La geopolitica della corsa allo spazio
LEGGI IL MAGAZINE IN INGLESE

Raggiungere la pace attraverso l’invio di una massiccia fornitura di armi all’Ucraina è una logica che in Italia non è condivisa da tutti. Lo ha sottolineato l’ambasciatore russo a Roma, Sergej Razov, probabilmente riferendosi non soltanto ai cittadini italiani ma anche e soprattutto ai partiti politici.

Nelle ultime ore, infatti, il tema dell’invio di armi a Kiev sta letteralmente spaccando la maggioranza. Nell’occhio del ciclone troviamo il Movimento 5 Stelle, nella cui bozza c’è spazio per un impegno a non procedere ulteriormente su questa linea. Si da il caso, tuttavia, che il ministro degli Esteri sia Luigi Di Maio, in principio astro nascente del Movimento e oggi sempre meno brillante e sempre più in rotta di collisione con i suoi colleghi. La posizione del capo di Di Maio, infatti, è chiara: “Quella bozza ci disallinea dall’alleanza della Nato e dell’Ue. La Nato è un’alleanza difensiva, se ci disallineamo dalla Nato mettiamo a repentaglio la sicurezza dell’Italia”.

Il partito si è letteralmente spaccato in due tronconi. C’è chi, come il deputato Gianluca Vacca, ha applaudito l’intervento del ministro dichiarando che la bozza “è la dimostrazione dell’ambiguità della linea politica del M5S sulla politica estera”. E chi, al contrario, come il vicepresidente del M5S, Michele Gubitosa, ha sparato a zero sul  ministro: “Mi domando quanto al governo rappresenti ancora il M5s, o se stia rappresentando solo sé stesso o qualcun altro”, ha detto, intervistato da Fanpage.



Un’occasione da non perdere

Una maggioranza non compatta, uno dei partiti chiave spaccato a metà sul da farsi, un’opinione pubblica che ribolle, preda di una guerra di propaganda incrociata e fake news. Sul tavolo ci sono tutti gli ingredienti perfetti per consentire alla Russia di sfruttare la situazione a proprio vantaggio. In che modo? Insinuandosi nelle immense spaccature politiche create dai dubbi del M5S.

Le parole di Razov sono più significative che mai. Nel corso di un’intervista rilasciata a Scenari Internazionali, l’ambasciatore ha lanciato un messaggio emblematico: “La logica secondo cui la massiccia fornitura di armi all’Ucraina sarebbe un mezzo per arrivare alla pace mi sembra quantomeno bizzarra. In sostanza si tratta di alimentare all’infinito la situazione di conflitto e di moltiplicare vittime e distruzioni. Questa logica, a quanto mi risulta, è lungi dall’essere condivisa da tutti, anche in Italia”.

Il pasticcio del M5S

Sia chiaro: Mosca fa il proprio gioco. Al contrario, è il M5s che sta pericolosamente scoprendo i fianchi del governo italiano. Nella bozza dei pentastellati, infatti, si legge che l’invio di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari “dovrà essere accompagnato da un rafforzamento dell’azione diplomatica vista l’urgenza che il perdurare del conflitto impone”.

Meno armi e più diplomazia, sembra essere la posizione di una parte del partito. Una posizione che, indipendentemente dai giudizi che essa può smuovere, non mette d’accordo tutto il partito né – ed è questo l’aspetto più grave – è coerente con la maggioranza del governo. I grillini, semmai, avrebbero dovuto risolvere internamente le proprie magagne, senza far emergere pericolose contraddizioni.

Anche perché i russi possono sfruttare gli errori del M5S per insistere con la propria narrazione. “Il fatto è che le armi italiane saranno utilizzate per uccidere militari russi. Questo introduce nelle nostre relazioni bilaterali un altro elemento negativo che non possiamo ignorare”, ha dichiarato, non a caso, Razov. “Dove finiranno queste armi e in quali regioni al di fuori dell’Ucraina saranno utilizzate in futuro sono domande a cui non c’è risposta”, ha quindi calcato la mano l’ambasciatore, ben conscio di far leva sui dubbi degli italiani.

In tutto questo, il M5S non sta facendo altro che offrire al Cremlino pericolose praterie. Non a caso, il senatore Primo Di Nicola, molto vicino a Di Maio, ha spiegato che le parole dell’ambasciatore russo sull’invio delle armi sembrano “purtroppo un plauso alle intenzioni espresse dalla risoluzione M5S che sta girando in queste ore”. “L’endorsement di Razov a quella che è l’apparente posizione di una parte del M5s ci riempie di imbarazzo e vergogna. Rischiamo di portare il M5S e l’Italia dalla parte sbagliata della storia”, ha dichiarato Di Nicola, secondo quanto riportato dall’Ansa. “Non si può giocare con le alleanze e la sicurezza del nostro Paese. Non possiamo fare un favore a Putin mentre continua a bombare l’Ucraina. Cosa hanno in mente i vertici M5S? Spero ci ripensino per il bene dell’Italia”, ha quindi concluso il senatore pentastellato.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.