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Ucraina e India sono unite da un Gruppo di lavoro per la cooperazione economica che si riunisce periodicamente e il volume del loro interscambio commerciale aumenta su base annua, tuttavia la loro collaborazione spazia dal farmaceutico alla difesa, passando per alta tecnologia e aeospazio. I loro legami bilaterali sono buoni, estesi ed in crescita al punto tale che, nonostante l’ostacolo Crimea, non sarebbe del tutto scorretto parlare di “Ucraindia“.

Gli accordi militari

Fra il 3 e il 5 febbraio Bangalore ha ospitato Aero India 2021, un festival dell’aeronautica militare a cadenza biennale che attrae spettatori da tutto il mondo. L’Ucraina era presente all’evento con una delegazione corposa – 80 persone – e di alto livello capitanata da Andriy Taran, il titolare del Ministero della Difesa, che ha colto l’occasione per concludere quattro accordi da settanta milioni di dollari e discutere lo stato delle relazioni bilaterali con l’omologo indiano, Rajnath Singh.

Gli accordi prevedono la vendita di armamenti ucraini all’esercito indiano e la fornitura di servizi di mantenimento ed ammodernamento per quelli venduti in precedenza, e riflettono la centralità di Kiev nell’aggiornamento dell’arsenale sovietico di Nuova Delhi.

È in India, più che in ogni altra nazione, che l’Ucraina ha maturato una consapevolezza molto importante: ha a disposizione le strutture, i mezzi e gli esperti per poter sviluppare una “diplomazia delle riparazioni militari“. Dal 2009, ad esempio, Kiev si sta occupando di trasportare nella modernità la flotta di cento Antonov An-32 in possesso all’Aviazione militare indiana: quaranta sono stati trattati nel Paese postsovietico, e gli altri sessanta stanno venendo curati in una base ad hoc situata a Kanpur (India).

Gli accordi siglati durante Aero India, comunque, non prevedono soltanto servizi di manutenzione e aggiornamento, ma anche la vendita di armamenti e velivoli militari, tra i quali l’Antonov an-178. Terminato il festival aeronautico, una parte della delegazione ucraina è rimasta in India per rifinire il contenuto degli accordi e sondare il terreno per lo stabilimento di forme di collaborazione con l’ente ufficiale per la ricerca e lo sviluppo nella difesa, il DRDO.

Taran, rientrato in patria dopo aver raggiunto gli accordi, ha invitato la controparte indiana ad effettuare una visita di stato ufficiale in Ucraina, a partecipare alle esercitazioni multinazionali Sea Breeze 2021 e a valutare la possibilità di introdurre programmi di scambio per favorire la mobilità e la formazione dei migliori soldati indiani nelle scuole militari ucraine e viceversa.

Non solo armi

La delegazione ucraina che ha partecipato ad Aero India era composta quasi esclusivamente, oltre che da ufficiali di governo, da membri di UkrOboronProm, l’associazione di imprese riunente più di cento firme coinvolte nella produzione di tecnologia militare. Yuriy Husyev, direttore generale dell’ente, era tra i membri della delegazione ed è colui che ha guidato i negoziati.

Armi e diplomazia delle riparazioni a parte, Husyev ha approfittato dell’opportunità per lanciare una proposta: maggiore cooperazione nell’aerospazio. Secondo quanto riferito dalla stampa indiana, l’argomento è stato preso in considerazione e se ne discuterà al prossimo vertice del Gruppo di lavoro, programmato per quest’anno.

Particolarmente forte è, poi, la collaborazione nel settore farmaceutico: le più grandi aziende farmaceutiche indiane, tra le quali Ranbaxy e Sun Group, hanno degli uffici di rappresentanza a Kiev, dove la loro agenda viene ivi promossa tramite l'”Associazione dei produttori farmaceutici indiani in Ucraina”, e l’India è il terzo mercato di riferimento per l’acquisto di prodotti farmaceutici dell’Ucraina. Non è una coincidenza, alla luce di questi fatti, che l’esecutivo ucraino abbia voluto rivolgersi a Nuova Delhi per soddisfare il proprio fabbisogno di vaccini contro il Covid19.

L’Ucraina, attraverso l’India, sta riducendo la propria dipendenza simbiotica dalla Russia, perfezionando, inoltre, delle abilità sempre possedute ma sulle quali non ha esercitato un adeguato leveraggio – come esplicitato dalla diplomazia delle riparazioni militari. L’India, a sua volta, vede nell’Ucraina una porta d’ingresso per l’Europa, un teatro di competizione con la Cina e, ultimo ma non meno importante, un ponte per la Russia. È per via di queste ragioni che, potendo risultare attualmente forzata l’immagine di “Ucraindia”, in futuro le cose potrebbero mutare drasticamente.