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Il primo ministro inglese Boris Johnson ha dichiarato al presidente russo Vladimir Putin, nel corso di un breve incontro avvenuto ai margini della Conferenza di Berlino sulla Libia, che non potrà esserci una normalizzazione nei rapporti tra Regno Unito e Russia finché Mosca non avrà interrotto le proprie attività destabilizzanti che minacciano la sicurezza. Il premier ha evidenziato che la posizione del suo Paese circa la vicenda di Salisbury non è mutata e che attacchi di questo genere non dovranno avere luogo in futuro. Il riferimento è al tentato omicidio di Sergei Skripal, ex ufficiale militare russo ma anche agente dei servizi segreti inglesi e della figlia Yulia avvenuto il 4 marzo del 2018, mediante l’uso di un’arma chimica, nella città di Salisbury. Il governo del Regno Unito ritiene i servizi segreti russi responsabili di questo grave episodio che ha di certo contribuito ad un peggioramento delle relazioni bilaterali.

Incertezze e contrasti

Mosca ha sempre negato ogni coinvolgimento nella vicenda di Salisbury ma ciò non è evidentemente bastato a sbloccare una situazione che potrebbe venir influenzata negativamente anche dalla vittoria elettorale di Boris Johnson. Il premier, infatti, ricopriva la carica di Ministro degli Esteri nell’esecutivo di Theresa May quando ebbe luogo la tentata uccisione e si era scagliato con particolare decisione contro Mosca definita, come riportato da Forbes,”una forza maligna e distruttiva”. Johnson aveva poi paragonato l’organizzazione dei Mondiali di calcio del 2018 da parte della Federazione Russa a quella messa in atto dalla Germania nazista di Adolf Hitler in occasione delle Olimpiadi del 1936: un’offesa molto grave nei confronti di un Paese che ha subito immani perdite di vite umane e gravi distruzioni a causa dell’invasione nazista del 1941. Le prospettive, dunque, non sembrano buone e la dipartita del Regno Unito dall’Unione Europea, che di certo non intrattiene buoni rapporti con Mosca, non dovrebbe sostanzialmente modificare un quadro che continua ad essere piuttosto difficile.

Le prospettive

Le relazioni tra Londra e Mosca risentono, in ogni caso, di una serie di problematiche relative allo scacchiere europeo: l’espansione verso est tanto dell’Unione europea quanto della Nato hanno infatti portato ad una progressiva riduzione dei margini di manovra della Federazione russa nel Vecchio Continente. Mosca si è trovata, nel giro di pochi anni, a dover giocare sulla difensiva e a dover proteggere il confine dello spazio post-sovietico ritenuto, fino a poco tempo prima, invalicabile ed in seguito minacciato dalla formazione di governi filo-occidentali in Ucraina e dalle vicende moldave e georgiane. Le sanzioni comminate alla Federazione eussa per quanto accaduto in Crimea, poi, hanno contribuito ad una cristallizzazione di una crisi piuttosto seria. Non sono molti gli esecutivi europei, infatti, che godono di buoni rapporti con il Cremlino anche se tra questi spicca l’Ungheria di Viktor Orban. Il futuro dei rapporti bilaterali tra Regno Unito e Federazione russa risentiranno, dunque, delle tensioni già presenti nel Vecchio Continente e dei contrasti geopolitici in atto: sembra improbabile che qualcosa possa cambiare nel breve termine e solamente un evento di ampia portata oppure una grave crisi regionale potrebbe modificare uno stato di cose che perdura da ormai molto tempo.