L’accusa di Trump a Biden

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C’è una linea sottile che lega la famiglia Biden alla Cina, e Donald Trump, il rivale di Joe Biden, il Democratico che con ogni probabilità sfiderà il tycoon alle prossime elezioni presidenziali americane del 2020, ha intenzione di sfruttare al meglio questa falla. Di solito accade l’esatto opposto, con Trump coinvolto in scandali di ogni tipo, veri o presunti che siano; questa volta la situazione è ribaltata. L’inquilino della Casa Bianca, stanco di essere sempre nell’occhio del ciclone, ha pensato di lasciare il suo posto privilegiato nella vasca degli squali a qualcun altro. O almeno ci sta provando. Ma cosa c’entra la Cina con i Biden? Facciamo un passo indietro e cerchiamo di ricostruire l’intera vicenda.

Il jolly di Trump

Trump deve affrontare una procedura di impeachment, cioè una messa in stato di accusa, per aver chiesto al presidente dell’Ucraina, Volodymir Zelensky, di indagare su un presunto abuso di potere riguardante Joe Biden. Mentre quest’ultimo, nel 2014, era il vicepresidente di Barack Obama nonché il membro dell’amministrazione più impegnato nelle vicende ucraine, suo figlio, Hunter Biden, entrava a far parte del consiglio di amministrazione di Burisma Holdings, la più grande compagnia ucraina di gas naturale la cui proprietà era appena stata accusata di corruzione. E per di più lo faceva senza aver alcuna esperienza nel settore né conoscenze del Paese. Arriviamo ai giorni nostri, con Trump che ha chiesto a Zelensky di fare luce sulla vicenda. Per rispondere all’impeachment conseguente a questa richiesta, il tycoon ha chiamato in causa la Cina, dicendo ai media che Pechino, anzi Xi Jinping in persona, farebbe bene a indagare su Joe Biden e suo figlio Hunter. “Quello che è accaduto in Cina è grave quanto quel che è accaduto in Ucraina”, ha poi aggiunto Trump. Ancora più grave, considerando che la Cina è il nemico numero uno di Washington.

Il ruolo del figlio di Biden in Cina

Apriti cielo. L’opinione pubblica ha subito pensato al peggio: Trump sta cercando in tutti i modi di mettere fuori gioco Joe Biden, il suo avversario più pericoloso, colui che è già stato incoronato dai media come prossimo presidente degli Stati Uniti. In realtà quando The Donald ha citato la Cina lo ha fatto per riferirsi a un caso ben specifico. Come spiega il South China Morning Post, il figlio di Joe Biden è direttore presso una società di capitali sostenuta direttamente dal governo cinese. Si tratta della BHR Equity Investment Fund Management Company, che dopo le parole di Trump ha subito rimosso le foto di Hunter Biden dal proprio sito. Si tratta di una società creata nel dicembre 2013 con un capitale registrato di circa 4 milioni di dollari. Secondo l’amministrazione Trump, Hunter avrebbe utilizzato i legami con suo padre Joe per assicurarsi capitali cinesi da riutilizzare nei suoi investimenti. Biden Junior avrebbe attinto a questo stratagemma per assicurarsi la bellezza di 1,5 miliardi di dollari in finanziamenti niente meno che dalla Bank of China.

L’accusa del secolo

L’accusa di Trump, se fosse confermata dalle indagini, è esplosiva: Pechino avrebbe consegnato un mucchio di soldi a Hunter Biden in cambio di un trattamento commerciale vantaggioso. “Quando il figlio di Biden – ha aggiunto il presidente Usa – esce dalla Cina con 1,5 miliardi di dollari nel suo fondo, e gli altri più grandi fondi al mondo non riescono a ottenere un solo centesimo dalla Cina, penso che abbia commesso qualcosa di orribile”. Trump non si spinge oltre, ma lascia intendere al tradimento del secolo: Democratici in combutta con la Cina, il rivale numero uno degli Stati Uniti. Pechino non si è esposta, così come la BHR, che non ha rilasciato alcuna dichiarazione a riguardo. I media cinesi, come fa notare il New York Times, sono stranamente silenziosi. Intanto Joe Biden prova a difendersi dalle accuse pubblicando un editoriale sul Washington Post all’indirizzo di Donald Trump: “Hai abusato della presidenza. Non distruggerai la mia famiglia, e nel 2020 ti batterò”. Scandalo sulla Cina permettendo.