Lo Stato islamico ha lasciato passare solamente due ore prima rivendicare l’omicidio dell’agente francese sugli Champs Elysées. Al solito, il proclama di terrore è stato diffuso da Amaq, l’agenzia del Califfato, ed è stato poi rilanciato da Rita Katz. Ci sono però alcune anomalie rispetto alle rivendicazioni passate dell’Isis.
1. I terroristi hanno fatto subito conoscere l’identità del presunto killer. Come mai? L’attentatore, nel laconico comunicato dei jihadisti, viene chiamato con il nome di battaglia Abu Yousif al-Belgiki e sarebbe un soldato del Califfo molto vicino alla linea di comando dello Stato islamico. Tuttavia, i media d’oltralpe affermano che il vero killer del poliziotto francese sarebbe Karim C. Isis ha cercato di sviare le ricerche dei poliziotti?2. La rivendicazione è stata subito tradotta in francese e in inglese. Come scrive Marta Serafini su Il Corriere, “nonostante la macchina di propaganda del Califfato soffra da tempo per la censura messa in campo dai colossi del web e dalle campagne di disinformazione messe in campo dall’intelligence di mezzo mondo, sono numerosi i Bot, gli account fantasma, che hanno spammato il testo della rivendicazione”. Il che significherebbe che l’ufficio propaganda dei terroristi gode ancora di ottima salute.3. La velocità. Lo Stato islamico ha impiegato 4 ore prima di rivendicare gli attentati di Parigi del 2015. Otto, invece, per quelli di Bruxelles nel 2016. La rivendicazione dell’attacco di ieri è stata fatta dopo una sola ora. Una mossa per avere più visibilità mediatica? Oppure un nuovo modus operandi?
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