“Cina, se ci ascolti, perché non trovi le dichiarazioni dei redditi di Donald Trump?”. È la provocazione che ha lanciato l’ex Segretario di stato ed ex candidata alle elezioni presidenziali del 2016, Hillary Clinton, alla conduttrice Rachel Maddow, durante la puntata dello show che va in onda sulla Msnbc.

“Immagina Rachel di avere uno dei candidati democratici per il 2020 nel tuo show e che questa persona si rivolgesse all’unico altro nostro avversario come la Russia, la Cina – ha detto la democratica rivolgendosi alla conduttrice – così perché devono divertirsi solo i russi? E visto che la Russia chiaramente sostiene i repubblicani, perché – ha ironizzato – non chiediamo l’aiuto della Cina?”. “E non solo, Cina, se ci stai ascoltando, perché non ottieni le dichiarazioni dei redditi di Trump?” ha proseguito Hillary Clinton. “Sono sicuro che i nostri media ti premieranno ampiamente.”

Hillary Clinton in tv contro Trump e Russia

Come ricorda Politico, le dichiarazioni dell’ex Segretario di stato fanno il verso a una dichiarazione analoga di Donald Trump sulle e-mail di Hillary Clinton che risale alla campagna elettorale del 2016. “Russia: se stai ascoltando, spero che tu sia in grado di trovare le 30mila email che mancano”, disse Trump. “Penso che probabilmente sarai ricompensato con grande eco dalla nostra stampa”.

Sulla tv americana Clinton ha detto che il fatto più importante che ha appreso leggendo il rapporto redatto del consigliere speciale Robert Mueller è che la Russia ha condotto una “interferenza radicale e sistemica” nelle elezioni del 2016 e “non è stata ritenuta responsabile”. L’ex candidata dem ha detto di essere preoccupata e sicura del fatto che la Russia interferirà anche nelle elezioni del 2020.

Secondo l’ex Segretario di stato americano “i russi hanno avuto successo” nel seminare “discordia e divisione” nel Paese, aiutando Donald Trump a vincere le elezioni. Secondo Clinton, inoltre, i dem hanno perfettamente ragione nel chiedere le dimissioni del Ministro della giustizia William Barr, dopo che quest’ultimo ha deciso di non presentarsi dinanzi alla alla commissione giustizia del Congresso che voleva interrogarlo sul Rapporto Mueller.

L’isteria di Hillary contro la Federazione Russa

Il flop dell’inchiesta sul Russiagate non ha dissuaso i democratici Usa dall’abbandonare la narrativa dell’interferenza russa. Anzi. D’altro canto si tratta di una strategia funzionale a giustificare l’atteggiamento aggressivo dell’establishment Usa nei confronti di Mosca.

Come spiega Stephen M. Walt, uno dei maggiori esperti di relazioni internazionali al mondo e Professore alla Harvard Kennedy School nel suo ultimo libro The Hell of Good Intentions. America’s Foreign Policy elite and the Decline of U.S. Primacy,“un vecchio metodo per vendere una politica estera ambiziosa è quello di enfatizzare i pericoli stranieri. Se l’opinione pubblica ritiene che il Paese si trovi di fronte a minacce imminenti dall’estero, è più probabile che sostenga gli sforzi energici per contenere, costringere, isolare, degradare o eliminare tali pericolo. L’esagerazione delle minacce ha una lunga storia nella politica estera degli Stati Uniti, specialmente da quando gli Usa hanno assunto il ruolo di leader globale dopo la Seconda Guerra mondiale”.

Come vi avevamo già raccontato, esistono due studi approfonditi commissionati dallo stesso Senato degli Stati Uniti e realizzati dall’University of Oxford’s Computational Propaganda Research Project e da New Knowledge che sembrano ridimensionare fortemente la portata della “minaccia russa” paventata da Hillary Clinton, che non ha mai accettato il risultato elettorale delle elezioni del 2016.

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