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Il Covid-19 potrebbe rivelarsi deleterio per le relazioni commerciali bilaterali tra Cina ed Iran, che intessono da anni proficui scambi di beni. Il primo quadrimestre del 2020, rispetto al medesimo arco temporale del 2019, avrebbe visto crollare di circa il 40 per cento il volume d’affari tra le parti. Il valore complessivo degli scambi commerciali ammonterebbe a circa 5,36 miliardi di dollari, un calo marcato in confronto agli 8,76 miliardi di dollari del 2019. A guadagnarci, secondo quanto segnalato dall’ Amministrazione generale doganale cinese, sarebbe stata proprio Pechino: le importazioni iraniane dalla Cina sarebbero infatti cresciute del 3 per cento rispetto al 2019 mentre le esportazioni di Teheran sarebbero crollate del 61 per cento. L’80 per cento dell’export iraniano è costituito dal petrolio mentre il rimanente è costituito da minerali e prodotti chimici.

Un’alleanza strategica

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ed il suo omologo cinese Xi Jinping avevano definito le relazioni tra i due Paesi, nel corso di una conversazione telefonica svoltasi alla fine di aprile, come speciali e strategiche. I due avevano inoltre parlato di rapporti commerciali promettenti, da potenziare con accordi bilaterali e lo sviluppo di progetti infrastrutturali comuni. Xi Jinping ed Hassan Rouhani avevano poi criticato l’atteggiamento degli Stati Uniti definito come una minaccia alla pace, sicurezza e stabilità della regione dal Capo di Stato iraniano e Xi Jinping aveva espresso riserve sulle sanzioni americane nei confronti di Teheran. Uno dei collanti che tiene unite due nazioni, ideologicamente così diverse, è proprio l’inimicizia e la rivalità con Washington, che sotto l’Amministrazione Trump ha assunto atteggiamenti ancora più ostili nei confronti delle parti.

Il caso Venezuela

La protezione della Cina è di grande importanza per Teheran e alcuni sviluppi sembrerebbero  provarlo. L’Iran è riuscito ad inviare rifornimenti di greggio in Venezuela per supportare l’esecutivo di Nicolas Maduro, sempre più in difficolta a causa della crisi economica, senza che gli Stati Uniti intervenissero per impedire un’azione ritenuta ostile. Il supporto di Pechino ha probabilmente avuto il suo peso nell’inibire una reazione da parte di Washington ed in questo modo la Repubblica Popolare ha rafforzato ulteriormente gli ottimi rapporti con Iran e Venezuela.

Il rischio dipendenza

La partnership tra Cina ed Iran deve fare i conti con il forte squilibrio di forze esistente tra i due Paesi: c’è il rischio, dunque, che Teheran possa sviluppare una dipendenza eccessiva nei confronti della Repubblica Popolare Cinese e dei suoi investimenti, come nel caso della Nuova Via della Seta. L’Iran è tra i maggiori beneficiari dell’iniziativa commerciale e la posizione geografica del Paese lo rende uno snodo vitale per favorire l’espansione di Pechino in Asia centrale e nel Caucaso. La Cina dovrebbe investire 120 miliardi nei trasporti e nelle infrastrutture iraniane ed i due Stati hanno inoltre firmato un accordo di cooperazione contro il terrorismo nel 2016. Non è escluso, però, che Pechino consideri Teheran come una semplice pedina per rafforzare le proprie posizioni nella regione: le tensioni internazionali hanno portato la Repubblica Popolare a ridurre le importazioni di petrolio dall’Iran ed a sostituirle con quelle provenienti dall’Arabia Saudita, nemico strategico del Paese. Il partenariato tra Cina ed Iran è stato inoltre strumentale alla diffusione del Covid-19 nella nazione mediorientale, che risulta tra le più colpite dal virus.