Dopo l’attentato occorso nei confronti dell’Ambasciatore russo nella capitale turca, Andrey Karlov, i rapporti tra Turchia e Russia potrebbero aver raggiunto un altro minimo nel giro di pochi mesi. La questione, ancora una volta, riguarda le vicende legate alla situazione in Siria, che sembrerebbe giunta ad un bivio dopo la liberazione di Aleppo Est da parte delle truppe vicine al governo di Assad coadiuvate dall’aviazione russa.Il deserto siriano ha creato non pochi imbarazzi alle relazioni diplomatiche tra Ankara e Mosca. Sebbene il quadro di questo ultimo evento sia ancora tutto da chiarire, le fonti citate dalla stessa rappresentanza diplomatica russa in Turchia parlano di una matrice islamista nell’attentato. Non è ancora chiaro il ruolo della Turchia nell’appoggio ai ribelli anti-Assad, ma gli attriti sulla posizione curda nella faccenda ha creato non poche noie tra Erdogan, la Russia e anche gli Stati Uniti.Nei mesi precedenti, tra lo scoppio della crisi in Ucraina e l’intervento russo in Siria i rapporti tra la Turchia e il Cremlino hanno subito notevoli scossoni, in positivo e in negativo. Dopo l’accordo sul Turkish Stream, in sostituzione del Soutrh Stream, pareva che Erdogan e Putin avessero superato scaramucce di decenni. Nel novembre 2015, tuttavia, l’abbattimento del Sukhoi S24 lungo il confine turco-siriano aveva incrinato pesantemente le relazioni tra i due Paesi, causando anche l’emissione di sanzioni a carico di Ankara, creando difficoltà economiche per 9 miliardi di euro.Il 16 luglio scorso, dopo lo sventato colpo di stato da parte dell’esercito turco nei confronti di Erdogan avevano riavvicinato Mosca ed Ankara. In tale occasione era trapelata la notizia che fossero stati i servizi russi ad avvertire Erdogan di ciò che stava accadendo, provocando una veemente controreazione da parte del Sultano. Sulla base di tali accadimenti pareva esserci stato un riavvicinamento tra il Sultano e Putin, tanto che era stato dato l’annuncio della ripresa delle trattative per il Turkish Stream, interrotte nel novembre 2015 a seguito dell’abbattimento del caccia russo.Nella realtà dei fatti, tuttavia, non si è mai chiarita la posizione della Turchia rispetto all’affaire siriano. Le azioni militari turche hanno sempre smentito sul campo questa nuova intesa raggiunta tra Mosca ed Ankara, specialmente nel foraggiamento dei ribelli anti Assad, che continuavano ad ottenere rifornimenti in armi dalla Turchia in cambio del petrolio estratto dai territori occupati.Alla luce di tale grave violazione del Diritto sulle relazioni diplomatiche e consolari, una volta appurata la matrice dell’attentato, sapremo con certezza come si evolveranno i rapporti tra i due Paesi che, ad oggi, vivono una condizione di grave instabilità.

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