosevelt e dai cacciatorpediniere classe Arleigh Burke “Halsey”, “Preble”, “Higgins”, “Sampson” insieme all’incrociatore USS “Bunker Hill” della classe Ticonderoga era atteso da tempo, ma sembra che non sia previsto il rientro in patria dell’altro CSG che ora fa parte della VII flotta di stanza a Yokosuka facente capo alla portaerei USS “Ronald Reagan”; unità che ha sostituito la “Carl Vinson” pochi mesi fa.

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Il periodo di COMPUTEX è fondamentale per certificare la piena operatività di un gruppo da battaglia: vengono infatti messe alla prova le capacità di comando e controllo, le misure di sicurezza, le operazioni di ricerca e soccorso, il controllo dei danni in combattimento e delle capacità operative congiunte del CSG. Per questo durate il mese di addestramento in mare il gruppo da battaglia della portaerei Roosevelt ha percorso circa 7500 miglia effettuando nel complesso 9 rifornimenti d’altura ed effettuando in totale 1700 lanci di velivoli ad ala fissa. Fondamentalmente quindi durante questo periodo di addestramento vengono affrontati tutti i possibili scenari che una portaerei potrebbe trovarsi ad affrontare attraverso tutto uno spettro di missioni che vanno dal salvataggio di un equipaggio in mare sino ad affrontare minacce sottomarine o un attacco della componente aerea imbarcata.

L’altro gruppo da battaglia che in questo periodo è dislocato nell’area del Pacifico Occidentale, quello della portaerei “Ronald Reagan”, attualmente si trova ancorato nella baia di Hong Kong, almeno questa era la sua ultima posizione alla data del 4 ottobre. Se non dovesse ritornare a San Diego o non dovesse spostarsi verso il teatro di operazioni della V flotta, attualmente occupato dal CSG della portaerei “Nimitz” che sta incrociando tra le acque del Golfo Persico e quelle del Mar Arabico sin dal luglio di quest’anno, la US Navy si troverebbe ad avere presto due portaerei in quella “zona calda” dell’Estremo Oriente che va dal Mar Cinese Meridionale al Mar del Giappone. 

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Potrebbe trattarsi quindi di una mossa preventiva per mettere pressione su Pyongyang e sulla Cina in vista di un nuovo test missilistico nordcoreano? Per saperlo occorre, come sempre, “tenere d’occhio le portaerei”.