Il Mozambico continua a prepararsi, in un clima incerto, per le importanti elezioni legislative e presidenziali del prossimo 15 ottobre. Il Frelimo, di tendenze politiche socialdemocratiche ma dal passato marxista-leninista, guida il Paese dal lontano 1975 e dovrebbe ottenere l’ennesima conferma elettorale. Bisognerà però vedere se la Renamo, il principale movimento di opposizione schierato su posizioni più conservatrici, accetterà pacificamente l’esito del voto. I due gruppi si sono fronteggiati armi in pugno dal 1975, anno dell’indipendenza dal Portogallo, al 1992 e non hanno una tradizione di buone relazioni reciproche. La lunga guerra civile provocò migliaia di morti ed ingenti distruzioni che inibirono le possibilità di sviluppo economico del Paese. A partire dal 2013 la Renamo, guidata dallo storico leader Afonso Dhlakama poi venuto a mancare nel 2018, è tornata ad opporsi violentemente al governo di Maputo e a dar vita ad una ribellione a bassa intensità. Il 6 agosto del 2019 Filipe Nyusi, Presidente del Mozambico ed Ossufo Momade, nuova guida politica della Renamo, hanno firmato un accordo di pace che dovrebbe servire a pacificare la nazione ed a favorire l’organizzazione delle consultazioni.

Un percorso difficile

Una delle conseguenze più importanti dell’intesa siglata tra Frelimo e Renamo consisterà nell‘elezione diretta, per la prima volta dall’indipendenza del Paese, dei governatori delle province. Questa forma di decentralizzazione dovrebbe portare all’ascesa di almeno alcuni esponenti dell’opposizione ai vertici del potere locale. Le perduranti sconfitte subite negli anni dalla Renamo avevano infatti contribuito a generare un senso di marginalizzazione tra i suoi elettori ed alcune consultazioni svoltesi nel Paese non sono state, in ogni caso, del tutto libere e democratiche. La dialettica politica tra le parti continua ad essere tesa e non mancano veri e propri incidenti violenti. Momade è stato recentemente oggetto, ad esempio, del lancio di pietre da parte dei sostenitori del Frelimo nel corso di un evento elettorale. Una fazione della Renamo, inoltre, non ha accettato la firma degli accordi di pace con gli esponenti governativi e minaccia spargimenti di sangue nel caso non sia siglata un’intesa separata che la veda coinvolta. Mariano Nhongo, leader di questo gruppo, ha promesso violenze e la minaccia sembra carica di cattivi presagi. Il mancato ricambio ai vertici del potere, che sostanzialmente non è mai avvenuto dall’indipendenza ad oggi, non ha consentito lo sviluppo di una vera e propria democrazia nel Paese e questo ha reso l’opposizione sempre più incattivita ed il partito al potere sempre più sicuro delle proprie posizioni.

Le prospettive economiche

Un periodo di forti tensioni politiche o nel caso peggiore un ritorno al conflitto su media o larga scala è destinato ad incidere sulle buone potenzialità di sviluppo economico del Mozambico. La scoperta di riserve di gas naturale nel bacino di Rovuma, che non inizieranno ad essere sfruttate prima del 2023, genererà in quell’ anno e secondo l’Economist Intelligence Unit (EIU) una crescita del 7,5 per cento. Il Paese ha compiuto, negli ultimi anni, consistenti passi in avanti nella riduzione del livello di povertà passato, tra il 2008 ed il 2014, dal 59 al 48 per cento della popolazione. Il livello di crescita del Prodotto Interno Lordo per il 2019 è stimato al 2%, lontano dalla media del 3,7 per cento sperimentata tra il 2016 ed il 2018. Su questa riduzione delle performance hanno pesato una serie di problemi economici interni ed il devastante impatto dei cicloni tropicali Idai e Kenneth sulla produzione agricola.

Nuove possibilità di sviluppo potrebbero poi giungere anche dall’estero. Mosca, nell’ambito del suo progetto di espansione in Africa, ha recentemente siglato accordi di cooperazione con Maputo in ambito energetico e militare. La Federazione Russa ha deciso di cancellare il 95 per cento del debito del Mozambico nei suoi confronti e la presenza di armamenti russi è stata registrata in diverse zone del Paese. Gli accordi firmati consentiranno, a Mosca, di inviare personale militare in loco per addestrare l’esercito locale. Sulla stabilità del governo mozambicano pesa anche il conflitto, limitato alla provincia di Capo Delgado, con il gruppo islamista Ansar al-Sunna. Le violenze, che durano da circa due anni, hanno portato alla morte di trecento persone  ed alla fuga di migliaia di altre. Non è chiaro se anche lo Stato Islamico possa essere attivamente coinvolto negli scontri che, più in generale. rappresentano una vera e propria spina nel fianco per Maputo. L’importanza delle imminenti consultazioni non è limitata alla sola dinamica  politica ma è destinata ad avere ricadute ben più ampie.