Lo scorso febbraio, il presidente statunitense Donald Trump annunciava in un’intervista a Reuters la volontà di rinforzare e ampliare il potenziale nucleare del Paese. “Io sono il primo che vorrebbe vedere un mondo senza armi nucleari – ha sottolineato il tycoon – ma noi non possiamo rimanere indietro a nessuno, nemmeno ai paesi amici. Un mondo senza armi nucleari sarebbe meraviglioso, ma se molti paesi stanno sviluppando i propri programmi, noi dobbiamo essere in testa”.Il riarmo nucleare è visto da Trump come uno strumento necessario a ristabilire quell’egemonia statunitense minacciata dalle politiche disastrose dei precedenti leader. Tuttavia, le infrastrutture che supportano le armi nucleari del Paese avranno bisogno di investimenti ben più rilevanti di quanto non si pensasse inizialmente: secondo quanto emerso da un recente incontro svoltosi al Congresso, infatti, queste ultime si stanno deteriorando “a livelli allarmanti”. A darne notizia è Foreign Policy.Infrastrutture vecchie e superateSi tratta di tutto quel comparto di infrastrutture che supporta le armi nucleari degli Stati Uniti, tra cui: laboratori, impianti di produzione e complessi di stoccaggio delle armi costruiti almeno sei decenni fa e parzialmente abbandonati. Secondo la National Nuclear Security Administration (NNSA), braccio operativo del Dipartimento per l’energia, occorrerebbe investire circa 3,7 miliardi di dollari da spendere in riparazioni; interventi urgenti, secondo il deputato Tom O’Halleran, per via “di un rischio concreto di incidenti nucleari molto pericolosi”.Un trilione di dollari per i prossimi 30 anniSecondo Foreign Policy, per arrivare a un ammodernamento complessivo della sua riserva di armi nucleari e delle relative infrastrutture, il governo degli Stati Uniti dovrà versare più di 1 trilione di dollari nel corso dei prossimi 30 anni. Si tratta di una priorità assoluta per il Ministro dell’Energia Rick Perry, che dovrà fare i conti, tuttavia, con lo stato pietoso in cui versano le infrastrutture dell’NNSA. “Gran parte delle strutture dell’NNSA viene dall’epoca di Eisenhower” – afferma l’amministratore delegato Frank Klotz, nonché sottosegretario del Dipartimento dell’Energia. “Non vi è minaccia maggiore per la sicurezza che l’attuale stato delle infrastrutture” – osserva.Armi fatiscentiOltre alle infrastrutture vetuste, gli esperti temono che anche le stesse armi e i siti che le contengono siano a rischio. Nel 2012, tre attivisti anti-nucleari, tra cui una suora ottantenne, hanno fatto irruzione in una delle strutture sulla carta più sicure del paese, l’l’Y-12 National Security Complex a Oak Ridge, Tennessee. Superando una sicurezza imbarazzante e inesistente, i tre hanno trascorso due ore negli impianti di uranio. L’incidente ha scatenato le ire del Congresso e il Dipartimento dell’Energia ha promesso di intervenire.Armi nucleari, uno strumento di pace?Sembra una contraddizione in termini, ma per molti le armi nucleari sono uno strumento di pace. Secondo il politologo russo Sergey Karaganov, la deterrenza nucleare ha salvato il mondo: “Il mondo sta attraversando un periodo in cui i suoi due meccanismi di gestione stanno cadendo a pezzi – osserva i un’analisi pubblicata sull’ultimo numero di Limes -. Il primo, quello bipolare, sta cessando di esistere, nonostante i tentativi di rianimarlo in Europa attraverso il rinnovato confronto Nato-Russia.Anche il secondo, quello unipolare, si sta rapidamente disintegrando ed è ormai prossimo alla fine. Cosa si può fare per evitare il disastro? La deterrenza nucleare che ha salvato il mondo durante la guerra fredda – e continua a iniettare sobrietà nei circoli politici dei principali paesi – è una soluzione e deve essere rafforzata. Spero sia quello che Vladimir Putin e Donald Trump hanno in mente, rifiutando il romanticismo reazionario del disarmo nucleare”.Dello stesso avviso l’americano Robert Spalding, già membro del Council on Foreign Relations: “Le armi nucleari sono uno strumento di pace – scriveva nel 2013 sul Washington Post -. Gli aviatori e i marinai esperti assicurano che il conflitto nucleare sarà scoraggiato dal possibile uso delle armi stesse. Gli americani si sentono in colpa per il possesso di tale, terribile, capacità, di spazzare via la vita. Il giorno fondamentale fu il 6 agosto 1945.Quelli che lavorarono al progetto Manhattan, credevano di aver condannato il mondo alla fine. Non potevano sapere che lo avrebbero liberato. Dal 6 agosto 1945, sono morte circa 10 milioni di persone in guerre e conflitti. Prima dell’introduzione delle armi nucleari, le due guerre mondiali, da sole, ne avevano fatti almeno 100 milioni – una differenza di un punto decimale. Le armi nucleari sono un deterrente a prezzo accessibile. Il costo rappresenta meno del 3% del budget del Dipartimento della Difesa”.Ron Paul contro Trump e il nucleareDi tutt’altro avviso il senatore libertariano e anti-militarista Ron Paul, che attacca Trump: “Gli Stati Uniti hanno già 7 mila testate nucleati –  osserva – quante volte dobbiamo essere in grado di far saltare in aria il mondo? Dove troverà i soldi Trump? Vuole aumentare le tasse? Farà dei tagli alla spesa interna?”.