Il portavoce del Ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, accusa la Coalizione guidata dagli Stati Uniti di crimini di guerra in Iraq. L’episodio in questione è il bombardamento di venerdì scorso a Daquq, cittadina che si trova a circa 30 km a sud di Kirkuk, dove due velivoli militari avrebbero colpito un funerale uccidendo almeno 15 persone e ferendone una cinquantina.LEGGI ANCHE: La Stalingrado del Medio OrienteKonashenkov ha reso noto che i radar russi avevano identificato due velivoli in fase di attacco nella zona citata, ma senza registrare la presenza di jihadisti dell’Isis e aggiungendo che attacchi di questo tipo avvengono frequentemente ad opera di aerei della Coalizione.La Combined Joint Task Force (CJTF), che coordina le operazioni military della Coalizione in Siria e Iraq, ha dichiarato di non avere prove del fatto che propri velivoli siano responsabili dei bombardamenti a Daquq.Intanto la scorsa settimana fonti irachene rendevano noto che Ryan al-Kildani, a capo delle milizie irachene Al-Hashd al-Shaabi, aveva protestato dopo che le milizie dell’Isis, in fuga da Mosul verso la Siria, non erano state prese di mira dagli aerei della Coalizione.Le dichiarazioni di al-Kildani si riallacciano a un presunto accordo citato da fonti russe, raggiunto tra Washington e Riyadh per garantire il passaggio di novemila jihadisti da Mosul verso la Siria orientale per utilizzarli contro Assad e Mosca.LEGGI ANCHE: La resistenza dello Stato islamicoLe medesime fonti affermavano inoltre che non solo gli aerei della Coalizione avrebbero prevalentemente colpito edifici e zone disabitate di Mosul, ma che il presidente uscente Barack Obama avrebbe addirittura un’operazione di terra per liberare Mosul, da effettuarsi in ottobre.[Best_Wordpress_Gallery id=”323″ gal_title=”Prosegue la battaglia di Mosul”]Curiosamente però, lo scorso 17 settembre, aerei di Washington avevano colpito “per errore” ma con estrema precisione truppe regolari siriane a Deir ez-Zor che stavano contrastando l’Isis. Nei bombardamenti sono morti 83 soldati siriani e più di cento sono rimasti feriti.
Fonti statunitensi da tempo affermano invece che tali dichiarazioni non sono altro che propaganda mediatica iraniana e russa per screditare le attività anti-Isis della Coalizione. Certo è che ci sono più di 150 km tra Mosul e il confine siriano, non dovrebbe dunque essere difficile per gli aerei della Coalizione poter identificare e distruggere i convogli dei jihadisti.È quanto si augura Mosca:“Speriamo che i nostri partner della Coalizione internazionale si rendano conto di quali sarebbero le conseguenze del lasciar scorazzare per il Medio Oriente bande di jihadisti. I terroristi devono essere distrutti a vista e non inseguiti da un Paese all’altro”, ha dichiarato il Generale Valery Gerasimov.
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