“Donald J. Trump Stadium”: potrebbe chiamarsi così il nuovo impianto sportivo di Washington dedicato interamente alla NFL, il campionato professionistico di football americano. Il Presidente degli Stati Uniti avrebbe infatti chiesto alla squadra che lo sta costruendo, i Washington Commanders, di dare alla struttura il suo nome.
A rivelarlo è stata ESPN, che ha citato una fonte di primo piano della Casa Bianca, secondo cui la richiesta di Trump sarà “probabilmente” accolta da Josh Harris, il proprietario dei Commanders. Harris è un imprenditore molto impegnato nello sport: oltre alla squadra di football della capitale, possiede anche delle quote consistenti nella franchigia di basket dei Philadelphia 76ers, in quella di hockey dei New Jersey Devils e anche nel Crystal Palace, un club di calcio inglese.
Soprattutto, Harris è ritenuto piuttosto vicino all’amministrazione Trump. Secondo The Ringer, tra il 2015 e il 2020 ha fatto grosse donazioni in favore dei Repubblicani (650.000 dollari, contro 190.000 in favore dei Democratici), ma è stato anche un importante partner d’affari di Jared Kushner, genero ed ex consigliere del Presidente. Nel 2016, ad Harris era addirittura stato proposto un ruolo nell’amministrazione, in qualità di direttore dell’Ufficio per la gestione e il bilancio.
I due sono rimasti senza dubbio in ottimi rapporti, tant’è vero che lo scorso maggio Harris ha donato a Trump una maglia dei Commanders con il numero 47, un omaggio al 47° Presidente degli Stati Uniti. L’occasione era decisamente speciale, dato che si trattava dell’annuncio ufficiale dell’organizzazione del draft della NFL del 2027 proprio a Washington. E ieri pomeriggio Trump era anche presente alla partita dei Commanders contro i Detroit Lions, su invito di Harris.
Intitolare a Trump il nuovo stadio di Washington, però, potrebbe non essere così semplice, al netto dei rapporti tra il Presidente e il proprietario della franchigia. I Commanders copriranno la maggior parte dei costi di costruzione (2,7 miliardi di dollari sui 3,7 totali), ma l’impianto sarà di proprietà del Consiglio del Distretto di Columbia. Toccherà a questa istituzione, insieme al National Park Service, prendere la decisione definitiva sul nome dello stadio, mentre i Commanders potranno cedere i naming rights a uno sponsor. La nuova struttura prenderà il posto dell’attuale Robert F. Kennedy Stadium e sarà pronta per il 2030.
Per il momento, né i Commanders né la Casa Bianca hanno voluto commentare la rivelazione di ESPN, anche se la portavoce Karoline Leavitt ha detto alla testata che “Sarebbe un bellissimo nome”. Di sicuro, questa storia rappresenta l’ennesimo esempio del ruolo speciale che lo sport riveste nella propaganda trumpiana.
Notoriamente legato al mondo degli sport da combattimento, Trump impone ormai la propria presenza e il proprio ruolo in qualsiasi evento organizzato negli Stati Uniti. Lo si è visto lo scorso giugno, durante il Mondiale per Club di calcio, e lo si rivedrà certamente anche la prossima estate, con la Coppa del Mondo per squadre nazionali. D’altronde, il suo rapporto con il capo della FIFA Gianni Infantino è strettissimo, al punto che il dirigente svizzero ha presentato pochi giorni fa un premio speciale per la pace che verrà assegnato il prossimo 4 dicembre a Washington, durante il sorteggio del Mondiale. Ed è opinione comune che il vincitore sarà proprio Trump, in una sorta di “compensazione” per il mancato Nobel.
Un altro grande obiettivo della propaganda del Presidente americano nei prossimi anni saranno certamente i Giochi Olimpici di Los Angeles dell’estate del 2028. Trump ha inoltre già minacciato di spostare altrove la sede dell’evento, per punire i Democratici che governano la città californiana. Ottenere l’intitolazione di uno stadio a Washington, altro luogo che gli è particolarmente ostile, sarebbe un ulteriore modo per usare lo sport per il proprio prestigio personale e come ripicca verso chi non lo sostiene.
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