I dati parlano chiaro: nel 2021, il diabete ha colpito 38,4 milioni di americani, pari all’11,6% della popolazione, con 29,7 milioni di casi diagnosticati e 8,7 milioni non diagnosticati. Di questi, 2 milioni, inclusi 304.000 bambini e adolescenti, avevano il diabete di tipo 1, mentre circa 352.000 giovani sotto i 20 anni avevano una diagnosi di diabete (0,35% di quella fascia d’età). La prevalenza è particolarmente alta tra gli anziani, con il 29,2% (16,5 milioni) delle persone di età pari o superiore a 65 anni affette. Ogni anno vengono diagnosticati 1,2 milioni di nuovi casi e 97,6 milioni di adulti presentano pre-diabete.
La dieta tipica americana sta riducendo l’aspettativa di vita di molti cittadini, con morti legate a un’alimentazione scorretta che superano quelle causate dal fumo. Circa la metà dei decessi per malattie cardiache negli Stati Uniti, quasi 900 al giorno, è infatti attribuibile a una cattiva alimentazione. Ne è consapevole il segretario alla salute dell’amministrazione Trump, Robert Kennedy Jr. Conosciuto al grande pubblico per alcune posizioni controverse, tra cui lo scetticismo sui vaccini, l’avvocato ambientalista è anche un nemico giurato dei cibi processati: per questo motivo, come riporta il Financial Times, ora le politiche di Kennedy stanno ricevendo un sostegno inaspettato da parte di molti esperti.
Per una nuova politica alimentare negli Usa
Kennedy, infatti, è un critico accanito degli interessi corporativi e ha puntato – da tempo – il dito contro l’industria alimentare statunitense, accusandola di provocare una “crisi” di salute pubblica. “Il problema è che l’industria guadagna tenendoci malati”, ha dichiarato ad aprile. La sua retorica, che riecheggia lo slogan Make America Healthy Again (Rendere l’America di nuovo sana), ha trovato eco tra alcuni esperti di alimentazione, che vedono nella sua attenzione alle malattie croniche un’opportunità per portare un tema da sempre trascurato negli Stati Uniti al centro dell’agenda nazionale.
Kennedy ha infatti indicato gli alimenti iperprocessati chimicamente come principali responsabili dell’epidemia di malattie croniche negli Stati Uniti, come obesità, diabete e disturbi autoimmuni. Durante le audizioni di conferma al Senato, Kennedy ha definito questi alimenti un “veleno”, soprattutto per i bambini, promettendo di eliminarli da programmi federali come lo Snap. Gli ultraprocessati costituiscono circa il 60% della dieta americana, arrivando al 70% per bambini e adolescenti, e sono associati a problemi di salute come obesità, malattie cardiache e persino un aumento del rischio di morte precoce.

Insieme alla segretaria all’agricoltura Brooke Rollins, Kennedy sta lavorando per aggiornare le linee guida alimentari nazionali entro l’autunno, che fungeranno da base per i programmi nutrizionali, i pasti scolastici e la politica alimentare. Tra le proposte, un divieto totale degli zuccheri aggiunti, un netto cambiamento rispetto all’attuale raccomandazione di limitarli a meno del 10% dell’apporto calorico giornaliero. Kennedy ha criticato le linee guida attuali come “un documento di 453 pagine che sembra scritto dall’industria alimentare”.
La controffensiva dell’industria alimentare
L’industria alimentare ha già iniziato a organizzare una controffensiva, specialmente contro le proposte di limitare l’uso dei sussidi alimentari per acquistare bevande zuccherate e snack. Kennedy ha anche preso di mira i coloranti alimentari artificiali, annunciando piani per eliminarne otto, definiti dai suoi alleati come “coloranti a base di petrolio”. Questa mossa si allinea con iniziative statali, come quella della West Virginia, che ha approvato una legge per vietare sette coloranti alimentari per il loro presunto legame con iperattività e autismo.
Ma quali sono le più grandi industrie alimentari negli Stati Uniti? Sono aziende come PepsiCo (86 miliardi di dollari di fatturato), leader in bevande e snack con marchi come Pepsi e Lay’s, e Tyson Foods (53 miliardi di dollari), specializzata in carne (pollo, manzo, maiale), che guidano il settore delle proteine e degli snack. A queste si aggiunge un colosso come Nestlé (40 miliardi di dollari di fatturato) che eccelle in alimenti confezionati e caffè, mentre Kraft Heinz (26 miliardi di dollari ) domina con condimenti e pasti pronti. General Mills (20 miliardi di dollari) è nota per cereali come Cheerios, e Conagra Brands (12 miliardi di dollari) per surgelati. Mars, Incorporated (15 miliardi di dollari) copre dolciari e cibo per animali, mentre Cargill (165 miliardi di dollari su scala globale) è un colosso nelle materie prime e nella filiera alimentare.
Chi sono i principali azionisti di queste aziende? Naturalmente, i grandi fondi finanziari come BlackRock, Vanguard Group e State Street Corporation, in “guerra” con l’amministrazione Trump su più fronti, non ultimo questo.
La relazione tra politica e salute è spesso decisiva per lo sviluppo della società. In questo articolo abbiamo raccontato una pagina di storia dell’America contemporanea che, però, dice molto a tutti noi. Aiutaci a seguire questi temi fondamentali, abbonati e resta al fianco di InsideOver!
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