Nell’arco di tre di anni, Kim Yo Jong è passata dal quasi anonimato all’essere, de facto, la numero due dell’organigramma politico della Corea del Nord. Sia chiaro: oltre il 38esimo parallelo, la sorella di Kim Jong Un ha sempre ricoperto mansioni e cariche di primissimo livello. Eppure, Miss Kim raggiungerà tuttavia la fama internazionale soltanto a cavallo tra il 2019 e il 2020, quando la sua faccia inizierà ad apparire in pubblico con una certa continuità. È a quel punto che i media si accorgono di lei e si chiedono da dove diavolo sia saltata fuori quella bizzarra donna, apparentemente l’ombra del presidente nordcoreano.

Kim Yo Jong ha timbrato la sua prima apparizione sui media nazionali alla fine del 2011. Da quel momento in poi si è occupata di presentare agli occhi dell’opinione pubblica l’immagine del fratello maggiore, in modo tale che Kim Jong Un risultasse un leader forte. In seguito alle misteriose scomparse dalla scena del Grande Leader – siamo intorno al maggio-giugno 2020 – la figura di Miss Kim è improvvisamente tornata sotto i riflettori. Prenderà il posto del fratello, ormai gravemente malato o addirittura morto? Questa è stata la domanda che molti analisti si sono fatti, salvo poi placare i facili entusiasmi in seguito alla ricomparsa di Kim Jong Un.

All’epoca, la risposta era senza ombra di dubbio negativa, perché una donna non avrebbe mai potuto eludere l’alone confuciano e poi, soprattutto, perché Kim era vivo e vegeto, pronto a trainare la Corea del Nord nella battaglia contro il Covid (ufficialmente mai entrato nel Paese). Eppure, in modo inaspettato, nel momento più delicato, ecco la promozione che non ti aspetti. Kim in persona ha chiarito che sua sorella è di fatto la sua numero due. Non si spiega altrimenti la promozione della donna, entrata a far parte del massimo organo decisionale del paese, la Commissione per gli affari di Stato (Sac).

La promozione, annunciata dall’agenzia stampa di Stato Kcna, sottolinea il ruolo sempre più importante di Miss Kim come confidente e consigliera del fratello maggiore. Kim 34 anni, è l’unica donna a entrare nel Sac, nell’ambito di un ricambio che ha visto nove dei membri della Commissione destituiti o messi a riposo. L’anno scorso, ricorda la Cnn, i servizi sudcoreani la definivano “la numero due de facto” del paese, ma il suo status ufficiale non era sempre chiaro. Capo della propaganda del regime, i media internazionali hanno cominciato a interessarsi a lei nel 2018 quando è arrivata in Corea del sud alla testa della delegazione nordcoreana alle Olimpiadi di Pyeongchang.

Aprendo una piccola parentesi politica, come ha notato il sito specializzato di affari nordcoreani, NkNews, l’ultimo rimpasto ai danni del potere nordcoreano suggerisce una certa volatilità al vertice. In ogni caso, gli esperti adesso si interrogano sul fatto che la Corea del Nord possa essere pronta a prepararsi al primo leader donna della storia. Miss Kim ha fatto passi da gigante, e potrebbe presto prendere le redini della nazione: è questo il pensiero diffuso da un discreto numero di esperti.

Le speculazioni aumentano. Restano però da sciogliere almeno due nodi: 1) per quale motivo Kim dovrebbe lasciare carta bianca a sua sorella in un momento del genere?; e 2) ammesso e non concesso che in un futuro non troppo lontano Kim abbandoni il proprio ruolo, siamo sicuri che Miss Kim attraverserà un lungo red carpet? Difficile dirlo, anche se Kim Yo Jong ha aggiunto nuove esperienze nel suo percorso di crescita politica. La sensazione, in ogni caso, è che a Pyongyang sia in atto una sorta di rinnovo, tanto nelle cariche che nell’approccio da utilizzare in fase di trattativa con Washington.