Necessità, interessi economici, strategia politica: questo è molto altro si trova alla base della scelta di Israele di avvicinarsi sempre di più alla Cina. Anzi, il paradigma funziona meglio se invertiamo i soggetti. È la Cina che, sfruttando il fattore commerciale, sta infilando i suoi artigli a Tel Aviv e dintorni.

Cinque società cinesi in gara

L’ultima notizia riguarda una gara pubblica indetta dal governo israeliano per la costruzione della linea verde della metropolitana leggera di Tel Aviv. A contendersi l’appalto ci sono cinque società cinesi, che presenteranno le loro offerte in una sfida fratricida. Come riporta il quotidiano israeliano Globes, in lizza troviamo China Railway Construction oltre a tre soggetti già attivi sul suolo israeliano. China Railway Tunnel Group è alle prese con la realizzazione della linea rossa della stessa metropolitana, mentre China Harbour sta costruendo una parte del porto di Ashdod. A seguire troviamo China State Construction, in passato vicina a entrare nel settore dell’edilizia residenziale d’Israele, e Power China, impegnata con la centrale idroelettrica di Gilboa.

La nuova linea verde

Gran parte della metro di Tel Aviv sarà dunque made by China. Il costo per la nuova linea verde è stimato in 15 miliardi di shekel, cioè più o meno 3,75 miliardi di euro. I lavori dovrebbero iniziare nel 2020 e comportano la realizzazione di un tunnel di quasi 5 chilometri assieme a tre stazioni sotterranee.

I rapporti sempre più stretti fra Pechino e Tel Aviv

Cina e Israele si sono avvicinati soltanto da pochi anni. Pechino mira a rubare lo storico alleato degli Stati Uniti offrendogli una mano per quanto riguarda la realizzazione di infrastrutture strategiche. Il piano fin qui funziona, visto che oltre sul porto di Asdod il Dragone ha le mani pure su quello di Haifa. Controllare i porti israeliani, per la Cina, significa avere uno sbocco nel Mar Mediterraneo, aspetto fondamentale per il progetto della Nuova Via della Seta. Dall’altra parte Israele spera di penetrare nel mercato cinese, e magari ritagliarsi un ruolo di primo piano nello scacchiere asiatico. Intanto basta imprimersi nella mente un dato: gli investimenti della Cina in Israele hanno toccato quota 16 miliardi di dollari, una cifra presto destinata ad aumentare.