Il fuoco che divampa per le strade San Bartolomé de Pinares, centinaia di cavalli che iniziano a trottare sul selciato, il rintocco delle campane che dà il via ai festeggiamenti. Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio, il piccolo comune della provincia di Avila, comunità di Castiglia e Leon, si trasforma in uno dei luoghi più suggestivi della Spagna profonda. Lo diventa per festeggiare il santo patrono, Sant’Antonio Abate. E lo celebra con una delle notti più affascinanti e ricche di significato del Paese iberico: la notte de Las Luminarias.

Nessuno conosce perfettamente quando è nata questa tradizione. Come tutte le tradizioni, affonda le sue radici in un passato quasi mitico, in cui l’origine storica si fonda con la leggenda. C’è chi dice che sia tutto nato nel 1700, quindi in un periodo anche abbastanza recente della storia. Ma c’è chi ritrova anche degli elementi medievali che ripercorrono indietro la storia del Paese, quasi a tornare indietro nel mondo pagano e precristiano.

Quello che è certo, è che la storia di questa festa affonda nella Spagna rurale e contadina. E infatti si festeggia Sant’Antonio Abate considerato il protettore degli animali. L’idea è che la festa nasca per gli allevatori, per ingraziarsi il santo proteggendo gli allevamenti dalle epidemie. Per questo, viene usato il fuoco, che da sempre simboleggia la purificazione. E si narra che un tempo non dovessero passare attraverso i falò solo i cavalli e gli asini, ma anche i buoi e le pecore. Tutti gli animali che rappresentavano il pilastro della vita contadina di San Bartolomé de Pinares. E che dovevano purificarsi, attraverso il passaggio fra le fiamme, dalle malattie.

Oggi la festa è diversa. La Spagna sta cambiando. Ma l’importanza della celebrazione è rimasta immutata. Specialmente per un paese piccolo e rurale come è San Bartolomé. Gruppi di amici, famiglie e persone che saranno poi celebranti attivi della festa vanno nei boschi intorno al paese prima del 16 per raccogliere fascine, fiori e legna per poi bruciarli durante la notte tra il 16 e il 17.

Al tramonto, le persone iniziano a mettere quello che hanno raccolto in montagna per le strade. Generalmente ognuno mette le sue “luminarias” nello stesso luogo dell’anno precedente. Poi, dopo qualche ora, i rintocchi dei vespri segnano l’inizio della festa. Dalla parrocchia escono i sacerdoti e il “mayordomo“, mentre il paese risuona di tamburi, cornamuse e flauti. E verso le 21:00, i cavalli iniziano a girare per la città saltando attraverso i falò, attraverso las luminarias,  passando per le strade piene di fiamme e fumo. Cavalli e cavalieri danzano fra i fuochi del paese fino alle 11, quando poi le campane segnano la fine delle celebrazioni e della musica. Finisce la notte de Las Luminarias. Mentre San Bartolomé continua a tenere vivi i fuochi per tutta la notte, fino a che si conclude la festa di Sant’Antonio.