Secondo i dati forniti dalla Bbc, complessivamente, oltre 39 milioni di persone nel Regno Unito sono state vaccinate con la prima dose del vaccino anti-Covid 19, pari a tre quarti ella popolazione totale adulta, mentre a ricevere entrambe le dosi sono state almeno 20 milioni di persone. La corsa ai vaccini inglese è stata elogiata nel mondo come un modello da seguire e ora il Paese si prepara a ritirare le restrizioni vigenti, nonostante l’emergere della variante indiana stia preoccupando non poco gli esperti e ai 3300 nuovi casi di coronavirus registrati in un giorno: come riportato dall’agenzia Nova, il primo ministro britannico Boris Johnson ha infatti affermato che non vi sarebbero dati scientifici che suggeriscano che non si possano eliminare le restrizioni anti-Covid come previsto il 21 giugno. Tuttavia, Johnson ha anche affermato che la decisione finale sarà presa il 14 giugno, come previsto. Se la situazione peggiorerà drasticamente, il governo potrebbe essere costretto a fare marcia indietro e a rimangiarsi la parola sulla fine delle restrizioni – come l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi, il distanziamento sociale e altre limitazioni.

La folla entra al centro commerciale: “Mai più lockdown”

Le rassicurazioni del premier Johnson sul ritorno alla normalità, tuttavia, non bastano a placare gli animi delle migliaia di manifestanti che nel fine settimana hanno invaso il centro commerciale Westfield a Shepherd’s Bush chiedendo al governo di rimuovere le restrizioni e protestando contro il passaporto vaccinale avvallato e richiesto dallo stesso Johnson in vista del G7. Durante la protesta di sabato pomeriggio ci sono stati disordini e violenti scontri con la polizia e centinaia di manifestanti, riporta il Guardian, sono riusciti a entrare nel centro commerciale dove sono rimasti per circa mezz’ora. Un video condiviso proprio dal Guardian mostra Piers Corbyn, uno degli organizzatori delle proteste contro il lockdown, mentre si rivolge alla folla all’interno del centro commerciale attraverso un megafono. “Siamo qui come persone libere, ci organizzeremo in ogni comunità per prevenire ulteriori restrizioni. Mai più lockdown!”.

L’invasione del centro commerciale è arrivata dopo una marcia lunga chilometri che ha attraverso Londra e alla quale hanno preso parte migliaia di persone. È soltanto l’ultima di una serie di proteste contro le misure governative anti-Covid che nelle ultime settimane hanno attirato un cospicuo numero di persone. Un manifestante, intervistato dalla stampa inglese, ha motivato la sua partecipazione alla marcia di sabato spiegando di temere la repressione del governo contro i diritti civili e costituzionali, introdotta con il “pretesto” di combattere la pandemia. Ma il fulcro della protesta, come spiega Louise Creffield, fondatrice di Save Our Rights UK, una delle associazioni dietro la protesta, riguarda l’introduzione del passaporto vaccinale. “Una volta che perdiamo la nostra libertà medica non si può dire se e quando la riavremo indietro e dove questo pendio scivoloso potrebbe portarci”.

“Contro il passaporto vaccinale”

Save Our Rights Uk si batte nel Regno Unito contro l’introduzione del passaporto vaccinale. Come riporta il sito web dell’associazione, “attendiamo tutti con impazienza la riapertura della società, ma c’è una minaccia. Questa si presenta sotto forma di passaporti vaccinali o certificazioni di stato Covid-19 che violano la nostra libertà medica”. Secondo l’organizzazione non solo il governo di Londra “non dovrebbe rilasciare passaporti vaccinali o certificazioni di stato Covid-19”, ma “dovrebbe adottare misure proattive per impedire a chiunque altro stato di farlo”. È coercitivo e discriminatorio, spiegano, “farlo significherebbe che abbiamo perso la nostra libertà medica e autonomia corporea: una volta persa dove andremo a finire?”.

Save Our Rights ha avviato una campagna per fare pressione sul Primo Ministro e su tutti i parlamentari affinché approvino una legge sulla libertà medica – Medical Freedom Bill – che scongiuri l’introduzione di un passaporto vaccinale, spiegando che i diritti umani, nel Regno Unito, “sono minacciati” dai vaccini anti-covid.

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