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La Finlandia ha, sin dall’indipendenza giunta nel 1917 in seguito al crollo dell’Impero Russo e ad una sanguinosa guerra civile, una difficile e complessa relazione con Mosca. I rapporti, nel corso dei decenni, hanno attraversato fasi burrascose, culminate nel duplice conflitto del 1939-1940 e del 1941-1944 e momenti di coesistenza pacifica seppur segnata da una certa tensione, come nel corso della Guerra Fredda. La caduta dell’Unione Sovietica ha restituito ad Helsinki una maggiore libertà di movimento nella sfera dei rapporti internazionali ponendo fine alla neutralità forzata assunta dal Paese fino al 1990 e consentendo alla Finlandia di aderire, nel 1995, all’Unione Europea. Un eventuale ingresso nella Nato, però, è ancora una sorta di taboo politico in Finlandia: la Federazione Russa potrebbe considerare come un atto ostile l’espansione dell’alleanza militare lungo i suoi confini.

Le relazioni con la Nato e con Mosca

I rapporti tra Helsinki e l’Alleanza Atlantica, sin dalla caduta dell’Unione Sovietica, sono molto migliorati ed il Paese nordico ha avuto di inviare i propri soldati in supporto di alcune operazioni militari a guida Nato, come in Afghanistan e nei Balcani. Le relazioni sono talmente buone da far ritenere che la Finlandia sia divenuta, de facto, parte dell’organizzazione militare ed Helsinki ha dato un altro dispiacere a Mosca fornendo il proprio appoggio alle sanzioni imposte da Bruxelles alla Federazione Russa in seguito all’annessione della Crimea. In più occasioni, però, il Cremlino ha avvertito la leadership politica finlandese di conseguenze piuttosto serie qualora il Paese avesse finito con l’aderire alla Nato e più in generale Helsinki non può trascurare le proprie relazioni con Mosca, sia per ragioni di contingenza geografica che di convenienza politica. Bisogna anche aggiungere, infine, che l’opinione pubblica sembrerebbe non manifestare un particolare entusiasmo in materia: un sondaggio realizzato nel dicembre del 2019, infatti, segnala che appena il 20 per cento dei finlandesi sarebbe in favore dell’adesione all’Alleanza Atlantica mentre il 56 per cento è contrario ed il 24 per cento incerto.

Le prospettive

Le prospettive geopolitiche della Finlandia sono strettamente legate ai rapporti tra Russia ed Unione Europea: un aumento delle tensioni ed una seria minaccia agli interessi nazionali di Helsinki, infatti, potrebbero spingere i finlandesi a schierarsi in massa in favore della Nato mentre, al contrario, una fase prolungata distensione renderebbe la questione superflua. La Finlandia, in ogni caso e malgrado un’estensione territoriale notevole, si trova in una condizione di inferiorità permanente, dal punto di vista bellico, nei confronti di Mosca. Il Paese, nell’improbabile e remoto caso di un conflitto tra i due blocchi e qualora fosse parte dell’Alleanza Atlantica, sarebbe il primo ad essere colpito da un’offensiva russa che, grazie all’ovvia superiorità numerica dell’esercito di Mosca, sarebbe probabilmente destinata, almeno nel lungo termine, ad avere successo. La membership nell’Unione Europa, ad ogni modo, offre uno scudo parziale ad Helsinki nei confronti della Russia e potrebbe anche rivelarsi sufficiente ancora per molti anni a venire.