La Cina ha da tempo messo nel mirino l’America Latina, una regione strategica non solo per le opportunità commerciali che può offrire al Dragone, ma anche per la sua posizione geografica, situata a pochi passi dal confine con gli Stati Uniti, in quello che molti chiamano “cortile di casa degli Usa”.
Quest’anno Pechino ha intensificato gli sforzi per rafforzare le sue relazioni economiche nell’area latinoamericana, chiudendo accordi con Paesi che, nel recente passato, avevano sempre guardato al mercato statunitense come principale loro fonte di affari. Certo, Washington è sempre il partner commerciale numero uno dell’America Latina, ma la Repubblica Popolare Cinese è salita al secondo posto, dopo il record nel commercio bidirezionale raggiunto nel 2022.
Scendendo nei dettagli, secondo il Global Development Policy Center della Boston University i Paesi della regione hanno esportato oltre la Muraglia beni per un valore di circa 184 miliardi di dollari, importandone per circa 265 miliardi. Cifre di tutto rispetto, che hanno consentito al gigante asiatico, tra le altre cose, di migliorare la propria capacità di abbattere le barriere commerciali e promuovere l’uso internazionale dello yuan, la moneta nazionale cinese.
Il South China Morning Post ha intanto sintetizzato le cinque escursioni più importanti effettuate dalla Cina in America Latina dallo scorso gennaio ad oggi.

1. L’accordo di libero scambio con l’Ecuador
L’11 maggio, dopo un anno di negoziazioni, è arrivata la fumata bianca per l’accordo di libero scambio tra Cina ed Ecuador. Il Ministero del Commercio cinese ha fatto sapere che il patto creerà un clima commerciale “conveniente e trasparente” tra le due parti. Quito spedirà verso Pechino prodotti minerari, petrolio e frutti di mare, in cambio, presumibilmente, di fabbricati e prodotti d’uso quotidiano. Attraverso questa intesa il Dragone si è sostanzialmente aperto un nuovo mercato.
2. L’accordo commerciale con El Salvador e Honduras
Più che per l’accordo in sé, che porterà alla Cina limitati benefici economici, l’intesa assume una rilevanza strategica in quanto El Salvador era uno degli ultimi Paesi a riconoscere Taiwan come Stato indipendente. El Salvador ha rotto i rapporti diplomatici ufficiali con Taipei nel 2018 a favore del riconoscimento formale della Cina continentale. Il presidente Nayib Bukele ha dichiarato nel 2022 che El Salvador e la Cina avrebbero avviato i propri colloqui di libero scambio e cercato di concludere un accordo il prima possibile. Anche l’Honduras intende negoziare un proprio accordo di libero scambio con la Cina continentale, chiudendo le porte a Taiwan.
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3. Gli accordi con il Brasile
Il Brasile, la più grande economia dell’America Latina, ha chiuso 15 accordi con la Cina in occasione della visita a Pechino del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. Le intese riguardano vari ambiti, dallo sviluppo congiunto dei satelliti, all’economia digitale, senza scordare l’agevolazione del commercio. In precedenza, i due Paesi avevano raggiunto un accordo sullo yuan per consentire ad entrambe le parti di ridurre l’esposizione al dollaro statunitense.
4. L’intesa con l’Argentina
L’Argentina, la seconda economia più grande del Sud America, ha deciso di utilizzare lo yuan cinese per pagare 1,04 miliardi di dollari di importazioni cinesi ad aprile. Il ministro dell’Economia argentino, Sergio Massa, ha annunciato la decisione ad aprile, dopo un incontro con l’ambasciatore cinese Zou Xiaoli.
5. Gli accordi con il Nicaragua
Dal 1 maggio, la Commissione tariffaria doganale del Consiglio di Stato cinese ha iniziato a consentire importazioni esenti da dazi di carne bovina, frutti di mare, cavi e abbigliamento dal Nicaragua. I tagli tariffari estendono un importante sostegno cinese al Paese centroamericano che aveva tagliato i legami con Taiwan nel 2021.

