Gli elettori polacchi si recheranno alle urne, nella giornata di domenica, per il rinnovo del Sejm, la Camera bassa del Paese e del Senato ed eleggere così 460 nuovi deputati e 100 senatori. L’appuntamento elettorale è di primaria importanza per capire che direzione potrà prendere Varsavia nei prossimi anni: continuare lungo la via tracciata dal partito nazional-conservatore Legge e Giustizia, che governa dal 2015 oppure cambiare strada e dare fiducia alle opposizioni moderate che si sono raggruppate in diverse coalizioni: la Coalizione Civica, di ispirazione liberale oppure La Sinistra, di tendenze socialdemocratiche per concludere con la Coalizione Polacca, che ha un’ideologia di base cristianodemocratica. Il Sejm prevale sul Senato per quanto riguarda l’adozione dei provvedimenti legislativi: le leggi approvate dalla Camera Bassa devono poi passare per l’altro ramo del Parlamento ma, qualora questo li respinga, allora il Sejm con un nuovo voto positivo ed a maggioranza assoluta può annullare il veto del Senato. I 460 deputati verranno eletti con un sistema elettorale proporzionale ed una soglia di sbarramento piuttosto alta, che corrisponde al cinque per cento per i partiti ed all’otto per cento per le coalizioni, dovrebbe impedire un’eccessiva frammentazione degli schieramenti.

Una riconferma possibile

I sondaggi elettorali non lasciano molti dubbi su quale sarà il partito politico più votato alle consultazioni: secondo un aggregatore elaborato dal sito Politico, infatti, Legge e Giustizia è stimata intorno al 47 per cento dei consensi, la Coalizione Civica si attesta intorno al 28 per cento mentre sono molto più distanti La Sinistra al 13 per cento e la Coalizione Polacca con circa il 6 per cento dei suffragi. Sotto la soglia di sbarramento dovrebbero invece finire gli ultranazionalisti di Confederazione. Il movimento di governo potrebbe, inoltre, ottenere la maggioranza assoluta dei seggi anche senza raggiungere il cinquanta per cento dei voti: i consensi partiti che non superano lo sbarramento verranno infatti assegnati, come bonus, a chi lo supera. Legge e Giustizia si avvia così, salvo sorprese, a governare Varsavia per un nuovo mandato e questo esito era, da tempo, altamente prevedibile.

La Polonia non vive una fase di recessione dal 1992 ed, esaminando il potere d’acquisto, i polacchi sono più ricchi dei greci e si apprestano a superare i portoghesi. Il prodotto interno lordo cresce a ritmi vertiginosi, più 5 per cento quest’anno e la congiuntura economica favorevole consente al partito di governo di promettere l’istituzione di benefit e sussidi in caso di vittoria: dall’innalzamento del salario minimo ai controlli sanitari gratuiti per chi ha più di quarant’anni, meno tasse per gli imprenditori e più supporto agli agricoltori. Nel mese di giugno le autorità hanno inoltre esteso ,anche alle famiglie con un solo figlio, l’elargizione di un benefit mensile di 110 euro ed ha piani per introdurre detrazioni fiscali per gli under 26, da cui non ha particolare supporto elettorale. Il presidente Trump ha inoltre candidato la Polonia ad entrare nel programma Visa Waiver e ciò consentirà ai cittadini di poter viaggiare verso gli Stati Uniti senza dover affrontare il lungo processo burocratico del visto. Legge e Giustizia riesce inoltre ad attrarre i consensi degli elettori più conservatori grazie al suo appoggio ai valori tradizionali e religiosi. L’affluenza elettorale giocherà comunque un ruolo decisivo e la motivazione con cui gli elettori di Legge e Giustizia si recheranno o meno alle urne sarà un fattore chiave per determinare l’esito del voto.

Le strategie dell’opposizione

L’opposizione politica si presenterà al voto, seppure aggregata in tre diverse coalizioni, particolarmente frammentata. Le tre alleanze coprono un vasto spettro ideologico che va dalla socialdemocrazia al liberalismo  ed al cristianesimodemocratico, Il problema, però, è che difficilmente questi movimenti riusciranno a formulare un convincente programma unitario a causa delle forti differenze interne. La decisione della Coalizione Civica di candidare Malgorzata Kidawa-Blonska, erede di un nota figura politica del passato, come primo ministro ha rappresentato una svolta inaspettata che potrebbe portare benefici in termini di voti ma che, al tempo stesso, sottolinea la debolezza di Piattaforma Civica. Il leader di quest’ultima formazione, Grzegorz Schetyna, è particolarmente impopolare e necessita del carisma necessario per aspirare alla poltrona di premier ed il movimento ha così cercato di trovare un’alternativa. Il compito delle opposizioni è comunque reso difficile dall’impressionante serie di risultati economici positivi e di programmi di supporto sociale messi in piedi da Legge e Giustizia.

Questi successi, in un certo senso, tendono a riflettersi nella dialettica politica e tolgono peso e spazio alle tesi di chi non è al governo, che difficilmente verrà ritenuto potenzialmente migliore di chi ha fatto così bene. La precarietà delle posizioni dell’opposizione può essere sottolineata dalla decisione delle tre coalizioni di presentare un candidato unico per ciascun collegio uninominale del Senato, che adotta un sistema elettorale differente rispetto al Sejm. In questo modo le forze politiche sperano di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi nella Camera Alta e di bloccare ed arginare, almeno temporaneamente, le proposte legislative di Legge e Giustizia. Bisognerà poi vedere se tutte e tre le alleanze riusciranno a superare lo sbarramento dell’otto per cento e ciò sarà particolarmente importante per La Sinistra e per i partiti che la compongono, al momento non rappresentati nel Parlamento uscente.  L’Alleanza per la Sinistra Democratica, ad esempio, è stata tra il 1989 ed il 2005 il principale movimento progressista del Paese per poi naufragare, a causa di una serie di scandali e non riuscire nemmeno ad ottenere seggi nelle consultazioni del 2015.

In caso di riconferma di Legge e Giustizia nelle consultazioni di domenica è probabile che, nel prossimo futuro, i rapporti tra Varsavia e Bruxelles, non particolarmente buoni, possano tornare ad esacerbarsi. Le posizioni nazionaliste e secondo alcuni osservatori anti-democratiche del partito al potere su diverse tematiche, infatti, hanno suscitato più volte le ire delle istituzioni europee. Legge e Giustizia, invece, non ha esitato a difendere la propria ideologia politica ed il proprio programma elettorale in più occasioni. Il rischio è una crescente polarizzazione tra i diversi strati della popolazione polacca, in particolare tra città e campagne, tra l’ovest più progressista e l’est più conservatore e tra giovani ed anziani, con le prime denominazioni che tendono a supportare maggiormente le opposizioni progressiste mentre i secondi appoggiano il governo uscente. Il risultato delle urne sarà fondamentale per capire che direzione prenderà il Paese ed avrà di certo ripercussioni sulle dinamiche interne all’Unione Europea.