L’asse Italia-Trump funziona. E Leonardo batte i francesi di Airbus

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L’Italia ha scelto: fra Stati Uniti e Unione europea, preferisce i primi. L’amministrazione Trump garantisce pieno sostegno al governo italiano, in particolare alla sua ala sovranista (leggi Lega), mentre Bruxelles ha da tempo avviato una politica del tutto conflittuale con Palazzo Chigi, colpevole di aver sfidare le regole e i vincoli europei, ma anche di aver messo in dubbio la bontà dell’asse franco-tedesco.

Così, Roma ha deciso di spostare il suo asse verso l’Atlantico. E questa mossa sta cambiando (e non poco) le strategia italiane da un punto di vista economico, commerciale ma anche militare. Chiaramente nulla è gratuito. Come confermato anche dal viaggio di Giancarlo Giorgetti negli Stati Uniti – preceduto dal tour del sottosegretario Guglielmo Picchi sempre oltreoceano -, Washington ha chiesto a Palazzo Chigi garanzie politiche e strategiche. Ma i colossi italiani possono avere degli ottimi guadagni, a partire dall’industria bellica, anche nel settore della cyber-sicurezza.

La conferma arriva in queste ore non solo dal tour Usa di Giorgetti, ma anche dalle mosse di Angelo Tofalo, sottosegretario alla Difesa, e Leonardo. Il sottosegretario interverrà domani all’apertura del workshop “Cybersecurity, challenges and opportunities for Italy and the Usa”. Un incontro importante perché, come sottolineato dallo stesso Tofalo: “Il tema della sicurezza cibernetica è di interesse nazionale. Non ci sono Paesi che possono sentirsi al sicuro dagli attacchi cibernetici. È compito dello Stato affrontare le sfide del futuro e cogliere le opportunità del quinto dominio”.

Sfide cui è particolarmente interessata Washington, ma che interessano anche l’Italia non solo dal lato strategico, ma anche sotto il profilo commerciale. E non a caso Tofalo, proprio a gennaio, ha incontrato il sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti, Ellen Lord, per discutere di accordi industriali e di cooperazione nel settore della Difesa e della Cyber. Discussione affrontata anche con il generale Edwin Wilson, responsabile del settore della cyber defense.

La prima interessata al consolidamento di questa alleanza atlantica fra Italia e Stati Uniti è Leonardo. Il colosso italiano, ad Atlanta, ha annunciato ad Heli-Expo la produzione del primo simulatore ‘Full Motion’ al mondo per il convertiplano Aw609 e la nascita del primo simulatore Usa per l’Aw169. I due simulatori saranno installati presso la Training Academy di Philadelphia e saranno operativi nel 2020. I mezzi saranno poi usati da Rotorsim, la joint venture di Leonardo e Cae. Il tutto con un investimento dell’Academy di 65 milioni di dollari.

Ma non c’è solo il campo dei simulatori. Perché l’azienda guidata da Alessandro Profumo ha manifestato anche enormi successi nel campo degli elicotteri civili. Come scritto nel comunicato di Leonardo: “Nel 2018 l’Azienda si e affermata come il primo costruttore di elicotteri civili al mondo per valore con una quota del 40%, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Le consegne di elicotteri ai clienti di tutto il mondo e per tutti gli impieghi sono state significativamente più alte rispetto alle 149 unità del 2017. Tale leadership è confermata anche negli Usa, uno dei principali ‘home market’ dell’Azienda. Leonardo infatti è stato per due anni consecutivi il costruttore capace di generare i maggiori ricavi attraverso le consegne di elicotteri civili”. E proprio in America, la flotta elicotteristica è passata negli ultimi 10 anni da 200 a più di 450 unità.

Questo ha un significato particolare: perché nel 2018 Leonardo ha superato i francesi di Airbus nel campo civile Airbus, la concorrente francese.Un motivo di vanto per l’azienda italiana, con cui cresce negli Stati Uniti sfidando la Francia anche grazie all’accordo parallelo con l’Air Force per consegnare 84 elicotteri. Un appalto da 2,4 miliardi ottenuto grazie alla collaborazione con Boeing.

Questo rafforzamento della partnership italo-americana arriva in un periodo in cui Francia e Germania stanno facendo il possibile per costruire un loro sistema industriale in grado di competere con i colossi americani. Ed è interessante notare che l’esclusione dell’Italia dai giochi dell’asse franco-tedesco stia in realtà dando come frutto non l’isolamento italiano ma lo spostamento del baricentro di interessi italiani dall’Europa all’America. Un cambiamento molto importante che arriva proprio nel momento in cui Emmanuel Macron e Angela Merkel vorrebbero costruire un polo industriale e di Difesa alternativo rispetto alla partnership con l’America.