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Non è certo il miglior momento diplomatico tra due Paesi vicini geograficamente e importanti per gli equilibri politici del Mediterraneo occidentale. Il riferimento è all’Algeria e alla Spagna, due nazioni che da alcune settimane sono entrate in una fase piuttosto delicata sotto il profilo diplomatico. Algeri, in particolare, ha annunciato a inizio giugno l’interruzione dei rapporti commerciali con Madrid. Il tutto, almeno ufficialmente, per protestare contro il cambio di di Madrid sulla questione del Sahara Occidentale. Il governo spagnolo, in particolare, ha annunciato l’intenzione di sostenere il piano marocchino che prevede l’autonomia della regione in questione sotto la sovranità di Rabat. L’Algeria ha invece sempre supportato il Fronte del Polisario. Da qui lo screzio tra i due Paesi. Ma dalla Spagna non hanno dubbi: dietro il braccio di ferro avviato dagli algerini, ci sarebbe la mano della Russia.

Lo screzio tra Algeri e Madrid

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez nei giorni scorsi ha ufficialmente dichiarato, davanti ai parlamentari, la nuova posizione di Madrid sul Sahara Occidentale. Come detto, la Spagna sosterrà la linea marocchina e quindi la proposta sull’autonomia. Per Algeri si tratterebbe di tradimento. Appena un anno fa proprio dall’Algeria partiva alla volta di una clinica spagnola Brahim Ghali, leader del Polisario, la formazione in guerra con il Marocco e appoggiata dal governo algerino che da anni rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale. Ghali, affetto dai postumi del Covid, si è curato in una clinica vicino Saragozza. La scoperta di quell’episodio ha acceso una miccia diplomatica tra Rabat e Madrid, con il regno marocchino che ha accusato il governo spagnolo di ospitare un terrorista il quale risultava ricercato anche dalla stessa giustizia spagnola. In quel momento i rapporti tra l’Algeria e la Spagna sembravano molto solidi mentre, di contro, quelli tra Marocco e Spagna hanno toccato il minimo storico.

Ma alla fine la diplomazia ha ricucito gli strappi. Del resto spagnoli e marocchini condividono confini marittimi e terrestri, impensabile un ulteriore allontanamento tra i due Paesi. Negli ultimi mesi la situazione ha preso una piega non così favorevole ad Algeri. Il governo di Pedro Sanchez ha infatti deciso, proprio nell’ottica di un riavvicinamento al Marocco, di sostenere la linea di Rabat sul Sahara occidentale. L’Algeria è rimasta spiazzata: con la Spagna più vicina al regno marocchino, il rischio concreto è quello di una perdita di influenza nella regione mediterranea e nel mondo arabo. Sempre più Paesi, anche nella stessa Europa, appaiono pronti a dare manforte al piano marocchino per il Sahara Occidentale e i dirigenti algerini stanno avendo la percezione di un vero e proprio fallimento della propria politica estera.

Da qui la furiosa reazione di Algeri contro la Spagna. Il governo, in particolare, ha annunciato l’interruzione dei rapporti commerciali con il Paese iberico. Una posizione molto dura, ma in parte subito smorzata quando da Bruxelles le istituzioni comunitarie hanno fatto notare alla diplomazia algerina che un blocco contro Madrid corrisponde a un blocco contro l’Ue, essendo quello del Vecchio Continente un mercato unico. In poche parole, l’Europa ha promesso misure contro l’Algeria se dovesse persistere il blocco commerciale contro la Spagna.

La mano del Cremlino dietro lo scontro?

A Madrid sembrano avere pochi dubbi: dietro questa irruenta reazione algerina ci sarebbe la mano della Russia. Su El Pais, alcune fonti diplomatiche di Bruxelles hanno messo in relazione la minaccia del governo nordafricano di un blocco commerciale contro la Spagna, con le recenti visite di Sergej Lavrov, ministro degli Esteri russo, e Nicolas Maduro, presidente venezuelano, nella capitale algerina. Dal Cremlino e dagli alleati, in particolare, sarebbe stato lanciato un progetto volto a destabilizzare il fronte mediterraneo e il fronte meridionale dell’Europa, sfruttando l’Algeria. Il presidente algerino Tebboune del resto è rimasto in buoni rapporti con Mosca anche dopo l’inizio del conflitto in Ucraina. A lui i titolari della diplomazia russa avrebbero chiesto, cavalcando anche il nascente astio con Madrid, di agitare le acque del Mediterraneo. “Con tutta l’Europa che stringe i ranghi prima dell’invasione dell’Ucraina, la Russia vuole destabilizzare il fianco meridionale – si legge sul El Pais – e fare rumore per il vertice della Nato, che si terrà a Madrid il 29 e 30 giugno”.

Il piano russo potrebbe in effetti contenere delle insidie. Perché se da un lato l’Algeria rischia di tirarsi addosso un boomerang, compromettendo i rapporti commerciali con l’intera Europa e con lo spettro quindi di perdere il principale mercato di riferimento, è anche vero però che il Paese nordafricano ha alcuni margini di manovra. Margini legati soprattutto al gas, di cui l’Algeria è tra i più importanti esportatori. Ne sa qualcosa l’Italia, con il governo Draghi che ha ottenuto un aumento dell’export di materie prime verso il nostro territorio per i prossimi anni, in modo da andare progressivamente a sostituire una parte della quota di importazioni dalla Russia che si vorrebbe azzerare entro il 2027.

Dunque, l’Europa stessa non può permettersi di perdere per strada l’Algeria. E anche se la posizione della Spagna sul Sahara Occidentale non cambierà, così come di certo non varierà la posizione della Nato e dell’Ue sull’Ucraina, Mosca potrebbe provare ad aprire comunque un piccolo ma importante fronte diplomatico nel cuore del mare nostrum.

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